Dalla prevenzione alla risposta, la gestione del rischio si misura sulla capacità di trasformare obiettivi e procedure in azione coordinata. È in questo contesto che si è aperto ieri a Roma il Kick-off Meeting del programma finanziato dall’Unione Europea Prevention, Preparedness and Response to natural and human-induced disasters in the Eastern Partnership countries – Phase 4 (PPRD East 4).
Il progetto mira a rafforzare la prevenzione, la preparazione e la risposta a disastri di origine naturale e antropica nei Paesi del Partenariato Orientale, promuovendo la cooperazione regionale e il progressivo avvicinamento al Meccanismo Europeo di Protezione Civile (UCPM).
Come ha sottolineato Marco Rusconi, Direttore dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, nel corso del meeting di apertura: «C’è un bisogno crescente di andare oltre la sequenza lineare di emergenza, ripresa e sviluppo, verso una visione integrata e adattiva, in cui il nexus tra aiuto umanitario e protezione civile diventa una dimensione strategica».
Il progetto: dai quadri di riferimento all’attuazione
PPRD East 4 rappresenta la fase conclusiva del programma iniziato nel 2010 e segna un passaggio decisivo: dalla definizione di framework istituzionali all’attuazione a livello territoriale. Il programma seguirà gli ottimi risultati della terza fase e garantirà il consolidamento di strumenti operativi a supporto della gestione del rischio, sistemi di allerta consolidati e piani di emergenza multi-rischio e inclusivi.
Un percorso che richiama con chiarezza anche l’impegno di lungo periodo del consorzio. «CIMA ha fatto parte di questo percorso sin dalla prima fase, ed è un onore guidare il consorzio nella fase finale”, ha dichiarato Luca Ferraris, Presidente di Fondazione CIMA. «La direzione strategica è chiara: rafforzare i sistemi nazionali di disaster risk management mantenendo una cooperazione pratica con l’Unione attraverso l’UCPM».
«Il programma è fondamentale per supportare l’integrazione della preparazione alle emergenze e le crisi, agendo quale ponte tra l’aiuto umanitario e la gestione nazionale delle emergenze. Si tratta di un’importante occasione per analizzare in modo ampio il concetto di vulnerabilità». Ha sottolineato Luca Aragone, Vice Presidente del Corpo Italiano Di Soccorso dell’Ordine di Malta.
Al centro, un’impostazione pensata per sostenibilità e replicabilità. I percorsi formativi saranno impostati con l’ottica del Training of Trainers (ToT) comprendendo esercitazioni per posti di comando (TTX/CPX) e Full-Scale Exercises (FSX), includendo tutti gli attori dei Sistemi nazionali di Protezione Civile, comprese le istituzioni idrometeorologiche, di ricerca e organizzazioni di volontariato strutturate.
«Apprezzo in particolare che il programma presti attenzione anche a priorità trasversali come il cambiamento climatico, l’ambiente, l’uguaglianza di genere e i gruppi vulnerabili», ha evidenziato Adrián Mifkovič, Presidente del Corpo dei Vigili del Fuoco del Ministero dell’Interno della Repubblica Slovacca. «Sono elementi essenziali oggi e parte dei sistemi moderni che ci permettono di prevedere i rischi».
In questa prospettiva, la fase 4 non è soltanto continuità, ma evoluzione. «Questa fase finale è un’opportunità per trasformare risultati e metodologie in capacità durature. Lavoreremo sul rafforzamento del nexus tra sistemi di protezione civile e interventi umanitari integrandoli ai sistemi di allertamento e analisi del rischio sviluppati assieme ai nostri partners rafforzando la cooperazione transfrontaliera e l’allineamento al Meccanismo Unionale di Protezione Civile», sottolinea Davide Miozzo, DRM expert di Fondazione CIMA e Team Leader di PPRD East 4.
Due giornate di avvio: obiettivi, governance e prime tappe operative
Il Kick-Off Meeting ufficiale di PPRD East 4 si è svolto a Roma il 22 gennaio 2026 ed è seguito da una visita da parte delle delegazioni al Dipartimento della Protezione Civile Italiana e il primo Steering Committee il 23 di gennaio.
La prima giornata è stata dedicata all’apertura istituzionale e alla presentazione del programma: obiettivi, struttura, work packages e roadmap di implementazione, in un confronto diretto con i Paesi partner per condividere priorità e aspettative. Un avvio che assume particolare rilievo nel contesto regionale attuale, segnato da dinamiche geopolitiche in rapido cambiamento.
«Questo nuovo contesto geopolitico richiede un cambiamento nell’approccio dell’Unione Europea verso la regione del Mar Nero», ha ricordato Corinne Deleu, Programme Manager per l’Enlargement and Eastern Neighbourhood (ENEST), richiamando la nuova strategia europea basata su tre pilastri: sicurezza, connettività e prosperità, e un asse dedicato ad azione climatica e preparedness, con attenzione specifica alle comunità costiere e ai settori della blue economy.
Il secondo giorno prosegue con un momento di scambio operativo e di coordinamento orientato a consolidare la governance di programma ed i rapporti istituzionali. In particolare, l’impianto del progetto ribadisce la centralità della cooperazione transfrontaliera e dell’interoperabilità tra sistemi, in una regione esposta a rischi sempre più complessi e interconnessi.
“Disasters have no borders”, ha ricordato Katarzyna Marzec, DG dell’European Civil Protection and Humanitarian Aid Operations, sottolineando come la collaborazione tra Paesi e il coordinamento tra istituzioni siano determinanti per prevenire, prepararsi e rispondere in modo efficace. In questa fase, ha aggiunto, l’attenzione si concentrerà in modo esplicito su sostenibilità e ownership nazionale, affinché strumenti e competenze restino attivi ben oltre la conclusione del programma.
Un obiettivo ribadito anche da Paule Gailiunaite, Programme Manager di PPRD East 4 per DG ECHO, che ha evidenziato il ruolo del programma nel percorso di integrazione al Meccanismo Europeo di Protezione Civile. Un lavoro che, proprio perché regionale, punta a rendere strutturale la capacità di attivare relazioni, canali e procedure comuni prima che si verifichi l’emergenza.
Un avvio che non è solo formale: è il primo passo di un percorso condiviso, in cui prevenzione e preparazione diventano elementi concreti di un’unica strategia, costruita insieme.






