Nel corso del 2025, Fondazione CIMA ha avviato un percorso interno di riflessione e confronto rispetto all’emergenza umanitaria in Palestina.
Il processo, nato da un’iniziativa di parte del personale della Fondazione, si è sviluppato attraverso momenti di dialogo, deliberazione e condivisione tra dipendenti, Comitato Scientifico e Consiglio di Amministrazione, con l’obiettivo di assicurare che l’operato della Fondazione resti pienamente coerente con i propri valori fondativi, la Costituzione Italiana e le risoluzioni delle Nazioni Unite.
10/09/2025
Una lettera aperta, firmata da 116 dipendenti, ha invitato la dirigenza a esprimere una posizione chiara in merito alle violazioni del diritto internazionale in Palestina e a valutare l’adozione di pratiche di “ethical procurement” e “due diligence”
25/09/2025
Il Comitato Scientifico ha discusso la lettera, riconoscendo la gravità della situazione e approvando una mozione che raccomanda al CdA di adottare strumenti per garantire coerenza etica nei progetti e nelle collaborazioni.
03/10/2025
Il Consiglio di Amministrazione di Fondazione CIMA, riunito in seduta straordinaria, ha approvato la delibera, integrando le raccomandazioni del Comitato Scientifico nel quadro etico e operativo della Fondazione.
08/10/2025
Il Presidente ha restituito al personale di Fondazione CIMA l’esito del processo e le azioni intraprese dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione, in un incontro interno di aggiornamento e confronto sul processo di riflessione collettiva.
La riflessione collettiva nata da questo processo conferma l’impegno di Fondazione CIMA per la promozione della pace, della giustizia e della tutela dei diritti umani.
Nel contesto delle sue attività di ricerca, cooperazione internazionale e formazione, la Fondazione continuerà a operare in coerenza con i principi di trasparenza, responsabilità e rispetto del diritto internazionale, adottando strumenti e procedure ispirati ai criteri di ethical procurement e due diligence.