La campagna di avvistamento cetacei di Fondazione CIMA: i dati del 2023

Come ogni anno, le nostre ricercatrici e ricercatori dell’ambito Ecosistemi Marini hanno portato avanti, tra marzo e settembre 2023, le campagne di avvistamento dei cetacei nel Mar Ligure, raccogliendo dati preziosi per lo studio di diversi aspetti dell’ecologia di queste specie, dalla loro abbondanza alla distribuzione, fino allo stato di salute.

In particolare, nei 2.900 chilometri percorsi dalla nostra imbarcazione da ricerca Headwind sono stati registrati oltre 360 avvistamenti di cetacei: la maggior parte degli avvistamenti (192) riguarda gruppi di stenella striata, seguita dai 100 avvistamenti di balenottera comune, 55 di zifio (specie difficile da studiare a causa dei lunghi periodi che trascorre in immersione profonda), 10 di capodoglio, 3 di globicefali e 2 di tursiopi.

Durante le campagne in mare, il nostro gruppo di ricerca ha potuto anche raccogliere, per alcune specie, campioni e altri dati specifici per le attività previste dallo Spoke 2 del National Biodiversity Future Centre: tra questi, campioni del soffio (il getto emesso dallo sfiatatoio quando l’animale riemerge in superficie), biopsie cutanee, DNA ambientale (eDNA) e dati metrici. Un valido supporto per la raccolta di questo materiale è rappresentato dall’impiego di droni che, come abbiamo raccontato in passato, consente tanto di raccogliere il materiale emesso dallo sfiatatoio quanto di eseguire le rilevazioni di fotogrammetria per la valutazione di posizione e forma dei cetacei.

Agli avvistamenti registrati sull’imbarcazione da ricerca di Fondazione CIMA vanno aggiunti quelli raccolti a bordo dei traghetti che percorrono le acque del Santuario Pelagos, con i quali collaboriamo fin dal 2008 nell’ambito del FLT Med Net e, per il 2023-24, nell’ambito del progetto LIFE CONCEPTU MARIS per la raccolta dei dati sui cetacei. I 53 monitoraggi condotti nel 2023 hanno portato a 418 avvistamenti di balenottere, 248 di stenella striata, 18 avvistamenti di zifi, 17 di capodogli, 5 di tursiope e 2 di globicefali.

«I globicefali sono di norma una specie rara in acque liguri: mediamente abbiamo un avvistamento all’anno, mentre quest’anno li abbiamo avvistati più volte e più o meno sempre nella stessa zona», spiega Paola Tepsich, referente dell’ambito Ecosistemi Marini. «Questo ci ha anche permesso di raccogliere diversi dati anche di fotogrammetria, dai quali speriamo di ricavare maggiori informazioni sui gruppi (o pod) che popolano il Mediterraneo, particolarmente rilevanti se consideriamo che la popolazione mediterranea è classificata com endangered, minacciata di estinzione, nella Red List della IUCN».

Gli esperti e le esperte dell’ambito segnalano anche l’anomala quantità di avvistamenti di balenottere, molto presenti soprattutto nella zona tra Loano e Savona e spesso presenti anche in gruppi formati da due a quattro individui. «È una situazione inusuale, ma già vista in passato: vorremmo infatti cercare di capire se l’ondata di calore che ha interessato l’area possa averne influenzato la distribuzione», conclude Tepsich. «Di certo è una situazione da monitorare e approfondire, perché questa forte concentrazione di balenottere aumenta il rischio di collisione con le imbarcazioni».

È bene segnalare che i due tipi di campagna, quella a bordo dell’imbarcazione di ricerca Headwind e quella condotta sui traghetti, non sono tra loro paragonabili, proprio per il tipo di viaggio che compiono. Headwind effettua campagne ad hoc e specie-specifiche e pertanto, soprattutto su alcune specie (zifi in particolare), si sofferma per più tempo al fine di raccogliere i dati necessari; i traghetti, invece, proseguono il loro viaggio senza soffermarsi a raccogliere altri dati sulla specie avvistata e, di conseguenza, la quantità di avvistamenti a bordo risulta più alta.

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