La tempesta Daniel che sta interessando la Grecia ha portato a precipitazioni pari, o perfino superiori, a quelle che si registrano complessivamente nell’arco di un anno, causando alluvioni con impatti gravi in varie aree. Fondazione CIMA sta monitorando l’evento
A partire dalla giornata di lunedì 4 settembre, la Grecia centrale è stata investita dalla tempesta Daniel, un’estesa struttura depressionaria che si è approfondita sui Balcani meridionali nel pomeriggio di domenica. La lenta traslazione della tempesta ha determinato la persistenza di intensi fenomeni precipitativi a carattere prevalentemente temporalesco in grado di rovesciare quantitativi di pioggia mai osservati in precedenza nelle aree colpite, compresi tra i 700 e gli 800 millimetri in circa 24 ore. Per dare un’idea della gravità dei fenomeni, tali cumulate costituiscono valori vicini o addirittura maggiori delle precipitazioni complessive annuali e 10-15 volte superiori all’altezza di pioggia che in media viene registrata nel mese di settembre.


Queste precipitazioni intense hanno portato a gravi e improvvise alluvioni (flash floods) soprattutto nella Tessaglia orientale, con purtroppo alcune vittime nei pressi di Volos.
È invece tuttora in corso la risposta idrologica dei corsi d’acqua maggiori e in particolare per i fiumi Pineios, Acheloos, Kifissos e Spercheios. Per questi bacini, le catene di previsione a scala europea (EFAS) stimano picchi di portata localmente superiori – anche in modo significativo – ai valori centennali, in grado di colpire anche i maggiori centri urbani della zona. In particolare, la piena del fiume Pineios sta transitando a Larissa, città-capoluogo della Tessaglia abitata da 150.000 persone, dalla serata del 6 settembre, mentre quella del fiume Spercheios è in corso dalle prime ore di oggi nei dintorni di Lamia (75.000 abitanti, nel distretto della Grecia Centrale).
Nonostante le previsioni idrologiche siano tra loro coerenti, la stima complessiva delle persone potenzialmente a rischio ha un’incertezza (spread) ancora piuttosto rilevante, che dipende dall’efficacia delle difese spondali in opera: al momento, da 5.000 a 25.000 mila persone sono ritenute a rischio in Tessaglia, mentre circa un migliaio potrebbe subire gli impatti delle alluvioni nella Grecia Centrale.


La persistenza dei fenomeni che stanno insistendo da giorni sulle regioni della Tessaglia e della Grecia centrale è dovuta alla presenza di una robusta alta pressione localizzata sull’Europa centrale. Tale configurazione di pressione, detta “a omega” per la forma simile alla lettera greca che assume sulle carte meteorologiche, è al contempo responsabile delle inondazioni in Grecia così come delle alluvioni che hanno interessato la Spagna centrale nello scorso weekend e dell’ondata di calore che, per la risalita di aria calda dalle regioni desertiche a sud del Mediterraneo, sta portando temperature record in Francia, Paesi Bassi e Inghilterra. A testimonianza, ancora una volta, del legame fra fenomeni alluvionali estremi e temperature eccezionali.

Il 9 Settembre la tempesta Daniel ha finalmente abbandonato la Grecia, dopo aver lasciato devastanti inondazioni dietro di sé. Secondo i dati di Sentinel1 forniti dalla mappatura della Global Floods Partnership e del servizio Copernicus (di cui CIMA fa parte) sono stati sommersi 1.000km2 di terra nella Tessaglia orientale per l’esondazione del Pineios del 7 Settembre. Questo drammatico scenario è visibile anche dalle fotografie aeree.

Al momento le cifre ufficiali parlano di 10 vittime e 4 dispersi, e della distruzione massiva di infrastrutture (si stima che più di 3.000 km della rete stradale della zona siano sott’acqua al momento). Inoltre, i danni agricoli sono ancora più gravi a livello nazionale, perché la Tessaglia conta il 20% della produzione agricola nazionale, con immaginabili conseguenze sulla sicurezza alimentare dell’intero paese.
Aggiornamento 11 settembre 2023
Dopo essersi intensificata fino a diventare una tempesta di tipo tropicale (medicane) nel suo percorso verso sud, la tempesta Daniel ha toccato terra nel primo pomeriggio di domenica il nord della Libia, dove ha portato forti venti e piogge nel tratto costiero settentrionale della regione della Cirenaica.
I pluviometri locali sono scarsi, ma le stime satellitari confermano che le precipitazioni potrebbero aver raggiunto i 150-200 mm in 24 ore, determinando alluvioni importanti in tutta la regione e superando la soglia di un periodo di ritorno di 1 su 20 anni. Le inondazioni hanno colpito duramente le aree urbane di Bengasi e soprattutto Derna (45.000 abitanti), dove, riportano i media, le vittime sono state 2.000, e 5.000 i dispersi.

Daniel sta ora viaggiando verso sud-est e si prevede che si indebolisca entrando in Egitto. Sebbene si prevedano precipitazioni più miti, sono ancora possibili piogge alluvionali localizzate nelle prossime 24 ore.

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