Al nono Forum Europeo della Protezione Civile, il 3 e 4 novembre a Bruxelles, Fondazione CIMA contribuisce al confronto su come trasformare le conoscenze scientifiche in azioni preventive e decisioni operative. Dalle ondate di calore alle simulazioni di emergenza e alla cooperazione internazionale, al centro il ruolo della ricerca nel rafforzare la preparazione dei sistemi di protezione civile.
Prevedere un evento estremo non basta a ridurne gli impatti. Per intervenire in tempo, le autorità di protezione civile devono poter contare su informazioni scientifiche affidabili, strumenti per valutare gli scenari e competenze per tradurre le allerte in azioni preventive.
È su queste sfide che si concentra la partecipazione di Fondazione CIMA al Forum Europeo della Protezione Civile 2026, organizzato dalla Commissione europea il 3 e 4 novembre a Bruxelles, all’insegna del tema “Preparing today, ready for tomorrow”.
Attraverso partnership scientifiche, esercitazioni e programmi di cooperazione internazionale, CIMA contribuisce al confronto su come rafforzare la capacità dei sistemi di protezione civile di anticipare e gestire le emergenze.
Integrare le competenze scientifiche per supportare le decisioni: dalle partnership europee alla preparazione al caldo estremo
Da un’iniziativa pilota ispirata dal Parlamento europeo a quattro partnership scientifiche operative, capaci di fornire supporto continuativo alle operazioni di risposta alle emergenze in tutto il mondo. È l’evoluzione del sistema ARISTOTLE, al centro del workshop Science in action: UCPM scientific partnerships for preparedness and response, in programma il 3 novembre.
Attraverso una simulazione di emergenze complesse, caratterizzate da rischi combinati ed effetti a cascata, i partecipanti assumono il ruolo di responsabili della gestione delle emergenze in un ambiente ispirato al Centro di coordinamento della risposta alle emergenze dell’Unione europea (ERCC). Potranno così confrontarsi direttamente con gli scienziati, individuare le informazioni necessarie e valutarne l’utilizzo per supportare il coordinamento operativo.
Il sistema si è sviluppato dalla ARISTOTLE-ENHSP, la Natuaral Hazard Scientific Partnership dedicata ai rischi naturali, di cui fa parte anche Fondazione CIMA. Coordinata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), ARISTOTLE-ENHSP fornisce valutazioni scientifiche multi-rischio a supporto dell’ERCC. Fondazione CIMA contribuisce in particolare alla previsione e al monitoraggio delle alluvioni e degli incendi boschivi, mettendo le proprie competenze a disposizione del supporto alle decisioni prima e durante le emergenze.
Il ruolo della scienza nell’anticipare gli impatti è al centro anche della sessione 3 Extreme Heat Preparedness: from seasonal response to systemic resilience, in programma il 4 novembre, con la partecipazione di Lauro Rossi, Direttore di Programma di Fondazione CIMA.
Si discuterà di come utilizzare monitoraggio, previsioni e sistemi di allertamento per attivare misure preventive tempestive e proteggere le persone più vulnerabili. Il confronto affronta la necessità di considerare le ondate di calore come un rischio ricorrente non solo per la salute, ma anche per infrastrutture e servizi essenziali.
La sessione contribuirà al dibattito sulla preparazione europea al caldo estremo, anche in vista del futuro piano europeo dedicato al tema.
Mettere alla prova le decisioni attraverso le simulazioni: esercitazioni e scenari operativi per la gestione delle emergenze
Accanto al supporto scientifico, la preparazione richiede la capacità di esercitare le procedure operative e verificare il coordinamento tra gli attori coinvolti, valutando le conseguenze delle decisioni in scenari realistici e in condizioni di incertezza.
Fondazione CIMA parteciperà al Serious Games Corner del Forum nell’ambito del programma PPRD East 4, presentando strumenti di simulazione dedicati alla formazione e alla preparazione operativa.
Un simulatore per esercitazioni Tabletop (TTX) basato sull’intelligenza artificiale, sviluppato da Fondazione CIMA, supporterà gli organizzatori nella progettazione, conduzione e valutazione delle esercitazioni. Lo strumento consentirà di costruire e gestire scenari di emergenza dinamici, permettendo ai partecipanti di confrontarsi con l’evoluzione degli eventi, le criticità operative e le esigenze di coordinamento, mantenendo centrali la gestione umana delle esercitazioni e le decisioni dei partecipanti.
La gestione degli incendi boschivi sarà invece al centro di un serious game basato sul modello di simulazione PROPAGATOR, sviluppato da Fondazione CIMA. In uno scenario immaginario con sei centri abitati minacciati dal fuoco e risorse di intervento limitate, i partecipanti dovranno definire le priorità operative, dalla protezione degli insediamenti all’emissione delle allerte e alle eventuali evacuazioni. Il gioco permetterà di esplorare le conseguenze delle diverse strategie di risposta, collegando la modellazione scientifica alla consapevolezza del rischio e alle decisioni operative.
Il programma comprenderà anche una simulazione pratica con mattoncini da costruzione, presentata dal Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta (CISOM), per rappresentare visivamente le informazioni di uno scenario di emergenza, costruire un quadro condiviso della situazione e facilitare la valutazione delle priorità di intervento.
Le attività mostrano come modelli scientifici, simulazioni interattive e strumenti pratici possano contribuire alla formazione, al coordinamento e alla preparazione dei sistemi di protezione civile, rafforzando le competenze necessarie a pianificare, condurre e valutare le esercitazioni.
Tradurre gli scenari di rischio in misure di prevenzione: pianificazione e governance degli incendi boschivi
L’aumento degli incendi boschivi estremi e simultanei nel Mediterraneo pone nuove sfide alla protezione civile, soprattutto dove aree forestali, insediamenti e attività turistiche si sovrappongono. FIRE-SCENE, progetto europeo finanziato nell’ambito del Meccanismo Unionale di Protezione Civile, affronta queste sfide sviluppando strumenti e metodologie per integrare valutazione del rischio, pianificazione e governance degli incendi.
Coordinato dal Centro di Scienza e Tecnologia Forestale della Catalogna (CTFC), il progetto sarà presentato al Forum nella sessione 3 del 3 novembre, dedicata alla gestione integrata del rischio incendi boschivi e al ruolo delle autorità locali, dei partenariati e delle comunità nella prevenzione.
Fondazione CIMA coordina le attività dei quattro progetti pilota sviluppati in Spagna, Grecia e Italia. In Calabria, insieme alla Protezione Civile regionale, contribuisce alla valutazione del rischio di incendio nelle aree turistiche, considerando anche gli scenari futuri legati al cambiamento climatico. Le attività comprendono mappe del combustibile realizzate con tecniche di intelligenza artificiale, analisi della vegetazione mediante droni e strumenti per prevedere il pericolo e valutare rapidamente l’evoluzione degli incendi.
Sono inoltre previsti bollettini giornalieri per le sale operative, iniziative di formazione e uno stress test finalizzato a valutare la capacità delle strutture ricettive di proteggere i turisti e facilitare eventuali evacuazioni.
L’obiettivo è collegare le informazioni scientifiche alla pianificazione e alle procedure di protezione civile, traducendo gli scenari di rischio in misure preventive e capacità operative adeguate ai territori.
Rafforzare la cooperazione per la protezione civile: analisi partecipata del quadro di gestione del rischio di disastri
Per migliorare le capacità di gestione del rischio di disastri, la conoscenza del quadro normativo, istituzionale e operativo dei Paesi costituisce un punto di partenza essenziale a supporto delle strategie di cooperazione del Meccanismo Unionale di Protezione Civile. In questa prospettiva si inserisce il Multi-Country Study, progetto guidato dal Dipartimento della Protezione Civile italiano e presente al Forum presso il suo stand.
Lo studio coinvolge 17 Paesi, partner IPA e del vicinato orientale e meridionale dell’Unione europea. La valutazione dei sistemi nazionali e regionali di gestione del rischio ha permesso di identificare punti di forza, criticità e priorità di intervento, attraverso un approccio partecipativo, in collaborazione con le istituzioni dei Paesi coinvolti.
Fondazione CIMA guida l’analisi della componente sull’informazione del rischio, in stretta collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile italiano, contribuendo a individuare le aree di miglioramento e a formulare raccomandazioni coerenti con le buone pratiche europee. Ha partecipato inoltre alle attività di formazione rivolte alle autorità nazionali, sviluppate sulla base delle esigenze emerse.
Il progetto collega così valutazione del quadro di gestione del rischio e rafforzamento delle competenze, affinché i risultati possano orientare le strategie di coopera adeguate alle necessità dei diversi Paesi.
Il Forum rappresenta anche l’opportunità di consolidare le collaborazioni internazionali e individuare priorità condivise per rafforzare la prevenzione e la preparazione ai rischi climatici. Il confronto tra istituzioni e comunità scientifica sarà centrale per promuovere approcci integrati alla gestione del rischio, valorizzare le esperienze maturate e orientare strategie di cooperazione capaci di rispondere alle esigenze operative dei diversi territori. In questa direzione si inseriscono il contributo di Fondazione CIMA al progetto europeo CLIMAAX e il rafforzamento della cooperazione con la Protezione Civile albanese. Due percorsi che, su scale diverse, puntano a integrare conoscenze scientifiche, strumenti di valutazione del rischio e capacità istituzionali, favorendo la traduzione delle strategie condivise in misure concrete di prevenzione e preparazione.
Dalle analisi scientifiche alle esercitazioni, fino alla cooperazione tra istituzioni, la partecipazione di Fondazione CIMA al Forum mette in evidenza un obiettivo comune: rendere le informazioni sui rischi utilizzabili per decisioni tempestive e misure di protezione più efficaci, contribuendo a ridurre gli impatti delle emergenze sulle comunità.