Ci sono anniversari che raccontano molto più del tempo trascorso. Raccontano relazioni costruite giorno dopo giorno, competenze condivise e una collaborazione che cresce insieme alle sfide che è chiamata ad affrontare. È questo il significato dei quindici anni della sede di Fondazione CIMA in Albania, avviata nel 2011 e oggi punto di riferimento nel Paese per le attività di ricerca applicata, innovazione e cooperazione nel campo della riduzione del rischio di disastri.
Per celebrare questo traguardo, il Presidente di Fondazione CIMA Luca Ferraris, la Direttrice della sede CIMA in Albania Miranda Deda, il Direttore di Programma Cosimo Versace e il Direttore Associato Nicola Rebora sono in visita istituzionale a Tirana presso l’Agenzia Nazionale della Protezione Civile albanese (AKMC). Un’occasione per ripercorrere il cammino compiuto insieme ai partner albanesi e, allo stesso tempo, definire nuove prospettive di collaborazione per gli anni a venire.
Dall’emergenza alla cooperazione di lungo periodo
La presenza di Fondazione CIMA in Albania affonda le proprie radici nell’alluvione che colpì l’area di Scutari nel 2010. Da quella emergenza prese avvio una collaborazione tra il Dipartimento della Protezione Civile italiana e le istituzioni albanesi che portò alla nascita della sede di Fondazione CIMA a Tirana nel 2011, con l’obiettivo di mettere a disposizione competenze scientifiche e tecniche per rafforzare la capacità del Paese di affrontare i rischi naturali.
Nel corso degli anni questa collaborazione si è progressivamente ampliata, trasformandosi in un percorso strutturato di sviluppo istituzionale e tecnologico. Fondazione CIMA ha contribuito alla progettazione e al consolidamento del sistema nazionale di protezione civile, affiancando le istituzioni albanesi nell’introduzione di strumenti per la previsione, il monitoraggio e l’allertamento, nella produzione di mappe di rischio, nello sviluppo di piattaforme operative a supporto delle decisioni e nella formazione del personale tecnico.
Tra i risultati più significativi figurano il contributo allo sviluppo del sistema nazionale di allerta precoce, il supporto all’attuazione della Direttiva Alluvioni e della legge albanese sulla Protezione Civile del 2019, l’implementazione di strumenti come myDEWETRA, DesInventar, ERRA e della rete di monitoraggio ACRONET, oltre alla realizzazione di numerose attività di capacity developping rivolte alle istituzioni nazionali e locali.
La ricorrenza dei quindici anni arriva, inoltre, pochi mesi dopo il rinnovo della collaborazione tra Fondazione CIMA e l’Agenzia Nazionale della Protezione Civile albanese attraverso la firma di un nuovo Memorandum d’Intesa, che conferma la volontà di proseguire un percorso condiviso di ricerca, innovazione e rafforzamento delle capacità istituzionali.
Una visita per celebrare il percorso e costruire il futuro
La missione istituzionale di questi giorni si è inserita proprio in questo percorso.
Nel corso della visita si sono svolti incontri con l’Agenzia Nazionale della Protezione Civile albanese (AKMC), con l’Ambasciata d’Italia a Tirana e con l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS). La delegazione ha discusso con i partner delle iniziative attualmente in corso e delle future opportunità di collaborazione, con particolare attenzione ai sistemi di allerta alla popolazione, ai programmi regionali promossi da AICS e ai nuovi progetti dedicati alla riduzione del rischio di disastri e alla resilienza dei territori.
La visita ha rappresentato un’importante occasione di confronto strategico per consolidare il lavoro svolto e definire le priorità comuni per i prossimi anni, individuando gli strumenti operativi, anche di early warning, capaci di supportare le istituzioni nel rafforzamento del sistema di protezione civile e nella gestione del rischio.
In un contesto in cui gli effetti del cambiamento climatico rendono i rischi naturali sempre più complessi e interconnessi, costruire sistemi di protezione civile efficaci significa investire non solo in tecnologie e strumenti, ma soprattutto nelle relazioni tra istituzioni, ricerca e territori.



