La Fondazione CIMA è da poco membro della SDG Academy Community of Practice, un network per lo scambio e la formazione in tema di sviluppo sostenibile. L’ammissione è per la Fondazione il più recente passo sul percorso mirato alla sostenibilità
A ottobre, la Fondazione CIMA è diventata membro della SDG Academy Community of Practice, un vasto network internazionale che riunisce esperti di sostenibilità in diversi settori trasversali. L’essere parte di questa rete offre un’importante opportunità, da una parte per acquisire conoscenze e, dall’altra, per condividere le competenze ed esperienze che la Fondazione ha maturato in ambito di riduzione del rischio, un tema strettamente legato allo sviluppo sostenibile.
L’ammissione alla SDG Academy Community of Practice è solo il più recente passo di un percorso che, quasi dieci anni fa, le Fondazioni CIMA e ACROTEC hanno intrapreso per muoversi sempre più verso la sostenibilità sociale e ambientale. Percorso che si è svolto dall’interno verso l’esterno, partendo innanzitutto dalle Fondazioni stesse: è infatti iniziato nel 2011, con una “ristrutturazione” volta al miglioramento del benessere nell’ambiente di lavoro. A partire da una serie di questionari interni, sono state valutate le motivazioni e le condizioni lavorative percepite da dipendenti e collaboratori, mentre un percorso di miglioramento della governance ha permesso di arrivare a una ridefinizione degli ambiti (di ricerca e di supporto) che permettesse una miglior gestione del lavoro. In quello stesso periodo, si è investito sul welfare aziendale, stabilendo convenzioni che permettessero ai dipendenti di usufruire di piscina, palestra e assicurazione sanitarie. Sempre nel 2011, la Fondazione CIMA si è unita a UN Global Compact, l’iniziativa delle Nazioni Unite per promuovere la sostenibilità nelle aziende aderendo ai Dieci Principi del Patto, mirati a garantire la tutela dei lavoratori e dell’ambiente e la trasparenza aziendale.
La seconda data importante del percorso di promozione della sostenibilità delle Fondazioni è il 2016. Quest’anno ha infatti segnato l’inizio del lavoro di responsabilità sociale a livello più ampio, con la scelta di fornitori locali e certificati: dal caffè a marchio equo e solidale, alla scelta della carta usata, a marchio FSC. Inoltre, le Fondazioni hanno iniziato a lavorare per rendersi plastic free. Soprattutto, sono iniziate in questo periodo le attività didattiche con le scuole collegate all’Agenda 2030, che rappresentano uno step fondamentale per la sensibilizzazione dei più giovani e la diffusione delle conoscenze e buone pratiche
Negli anni, le Fondazioni sono cresciute a livello nazionale e internazionale. Tra il 2016 e il 2017, in particolare, le Fondazioni hanno iniziato a gestire il Vivaio Forestale di Pian dei Corsi della Regione Liguria (attività terminata quest’anno), opportunità che ha permesso sia di portare avanti la ricerca nell’ambito della conservazione della biodiversità e della prevenzione degli incendi boschivi, sia di svolgere ulteriori attività di didattica per le scuole. È iniziata in questo periodo anche una maggiore collaborazione con il Campus di Savona dell’Università degli Studi di Genova, per promuovere iniziative locali e regionali mirate alla sostenibilità, quali il Festival dello Sviluppo Sostenibile, promosso dalla Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (rete di cui la Fondazione CIMA è partner). Sempre in questo periodo, a livello nazionale, la Fondazione CIMA ha aderito anche alla UN Global Compact Network Italia, allineando le proprie attività agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030, con la pubblicazione del primo bilancio sociale
La crescita a livello internazionale, sulla spinta di diversi progetti di ricerca, ha coinciso poi con l’aderire, da parte della Fondazione CIMA, alla UN Sustainable Development Solutions Network, la rete delle Nazioni Unite che riunisce università, enti e istituzioni di ricerca per il supporto al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, cercando nuove soluzioni scientifiche e tecnologiche alle sfide attuali. Inoltre, fra il 2018 e il 2020, la Fondazione è diventata membro (e non più solo partner) di UN Global Compact. Fino ad arrivare all’ultimo passo, l’ingresso come membri all’SDG Academy Community of Practice: far parte di questa rete significa, per le Fondazioni, la possibilità di confrontarsi con un vasto gruppo di esperti in tema di sostenibilità, per imparare e anche per condividere. In particolare, la Fondazione CIMA avrà la possibilità di portare la propria esperienza, operativa e di ricerca, sulla riduzione del rischio, nell’ottica di promuovere lo sviluppo sostenibile anche attraverso la riduzione della vulnerabilità delle persone e dell’ambiente.
«Il percorso di sostenibilità delle Fondazioni si caratterizza per la sua gradualità. Infatti, abbiamo sempre desiderato che questo percorso fosse coerente, partendo da dentro, dalle nostre risorse umane, per arrivare al mondo esterno, quello della nostra comunità, di fornitori, partner, e infine network ed eventi», spiega Isabel Gomes, referente dell’ambito Comunicazione e Sostenibilità della Fondazione CIMA. «Siamo convinti che sarà questa coerenza a fare la differenza, sia a livello di impatti che di immagine istituzionale. La strada è ancora lunga, perché non esiste un limite alla crescita e al miglioramento, ma siamo convinti che quella diretta verso la sostenibilità sia l’unica strada percorribile».