L’impatto dei cambiamenti climatici sulla risorsa idrica: l’intervento al corso masterclass Glocal Eyes

Francesco Avanzi, ricercatore dell’ambito Idrologia e Idraulica della Fondazione CIMA, ha tenuto una lezione agli studenti del corso masterclass Glocal Eyes dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholè Futuro, sugli effetti della crisi climatica sulla risorsa idrica. Dall’esempio delle recenti siccità in California, Francesco è arrivato ad approfondire il contesto italiano, in particolare la situazione di Liguria, Piemonte e Val d’Aosta, le regioni di provenienza dei ragazzi e ragazze partecipanti 

Giovedì 9 settembre Francesco Avanzi, ricercatore del nostro ambito Idrologia e Idraulica, è intervenuto al corso masterclass Glocal Eyes, organizzata dall’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholè Futuro grazie ad una campagna di crowdfunding supportata dalla Compagnia di San Paolo. 

Il corso, dedicato a giovani di età compresa tra i 18 e i 28 anni che vivono tra Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, si è svolto tra il 6 e il 10 settembre. Scopo della masterclass, quest’anno alla sua prima edizione, è contribuire a formare comunicatori impegnati nella lotta e nella sensibilizzazione sui cambiamenti climatici in un’ottica glocal – capace, cioè, di unire la visione di quanto avviene a livello globale con ciò che invece accade nel locale. 

Per questa ragione, il programma del corso ha visto interventi di ricercatori ed esperti di comunicazione per trattare i temi legati alla crisi climatica sotto diversi aspetti, da quelli più strettamente scientifici a quelli comunicativi e divulgativi. L’intervento di Francesco Avanzi si è concentrato su un tema su cui i nostri ricercatori lavorano da tempo: l’impatto dei cambiamenti climatici sulla disponibilità della risorsa idrica. «L’idea è stata quella di partire dalla realtà statunitense, e in particolare dei recenti eventi di siccità in California e da come si sono sovrapposti con il riscaldamento globale, per mostrare come questo scenario possa offrire lezioni utili per il futuro in aree geografiche a noi molto più vicine, seguendo appunto una prospettiva glocal», spiega Avanzi. «Gli esempi locali che ho discusso riguardano, nello specifico, i possibili impatti dei cambiamenti climatici sui ghiacciai e sui nevai della Valle d’Aosta e sul clima della Liguria». 

Avanzi, che ha lavorato alcuni anni come post-doc presso la University of California, Berkeley, prima di unirsi alla Fondazione CIMA, ha dunque illustrato la realtà di un paese dove il clima mediterraneo, con la concentrazione delle precipitazioni quasi esclusiva dei mesi invernali, fa sì che le riserve idriche utilizzate per le attività umane provengano per la maggior parte da nevai. La loro riduzione, dovuta all’aumento delle temperature unita a minori precipitazioni, ha portato tra il 2012 e il 2016 a una grave siccità – condizione in cui la California è tornata a essere quest’anno, dopo un periodo di “tregua”. «L’elemento fondamentale da tenere a mente è che le implicazioni di questi eventi non riguardano solo l’acqua potabile ma anche, per esempio, l’agricoltura e la produzione di energia idroelettrica», spiega il ricercatore. «La neve di oggi è l’acqua di domani, e la sua scarsità ha implicazioni sociali, economiche e gestionali a vasta scala». 

E se la California ha già avuto modo di sperimentare l’impatto dei cambiamenti climatici e della variabilità del clima sulla risorsa idrica, anche vicino a noi è possibile delineare i possibili scenari futuri. «Abbiamo già lavorato per capire cosa succederà in alcune Regioni italiane. In particolare, le ricerche condotte con ARPA Valle d’Aosta e il Centro Funzionale della Regione Autonoma Valle d’Aosta suggeriscono che anche i nostri ghiacciai e nevai tenderanno a ridursi, con effetti importanti sulla disponibilità di risorsa idrica, a causa dei cambiamenti climatici», continua Avanzi. In Liguria, invece, dove non sono presenti ghiacciai, i modelli suggeriscono una diminuzione delle precipitazioni e un aumento della temperatura che porteranno, anche in questo caso, a una minor disponibilità d’acqua. Inoltre, l’aumento delle temperature determina anche una maggior evaporazione di quella disponibile e un maggior impiego da parte delle piante, riducendo ulteriormente l’acqua che giunge a valle.  

«Il messaggio principale di questi studi, uniti ai molti altri condotti a livello globale, è che il problema della scarsità sarà uno dei problemi fondamentali di questo e del prossimo secolo – tanto che alcuni già parlano del ‘secolo dell’acqua’». Questi effetti non sono solo di natura paesaggistica, ma avranno un’influenza profonda a livello sociale ed economico, proprio perché l’acqua è una risorsa fondamentale per molte delle nostre più importanti attività», conclude Avanzi. «Tuttavia, abbiamo le soluzioni per affrontare il problema: oltre a quelle per mitigare gli effetti del cambiamento climatico, che chiamano in causa azioni quali la riduzione delle emissioni di gas climalteranti, ci sono infatti strategie di adattamento, quali per esempio l’agricoltura “intelligente”: sta a noi riuscire a implementarle in modo efficace». 

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