MIRAMAR nasce con l’obiettivo di migliorare la comprensione e la capacità di risposta della regione mediterranea agli impatti cumulativi delle molteplici pressioni ambientali sugli ecosistemi vulnerabili. Il progetto si concentra su praterie di fanerogame marine, zone umide, lagune costiere e habitat di specie in via di estinzione in nove aree pilota situate in Albania, Croazia, Francia, Grecia, Italia e Spagna.
Le attività prevedono lo sviluppo e la validazione di un approccio di monitoraggio olistico, finalizzato a valutare gli effetti combinati di diversi fattori di stress, come contaminanti, rifiuti marini e microplastiche, inquinamento acustico e luminoso, specie invasive, degrado degli habitat e cambiamenti climatici. In continuità con l’iniziativa Plastic Busters, MIRAMAR riunisce centri di ricerca, università, ONG, autorità pubbliche e gestori di aree protette per trasformare le conoscenze scientifiche in azioni coordinate di mitigazione e ripristino.
OBIETTIVI E RISULTATI ATTESI
Tra gli obiettivi principali del progetto vi sono il monitoraggio degli effetti di molteplici fattori di stress ambientale sugli ecosistemi chiave del Mediterraneo, l’armonizzazione di metodi innovativi per la raccolta e l’analisi dei dati e lo sviluppo condiviso di soluzioni basate sulla natura per la mitigazione degli impatti e il ripristino ambientale. I risultati attesi includono la definizione di un quadro di monitoraggio olistico convalidato, il miglioramento di strumenti e protocolli per la valutazione degli impatti cumulativi, la produzione di linee guida basate su evidenze scientifiche a supporto delle aree protette e delle autorità pubbliche, nonché un maggiore allineamento con le politiche ambientali europee e mediterranee.
Attraverso i Living Labs, lo sviluppo di capacità e la co-creazione con gli stakeholder locali, MIRAMAR promuove una governance più efficace, rafforza la resilienza ecologica a lungo termine e favorisce un’azione transnazionale coordinata in tutto il bacino del Mediterraneo.
CONTRIBUTO DI FONDAZIONE CIMA
Nell’ambito del progetto, Fondazione CIMA contribuisce al Work Package 2 supportando la progettazione e l’attuazione di attività di campo volte a testare protocolli armonizzati per il monitoraggio dei fattori di stress cumulativi negli ecosistemi marini. In particolare, CIMA ha preso parte alla campagna di monitoraggio in mare nel Santuario Pelagos, svolta dal 19 al 30 maggio 2026. Le attività si sono concentrate sulla raccolta di dati relativi ai rifiuti marini, incluse macroplastiche e microplastiche, e sulla valutazione delle molteplici pressioni ambientali che incidono sugli habitat costieri e pelagici.
CIMA contribuisce inoltre al monitoraggio delle specie minacciate e del biota marino, con particolare attenzione a uccelli e mammiferi marini, supportando la valutazione dei potenziali impatti dei fattori di stress su specie e habitat sensibili e contribuendo alla definizione di azioni di mitigazione e ripristino basate su dati scientifici.