Esperti e ricercatori internazionali si sono riuniti a fine febbraio per stabilire i passi necessari per affrontare la sfida dell’impatto dei cambiamenti climatici sui rischi di origine naturale
A fine febbraio sono tenuti a Barcellona il meeting d’apertura del progetto RECIPE e il suo primo workshop tecnico. Quest’ultimo, il primo dei tre previsti da progetto, aveva l’obiettivo di definire, all’interno del partenariato, una base metodologica comune che consenta di analizzare e inquadrare le problematiche che il progetto dovrà affrontare in modo condiviso e coerente, così da rafforzare gli strumenti del sistema di protezione civile tenendo in considerazione il potenziale impatto dei cambiamenti climatici.
La gestione del rischio si fa infatti particolarmente complessa quando si considerano anche i possibili effetti dei cambiamenti climatici, che possono portare a confrontarsi con scenari d’incertezza o di eventi più gravi. Per arrivare a stabilire una gestione del rischio più efficace è dunque necessario un approccio integrato, che unisca esperti scientifici e del settore operativo che riescano a confrontarsi con un vocabolario e una metodologia di analisi comune. È per questa ragione che i due giorni di workshop hanno visto uniti tecnici e ricercatori afferenti alle istituzioni partner del progetto, ma anche esperti internazionali, invitati per affrontare il tema di come i cambiamenti climatici possano influenzare il rischio derivante dai diversi fenomeni naturali (incendi, alluvioni, valanghe, temporali e frane).
Il workshop ha voluto in una prima fase analizzare alcuni casi di studio selezionati ad hoc, e metodologie e strumenti operativi che consentano di lavorare per approccio integrato di prevenzione-preparazione-risposta nelle strategie di riduzione del rischio di catastrofi. In questo contesto è stato presentato RISKPLAN, strumento di pianificazione sviluppato dal Forest Research Institute Baden-Wuerttemberg, uno dei partner del progetto, per la gestione integrata dei rischi, in cui viene preso in considerazione anche l’aspetto economico della mitigazione e gestione.
La sessione successiva ha riguardato invece la discussione legata all’approccio da utilizzare all’interno del progetto, anche attraverso il contributo di esperti esterni.
Durante l’ultima sessione di questo primo workshop, sono stati presentati e discussi gli strumenti operativi da sviluppare a livello di sito pilota, così da mettere in evidenza le sinergie fra i differenti strumenti, lavorando sin dall’inizio in modo coordinato e inter-disciplinare, un aspetto particolarmente importante per lavorare nella prospettiva multi-rischio.
Il workshop di febbraio ha segnato un momento importante per l’inizio del lavoro che sarà condotto dai partner nei prossimi mesi (la fine del progetto è prevista per novembre 2021). La Fondazione CIMA, in particolare, si occuperà di costruire le linee guida per la pianificazione di protezione civile sul rischio d’incendi e alluvioni, attraverso la realizzazione di un percorso partecipato di pianificazione di protezione civile. Inoltre, analizzeremo alcuni eventi considerati straordinari e multi-rischio per individuare, insieme agli stakeholder nazionali, regionali e locali, le esigenze di protezione civile.
Durante i mesi di lavoro del progetto sarà poi necessario capire come gli approcci integrati possano inserirsi nelle strategie di riduzione del rischio, e identificare i requisiti necessari alla protezione civile per affrontare gli impatti dei cambiamenti climatici sui diversi disastri di origine naturale.
Per saperne di più: https://recipe.ctfc.cat/1st-workshop-a-common-understanding-of-risk/