Verso una gestione integrata dell’acqua in Etiopia 

Etiopia IWRM CIMA AICS

In Etiopia, l’acqua è molto più di una risorsa: è il filo sottile che tiene insieme agricoltura, comunità, resilienza. Ma è anche una risorsa minacciata, da una parte dalla pressione crescente della crisi climatica, dall’altra dalla necessità di strumenti adeguati a comprenderla, monitorarla e gestirla in modo sostenibile. È proprio in questo contesto che si colloca il progetto per il miglioramento della gestione integrata delle risorse idriche (IWRM) nei bacini idrografici del Webi Shebele, dell’Awash e del Danakil, finanziato dall’Unione Europea ed implementato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) in coordinamento con il Ministero dell’Acqua e dell’Energia etiope. 

Un progetto che mette al centro la costruzione di capacità locali, la cooperazione istituzionale e l’applicazione delle migliori conoscenze scientifiche disponibili. Fondazione CIMA è uno dei due partners tecnici (insieme al Consiglio Nazionale delle Ricerche – CNR) di questa sfida: porta in campo competenze modellistiche, capacità di formazione e un approccio sistemico al monitoraggio idrometeorologico. Cuore dell’intervento è il modello idrologico Continuum, sviluppato per simulare in modo continuo i processi che regolano il ciclo dell’acqua, dal suolo all’atmosfera, e per supportare le decisioni strategiche sui temi della sicurezza idrica, della gestione del rischio e della pianificazione sostenibile. 

Formazione, cooperazione e visione condivisa

Il 15 luglio 2025 ha segnato una tappa fondamentale: è stato avviato ad Addis Abeba il primo modulo di formazione dedicato al modello Continuum, rivolto al Ministero dell’Acqua e dell’Energia etiope (MoWE), all’Istituto Meteorologico Etiope (EMI), al Water & Land Resource Center e ad alcune università locali. Durante questo incontro, i ricercatori e le ricercatrici di Fondazione CIMA hanno fornito una panoramica approfondita della struttura del modello, delle sue basi idrologiche e delle sue potenzialità applicative, in particolare per la gestione delle risorse idriche e la previsione di eventi estremi. 

Non si è trattato soltanto di un momento formativo, ma di un esercizio di condivisione delle conoscenze e di costruzione di fiducia tra attori locali e partner internazionali. Come ha spiegato Andrea Libertino, ricercatore di Fondazione CIMA: «La modellazione idrologica non è solo una questione tecnica: è un atto di responsabilità verso il futuro. Ogni parametro calibrato, ogni dato discusso insieme, contribuisce a costruire un sistema più giusto, capace di rispondere ai bisogni delle persone e agli impatti del cambiamento climatico». 

Il programma di formazione proseguirà ad agosto con moduli più avanzati, dedicati all’uso pratico del modello, alla calibrazione e all’applicazione in scenari reali. L’obiettivo è duplice: rafforzare le competenze tecniche dei professionisti locali e garantire la sostenibilità del sistema nel lungo periodo. 

Nuove alleanze per la resilienza climatica

Parallelamente alla formazione, il progetto ha fatto un altro passo importante: un nuovo accordo tecnico tra EMI e AICS, con il supporto  di Fondazione CIMA. L’intesa punta a rafforzare i servizi idrometeorologici nazionali, elemento chiave per una gestione delle risorse idriche più resiliente e informata. 

Nel dettaglio, l’accordo prevede l’installazione di 20 nuove stazioni meteorologiche automatiche e la formazione tecnica del personale EMI per la loro gestione e manutenzione. Inoltre, verranno rafforzate le capacità nell’uso delle previsioni stagionali e delle proiezioni climatiche, con l’obiettivo di integrare questi strumenti nei processi decisionali legati all’uso dell’acqua. 

Questo investimento infrastrutturale e umano consentirà di ridurre l’incertezza legata alla variabilità climatica, migliorare la pianificazione delle risorse e affrontare con maggiore consapevolezza fenomeni come siccità prolungate, inondazioni improvvise e stress idrico nei settori produttivi e nella vita quotidiana delle persone. «Questo accordo rappresenta una tappa importante, non solo per il progetto e per l’AICS, ma per l’Etiopia, consentendo una migliore integrazione dei servizi idro-meteorologici tra diversi istituti», ha commentato Marco Landi, Program Manager AICS per l’iniziativa IWRM.

Verso un sistema dinamico e partecipativo di monitoraggio

Nel contesto di un processo di collaborazione e scambio, il 16 luglio 2025 Fondazione CIMA ha condotto un workshop tecnico con la partecipazione di personale tecnico di alto livello del Ministero dell’Acqua e dell’Energia, dedicato alla valutazione del bilancio idrico e al rafforzamento delle capacità di analisi nei tre bacini oggetto del progetto. Si è trattato di un laboratorio collaborativo, dove scienziati, funzionari pubblici e stakeholder locali hanno discusso approcci, identificato lacune nei dati disponibili e tracciato insieme le linee guida per lo sviluppo di un sistema operativo di monitoraggio del bilancio idrico in tempo reale. 

La complessità idrologica dell’Etiopia richiede strumenti che siano al tempo stesso affidabili, adattabili e comprensibili. Ed è proprio in questa direzione che si muove l’impegno congiunto dei partner coinvolti: creare un sistema integrato, capace di supportare la pianificazione sostenibile dello sviluppo dei bacini idrografici, promuovendo una cultura dell’acqua che sia inclusiva, basata su dati e orientata al futuro. 

Conclude Luca Trotter, esperto in siccità di Fondazione CIMA: «Il vero cambiamento nasce quando la scienza incontra la governance. Il nostro obiettivo è trasmettere non solo un modello, ma una capacità condivisa di leggere il territorio e di adattarsi, insieme, ai cambiamenti». 

Etiopia Acqua IWRM CIMA AICS

Condividi