Bolivia, una storia che parla di competenze e autonomia

Il mese scorso, il Servicio Nacional de Meteorologia e Hidrologia (SENAMHI) della Bolivia ha installato un’ulteriore stazione idrologica Acronet a Chuqui Chuqui, nel municipio di Sucre, sul Río Chico, un affluente del Rio Grande, che drena nel Rio delle Amazzoni. Dal 12 ottobre la stazione ha cominciato a rilevare i dati di misurazione, compreso l’andamento delle piogge e del livello idrometrico del fiume.
La progettazione, il montaggio e l’installazione della centralina sono avvenuti in piena autonomia, a valle della formazione che avevamo proposto nell’ambito di alcuni progetti, conclusi già da tempo.

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La centralina ACRONET installata sul Río Chico

La nostra storia in Bolivia inizia infatti nel 2013, come supporto a istituzioni locali quali il Vice Ministero della Difesa Civile (VIDECI), il SENAMHI e il Ministero dell’Ambiente e delle Acque (MMAyA). Lo sviluppo di un sistema di Early Warning sostenibile richiede infatti capacità, risorse umane e finanziarie e una strategia di attuazione a breve, medio e lungo termine. E così è stato.

Abbiamo infatti progettato un piano di implementazione progressivo volto a massimizzare l’efficacia e l’operatività del sistema, attraverso il suo sviluppo in quattro fasi: raccolta e scambio di dati, miglioramento del sistema di previsione e monitoraggio in tempo reale, preparazione e comunicazione di messaggi di allertamento, istituzionalizzazione e pianificazione delle emergenze.
Queste fasi sono poi state implementate in diverse progettualità in collaborazione con DG ECHO, FAO, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, AICS, World Bank e le ONG WeWorld e COOPI.

L’implementazione del sistema di Early Warning in Bolivia ha visto anche l’installazione di stazioni meteo open-hardware che permettono il monitoraggio in tempo reale di parametri diversi, alimentando i modelli idro-meteorologici di analisi ed elaborazione dei dati, garantendo una sostenibilità tanto economica quanto tecnica. A differenza delle classiche stazioni proprietarie, le stazioni open-hardware prevedono che tutti gli schemi progettuali e l’elenco dei componenti necessari alla realizzazione siano rilasciati liberamente allo scopo di essere continuamente migliorati dalla comunità di esperti. Ciò ha permesso una reale appropriazione delle competenze da parte del SENAMHI. A oggi, in Bolivia sono in funzione otto stazioni Acronet in punti di gran interesse idrologico, le ultime delle quali assemblate e installate in completa autonomia.

A prova che il lavoro di previsione e mitigazione del rischio è una programmazione che va portata avanti nel medio e lungo periodo e che deve essere in grado di allargare i piani di intervento, oggi stiamo partecipando a una nuova attività portata avanti, su finanziamento (Seedcorn Fund) del Natural Environment Research Council del Regno Unito, insieme alla Northumbria University di Newcastle e alla Universidad Mayor de San Andrés di La Paz. Un nuovo progetto, un nuovo percorso con le istituzioni e gli stakeholder locali che conosciamo da tempo per creare un gruppo di studio interdisciplinare volto a migliorare la gestione delle risorse idriche per l’area di La Paz/El Alto, partendo dal monitoraggio dei ghiacciai andini che la sovrastano, che si trovano in condizioni critiche.

È una storia duratura e florida quella che si basa sullo sviluppo di capacità e sull’autonomia, che si basa sullo sviluppo di capacità per garantire la gestione diretta e autonoma degli strumenti, di cui siamo orgogliosi di far parte e che speriamo continui a lungo.

Qui un video dedicato all’implementazione dell’Early Warning System in Bolivia

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