Abbiamo intervistato Rozeta Gradeci, rappresentate paese per l’ONG COSPE (Albania), per farci raccontare alcuni degli aspetti più importanti del progetto ECO FRIENDS, che vuole costruire la resilienza del paese lavorando sul dialogo tra le istituzioni e le organizzazioni della società civile
Un dialogo inclusivo sul cambiamento climatico, che consenta un confronto diretto e un arricchimento reciproco tra organizzazioni della società civile, cittadini e istituzioni: è questo lo scopo di ECO FRIENDS, un progetto portato avanti in Albania dalla Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti (COSPE) e che vede tra i partner Fondazione CIMA. Finanziato dal programma IPA II – European Union Integration Facility 2017 e iniziato a marzo dello scorso anno, ECO FRIENDS prevede momenti di formazione e tavole di consultazione che consentano sia la trasmissione delle conoscenze sia la possibilità di un confronto e di uno scambio diretto tra i diversi attori coinvolti.
Di recente si sono tenuti i primi momenti di consultazione nei comuni di Skrapar, Berat, Kucove e Dimal. Abbiamo colto l’occasione per fare qualche domanda a Rozeta Gradeci, rappresentante paese per COSPE Albania, e con la quale collaboriamo nella attività del progetto.
Da cosa nasce il progetto ECO FRIENDS?
In Albania, il tema del cambiamento climatico è stato affrontato solo in tempi relativamente recenti. Sebbene infatti il Paese abbia stipulato alcune convenzioni internazionali fin dalla metà degli anni Novanta, la Strategia Nazionale per il Cambiamento Climatico è arrivata solo nel 2019 – e solo dal 2020 è legge. Questo fa sì che sia molto sentita l’esigenza di approfondire la questione, sensibilizzare la cittadinanza e svolgere attività di formazione per gli operatori del settore; questo anche perché il paese è vulnerabile a molti rischi che risultano influenzati proprio dal cambiamento climatico, come le alluvioni e gli incendi.
ECO FRIENDS ha tra gli obiettivi primari quello di creare una rete tra le organizzazioni civili e sociali, e incentivare il dialogo con le istituzioni: perché è stato scelto di focalizzare il progetto su questo obiettivo? E quali attività sono previste per raggiungerlo?
L’idea di base è che la partecipazione di cittadini e cittadine sia fondamentale per rendere efficaci le politiche attuate da un paese, perché sono proprio i/le cittadini/e a poterle incoraggiare e mettere in atto. Allo stesso modo, è fondamentale la fiducia tra le organizzazioni della società civile e le istituzioni, che consente di creare le condizioni necessarie per cooperare verso uno scopo – in questo caso, quello della creazione della resilienza agli effetti del cambiamento climatico.
È per questa ragione che “dialogo e confronto” sono le due parole chiave del progetto, e sempre per questa ragione abbiamo scelto di lavorare creando momenti che li favoriscano: è il caso delle tavole di consultazione, che riuniscono rappresentanti delle diverse realtà per un confronto diretto sui temi riguardanti il cambiamento climatico. I risultati di queste tavole, che si sono svolte e si svolgeranno con la collaborazione di Fondazione CIMA, saranno poi portati, al termine del progetto, a un tavolo nazionale in cui saranno presenti tutte le principali istituzioni albanesi.
A questi momenti si aggiungono corsi di formazione, non solo rivolti alle istituzioni e alla società civile ma anche specifici per il personale tecnico. Durante questi incontri si approfondiscono diversi temi, da quelli legati alle conoscenze scientifiche sugli effetti del cambiamento climatico a quelli della democrazia partecipativa. Ancora, per quanto riguarda la formazione rivolta ai tecnici, i training permetteranno di conoscere meglio gli standard adottati dall’Unione europea, così da rafforzare le conoscenze in questo campo e far sì che l’Albania possa muoversi in questa direzione.
Perché avete scelto di coinvolgere nel progetto anche la Fondazione CIMA?
La collaborazione è sempre l’elemento più importante per la riuscita dei progetti: nel caso della Fondazione CIMA, l’expertise in tema di riduzione del rischio e l’esperienza maturata nel corso dei progetti già svolti nel paese (è il caso di PRO NEWS e FLORIS) rappresentano un contributo importante sia in termini di conoscenze scientifiche sia per la possibilità di allargare il dialogo, coinvolgendo le istituzioni con cui CIMA si è già confrontata in passato. Questo rappresenta un doppio arricchimento: per COSPE, più abituata a lavorare con la società, è un supporto nel coinvolgimento delle istituzioni; per CIMA, che nei progetti internazionali ha lavorato principalmente con queste ultime, un modo per confrontarsi anche a livello di organizzazioni della società civile.
Quali sono gli aspetti più interessanti che stanno emergendo dai momenti di confronto e dialogo?
Il lavorare a livello dei comuni ci consente il confronto con realtà più piccole, e avere così una visione più “di dettaglio” rispetto a quanto avverrebbe se lavorassimo a livello di prefettura. Questo ha permesso di evidenziare come ciascuna realtà senta alcuni problemi più di altri, dal rischio di incendi di alcune zone ai problemi legati ai finanziamenti di altre, dalla formazione ai problemi legati alla deforestazione. E per noi è molto importante poter restituire alla tavola nazionale un panorama completo. In generale, inoltre, abbiamo osservato con molto piacere che questi momenti vengono accolti con grande interesse e partecipazione: significa che la realtà dei cambiamenti climatici, che in Albania appare spesso percepita come slegata dalla quotidianità, è invece fonte di grande interesse e bisogno di approfondimento – e noi speriamo che, con ECO FRIENDS, si possa soddisfare questa necessità.