Nel 2022, Fondazione CIMA ha avviato una collaborazione con l’International Displacement Monitoring Centre (IDMC), dedicata allo studio del rischio di spostamento (displacement) delle persone a causa di rischi naturali nell’area del Corno d’Africa e di alcuni Stati insulari dell’Oceano Pacifico.
In cosa consiste il progetto?
I rischi naturali, quali per esempio alluvioni e siccità, possono essere un’importante causa di displacement o spostamento forzato delle persone, soprattutto se si considera che tali rischi possono essere esacerbati, soprattutto in alcune aree, dai cambiamenti climatici. La collaborazione tra Fondazione CIMA e IDMC nasce proprio per stimare tale rischio, anche sviluppando metodologie innovative per la sua quantificazione.
Inizialmente il lavoro si era concentrato sulle isole Figi e Vanuatu, per le quali Fondazione CIMA aveva l’incarico di stimare il rischio di displacement legato alle alluvioni fluviali (i risultati di questo lavoro sono raccolti in un report pubblicato alla fine del 2022). A partire dal 2023, la collaborazione si è estesa e prevede un lavoro di ricerca per la valutazione del rischio di alluvioni e siccità che possono essere causa di migrazioni interne in Etiopia, Somalia e Sudan.
Quali sono i risultati attesi?
- Realizzazione di una valutazione probabilistica del rischio di displacement indotto dalle alluvioni fluviali per Etiopia, Somalia e Sudan, che tenga in considerazione i concetti di vulnerabilità e funzionalità (danni ai livelihoods)
- Sviluppare un nuovo modello di esposizione per Somalia, Figi e Vanuatu, basato su informazioni globali e locali.
- Produrre metriche quantitative per la valutazione del rischio di spostamento nelle condizioni climatiche attuali e previste per Corno d’Africa e Small Island Developing States (SIDS) del Pacifico
Cosa fa Fondazione CIMA?
Fondazione CIMA esegue una valutazione il rischio di spostamenti della popolazione
in Etiopia, Somalia e Sudan, dovuti al verificarsi delle alluvioni in diversi scenari di cambiamento climatico. La metodologia di valutazione, che integra dataset locali, tiene in considerazione non solo la perdita delle abitazioni, ma anche quella relativa ai mezzi di sussistenza. Il metodo premette anche di eseguire un’analisi preliminare dei danni ai servizi (scuole e ospedali), pur mantenendola come dato separato da integrare nella valutazione nel corso di studi futuri.