Il progetto REALIST risponde ai rischi climatici urgenti che si stanno intensificando nel bacino del Mare Adriatico. Le coste dell’Italia e della Croazia sono infatti sempre più vulnerabili all’innalzamento del livello del mare, alle violente tempeste marine e all’erosione costiera, che rappresentano una grave minaccia per le comunità e gli ecosistemi. Affrontare queste sfide comuni richiede strategie transfrontaliere integrate e armonizzate, che vadano oltre la singola azione locale.
L’obiettivo generale del progetto è rafforzare la resilienza climatica attraverso un approccio globale che consenta una progettazione delle politiche su misura e faciliti l’elaborazione di nuovi piani locali di adattamento ai cambiamenti climatici. REALIST mira a valutare e consolidare le risorse disponibili per la gestione e la prevenzione dei rischi, ponendo le basi per una governance condivisa e una cooperazione duratura, anche attraverso l’inaugurazione dell’Osservatorio climatico del Mare Adriatico, una struttura permanente pensata per promuovere il coordinamento nella gestione dei rischi e garantire la continuità delle politiche di adattamento anche oltre la durata del progetto.
Per tradurre questi obiettivi in azioni concrete, REALIST prevede 20 iniziative pilota locali, articolate in cinque aree tematiche. Tra gli interventi figurano l’armonizzazione dei sistemi di allerta precoce (EWS), integrati con l’intelligenza artificiale generativa per migliorare il processo decisionale, la sperimentazione di soluzioni basate sulla natura per la protezione costiera e il rafforzamento delle competenze degli operatori dei primi soccorsi.
OBIETTIVI E RISULTATI ATTESI
Il progetto punta a raggiungere i seguenti risultati:
- definire un quadro completo dello stato attuale dei sistemi di allerta precoce e delle strategie di adattamento climatico, individuando lacune, esigenze di armonizzazione e opportunità di standardizzazione
- analizzare le conoscenze e le buone pratiche trasferibili, sia all’interno dell’area del programma che all’esterno, per promuovere l’innovazione e potenziare le strategie di adattamento climatico e resilienza in tutta la regione adriatica
- sviluppare iniziative pilota in contesti diversi per garantire test approfonditi e un’elevata adattabilità
- istituire un quadro stabile di cooperazione transadriatica attraverso un Osservatorio permanente, a sostegno della governance a lungo termine, dello sviluppo delle politiche e del rafforzamento delle capacità nei territori coinvolti.
Contributo di Fondazione CIMA
Il contributo di Fondazione CIMA si concentra su due ambiti principali: il monitoraggio e la difesa della costa e il supporto alla gestione di rischi legati agli incendi boschivi e alla disponibilità di risorse idriche.
La prima attività riguarda lo sviluppo di metodologie per la difesa del litorale adriatico, con un focus specifico per la Regione Molise sul monitoraggio integrato della costa (36 km di litorale). L’obiettivo è colmare le lacune conoscitive relative all’erosione e alle dinamiche morfologiche costiere, attraverso tecniche di osservazione della Terra, immagini satellitari e rilievi da drone. In questo ambito, CIMA cura la definizione della metodologia di monitoraggio e l’analisi delle dinamiche costiere pregresse, oltre alla predisposizione di protocolli operativi per le attività di osservazione. Il lavoro comprende anche la progettazione e l’esecuzione dei rilievi con sistemi a pilotaggio remoto (UAS) lungo il tratto interessato e la formazione del personale regionale, affinché possa applicare le metodologie sviluppate.
La seconda attività affronta la gestione di rischi specifici non strettamente legati all’inondazione costiera, ma cruciali per la resilienza complessiva del territorio, come gli incendi boschivi e la carenza idrica. Per il Molise, l’attenzione è rivolta al bacino del fiume Biferno, dove la disponibilità di acqua è strettamente connessa all’accumulo nevoso montano. In questo contesto, Fondazione CIMA conduce un’analisi sperimentale dello Snow Water Equivalent (SWE) , con l’obiettivo di sviluppare un servizio informativo a supporto della gestione della risorsa idrica. È inoltre previsto il trasferimento operativo delle conoscenze al personale regionale, in modo da attivare il servizio di monitoraggio dello SWE presso il Centro Funzionale.