È online il primo report di WikiProcessi, la piattaforma che unisce diritto e scienza per lo studio della responsabilità giuridica in occasione di eventi naturali. Un innovativo strumento che raccoglie e analizza procedimenti giuridici legati a eventi naturali come alluvioni e terremoti, offrendo anche un supporto importante per la prevenzione e la gestione delle emergenze.
«Ogni evento lascia una traccia, non solo nei territori e nelle comunità, ma anche nei procedimenti e nei processi giudiziari che ne seguono. Queste tracce, per quanto frammentate, rilevano elementi utili per la scienza e raccontano storie che meritano di essere ascoltate e comprese». Così l’avvocato Marco Altamura, consigliere giuridico e direttore di programma di Fondazione CIMA, introduce l’essenza di WikiProcessi, un’innovativa piattaforma di proprietà congiunta del Dipartimento della Protezione Civile italiana e di Fondazione CIMA, Centro di competenza del Dipartimento sul tema della responsabilità in protezione civile, creata e gestita da Fondazione CIMA.
Nata come evoluzione del database DeWikiGiustizia, WikiProcessi è molto più di un semplice archivio: è un luogo digitale in cui la memoria degli eventi catastrofali si intreccia con l’analisi giuridica, diventando uno strumento indispensabile per lo studio della responsabilità in protezione civile, ma anche utile per la prevenzione dei rischi. Il progetto è stato arricchito anche dal contributo di Francesca Munerol, Margherita Andreaggi e Luca Molini, ricercatori di Fondazione CIMA e di Davide Amato dell’Università Cattolica di Milano.
Fondazione CIMA non è solo un centro di eccellenza per la ricerca e la gestione del rischio, ma si occupa anche di tematiche legali legate ai rischi naturali. «La nostra missione è integrare le competenze scientifiche e giuridiche per costruire un sistema più resiliente e consapevole», spiega Marco Altamura. Dalla modellazione dei fenomeni atmosferici e idrologici alla consulenza e lo studio su questioni giuridiche e sociali, l’approccio di Fondazione CIMA si basa su una visione multidisciplinare. La piattaforma WikiProcessi, con il suo approccio innovativo, incarna perfettamente questa filosofia.
Un patrimonio di conoscenza dinamico per la protezione civile
La piattaforma WikiProcessi rappresenta un balzo avanti nella gestione delle informazioni legate ai rischi di protezione civile, raccogliendo in modo sistematico la documentazione relativa ai casi giudiziari – soprattutto penali e nazionali – riguardanti la responsabilità di operatori di protezione civile per fatti connessi ad alluvioni, frane, terremoti e vento. «L’idea alla base di WikiProcessi è quella di non disperdere informazioni preziose che si trovano nei procedimenti giudiziari, ma di organizzarle in modo che possano essere utili non solo agli esperti del settore, ma anche a chiunque voglia approfondire questi temi», spiega Margherita Andreaggi, ricercatrice presso Fondazione CIMA.
Un aspetto distintivo della piattaforma è la sua interattività. Ogni utente, che sia un tecnico, un amministratore o un cittadino interessato, può richiedere le credenziali d’accesso e navigare tra le sezioni “Ricerche”, “Glossario” e “Comunicazione” per trovare risposte specifiche o approfondire un determinato un caso. Il risultato è un ecosistema informativo che non si limita a conservare, ma che stimola la comprensione e il dibattito.
La piattaforma, infatti, non è solo un database, ma anche uno strumento che consente l’analisi dei dati raccolti. Grazie alle sue avanzate funzionalità, offre la possibilità di elaborare e visualizzare una vasta gamma di statistiche: dal numero di casi nel tempo alle differenze tra le diverse Regioni, dai fenomeni che li scatenano al profilo dei soggetti coinvolti, fino agli esiti dei procedimenti. Questo la rende uno strumento di indagine essenziale per la ricerca sul tema della responsabilità degli operatori di protezione civile.
L’analisi dei procedimenti: una lente sui rischi
Con il rilascio del suo primo report, WikiProcessi ha dimostrato tutta la sua potenzialità. A fine 2024, la piattaforma monitora circa 190 procedimenti penali relativi a eventi naturali come alluvioni, frane, terremoti e vento. Questi casi forniscono una base dati unica, grazie a schede dettagliate che includono descrizioni sintetiche, sentenze, perizie e documenti di rilievo. Le analisi consentono inoltre di individuare tendenze significative, come il coinvolgimento di specifiche figure professionali. I tecnici, ad esempio, rappresentano il 34% dei soggetti coinvolti, seguiti da amministratori (22,3%), privati (24,8%) e sindaci (18,9%).
«Ogni scheda è stata redatta con un rigore scientifico e giuridico che non lascia spazio a interpretazioni ambigue», sottolinea Lisa Martinelli, dottoranda dell’Università di Genova e coinvolta nella realizzazione del report. «L’obiettivo è quello di fornire dati chiari e contestualizzati, per aiutare a comprendere non solo cosa è successo, ma anche le dinamiche giuridiche che ne sono derivate».
Un dato rilevante emerso dal report 2024 riguarda gli esiti dei procedimenti: meno del 7% si conclude con una condanna, mentre la maggior parte dei casi porta ad assoluzioni (55,6%) o archiviazioni (29,7%). Questo evidenzia la complessità giuridica e le difficoltà nel determinare responsabilità in contesti di emergenza.
Un esempio emblematico è rappresentato dall’analisi dei procedimenti legati a eventi come l’alluvione di Olbia del 2013 e di Livorno del 2017. Nel primo caso, la sentenza della Corte di Cassazione ha sottolineato l’importanza della posizione di garanzia ricoperta dai sindaci, mentre nel secondo è emerso il ruolo cruciale della prevedibilità degli effetti al suolo e delle azioni preventive, come l’allertamento tempestivo della popolazione.
Questo approccio multidisciplinare rende WikiProcessi uno strumento unico nel suo genere, capace di coniugare la narrazione degli eventi con un’analisi tecnico-giuridica di grande valore.
Un futuro di responsabilità condivisa
La forza di WikiProcessi risiede inoltre nella sua capacità di adattarsi alle esigenze di un settore in continua evoluzione. La piattaforma è progettata per crescere e arricchirsi nel tempo, accogliendo nuovi casi e aggiornamenti normativi. Come sottolinea Altamura, «WikiProcessi non è solo uno strumento per addetti ai lavori. La sua missione è quella di sensibilizzare e coinvolgere l’intera società, perché la responsabilità in protezione civile è un tema che riguarda tutti noi».
Il primo report è solo l’inizio di un percorso che mira a fare della conoscenza un pilastro per la riduzione dei rischi e la gestione delle emergenze. Con il supporto del Dipartimento di Protezione Civile e l’expertise di Fondazione CIMA, WikiProcessi mira a diventare un punto di riferimento non solo per l’Italia, ma anche per la comunità internazionale.
In un mondo in cui la complessità dei rischi è in costante aumento, strumenti come WikiProcessi non sono solo utili, ma indispensabili. Perché, come ricorda Andreaggi, «la conoscenza è il primo passo verso la prevenzione».