“Condivisione di buone pratiche per la gestione delle carcasse”, una giornata dedicata alla sicurezza della navigazione unendo competenze diverse nell’ambito del progetto GIAS
Il 10 febbraio si tiene al Campus Universitario di Savona dell’Università di Genova, nell’ambito del progetto GIAS, il workshop “Condivisione di buone pratiche per la gestione delle carcasse”. Cofinanziato nell’ambito del programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2014-2020 e guidato da ARPAL, il progetto ha l’obiettivo di aumentare la sicurezza di navigazione in mare nell’area transfrontaliera, in particolare nell’area del Santuario Pelagos, e supportare la gestione dell’emergenza in caso di sversamento di sostanze inquinanti.
L’area marittima di cooperazione è sottoposta a molte pressioni antropiche, in potenziale conflitto tra loro. Se da una parte, infatti, vi si concentra un intenso traffico navale, dall’altra le sue coste, densamente popolate, basano gran parte della loro economia sul turismo e quindi sulla qualità dell’ambiente marino costiero (che risulta potenzialmente danneggiata dal episodi di inquinamento massiccio, come avvenuto nel caso della M/C Haven, la petroliera naufragata nel 1991 nel golfo di Genova). Inoltre, l’area ospita un ecosistema unico per la conservazione di numerose specie di mammiferi marini, il Santuario dei Cetacei Pelagos, e numerose aree marine protette costiere.
Il progetto GIAS, attraverso la cooperazione fra enti preposti alla tutela dell’ambiente e al monitoraggio ambientale e centri di ricerca, mira proprio sviluppare soluzioni in grado di conciliare questi aspetti, coniugando la navigazione sicura, che consenta lo sviluppo economico, con la tutela dell’ambiente. Allo sviluppo di procedure modellistiche per la previsione dei fenomeni meteorologici attualmente difficili da prevedere, come nebbie, raffiche di vento e onde anomale, il progetto affianca lo sviluppo di strumenti in grado di consentire il tracciamento di oggetti di grandi dimensioni, quali le carcasse di grandi cetacei, in particolare balenottere e capodogli. La collisione di queste ultime con le imbarcazioni, infatti, rappresenta un pericolo per la navigazione, senza contare che l’impatto ha un costo economico in termini di riparazione e ritardo degli orari per la compagnia marittima.
E proprio alle carcasse è dedicato il workshop “Condivisione di buone pratiche per la gestione delle carcasse”. Gli ospiti, afferenti a istituzioni francesi e italiane, intervengono per fornire un prospetto dell’attuale situazione di gestione delle carcasse, sui progetti già in corso e sulla percezione del rischio dei naviganti (qui il programma dettagliato dell’evento).
Oltre ai partner di progetto, sono presenti diversi portatori di interesse che si occupano di policy e conservazione dei mammiferi marini, quali ACCOBAMS e Pelagos (con rappresentanti sia di Pelagos International sia di Pelagos France), ed enti preposti alla sicurezza, quali Capitaneria di Porto italiana e Prefettura Marittima francese. Partecipano inoltre operatori del mare, come la Corsica Sardinia Ferries da sempre molto sensibile alle tematiche legate alla conservazione dell’ambiente marino e della sua biodiversità.
«Il workshop rappresenta un momento fondamentale di confronto tra le buone pratiche in atto nei territori italiano e francese. Gli enti presenti sono tra loro molto diversi, ma accomunati dall’obiettivo di rendere le procedure quanto più transfrontaliere possibile», commenta Massimiliano Rosso, project manager del progetto per la Fondazione CIMA. «Ed è in questa cooperazione che sta la forza di GIAS: è l’unione delle diverse competenze che può consentirci di rendere sostenibile lo sviluppo delle nostre attività nell’ambiente marino».