Un supporto alle azioni umanitarie messe in campo dalla Croce Rossa Italiana nelle zone interessate dal conflitto russo-ucraino, indicando le previsioni meteorologiche che possono influenzare le attività: è l’Impact Based Forecast, il bollettino giornaliero che, da un anno, Fondazione CIMA realizza per l’Ucraina e alcune aree confinanti. Mettendo in luce possibili situazioni di rischio (per la precipitazione, il vento, la temperatura e altre variabili) legate alla presenza di rifugiati, strutture critiche o altri elementi di vulnerabilità, questo strumento contribuisce a far sì che le operazioni umanitarie possano svolgersi in sicurezza e con la massima efficacia possibile
Da un anno, ormai, prosegue l’invasione russa del territorio ucraino – un conflitto di profondo impatto sotto moltissimi aspetti, da quelli sanitari a quelli ambientali, oltre ovviamente a quelli sociali e politici. A sostegno della popolazione e le istituzioni locali, Fondazione CIMA ha messo a disposizione le proprie competenze in ambito di protezione civile, mitigazione del rischio, previsione e monitoraggio degli eventi meteorologici per gli interventi umanitari della Croce Rossa Italiana (CRI) in Ucraina. Poter avere un quadro chiaro, tempestivo e aggiornato delle condizioni meteo-climatiche, infatti, rappresenta un contributo importante nella gestione delle attività di emergenza: consente di indirizzare al meglio gli interventi, evidenziare possibili situazioni di rischio e operare in sicurezza.
Quest’attività di collaborazione nasce nel quadro del programma europeo PPRD EAST 3, guidato dalla Protezione Civile Svedese (MSB) che ha l’obiettivo di rafforzare i sistemi di allertamento e modernizzare le procedure di pianificazione d’emergenza in Moldavia, Ucraina, Georgia, Armenia e Azerbaijan. Fondazione CIMA ha il compito di strutturare assieme alle protezioni civili e uffici idrometeo moderni sistemi di Early Warning to Early Action che garantiscono l’attivazione di azioni anticipatorie. Proprio in risposta al conflitto in Ucraina, parte delle attività previste originariamente in quest’area geografica sono state rimodulate, su richiesta della Direzione generale per la protezione civile e le operazioni di aiuto umanitario europee (DG ECHO), per rispondere alle emergenti necessità del paese. E, in quest’ottica, Fondazione CIMA ha iniziato a realizzare l’Impact Based Forecast (IBF), un bollettino di criticità giornaliero che presenta le previsioni metereologiche sul territorio ucraino concentrandosi sulle variabili che più influenzano le attività umanitarie, con particolare attenzione alla logistica (trasporti e spostamenti di beni e mezzi) e agli impatti di estremi meteorologici su una popolazione molto vulnerabile, spesso costretta a una mobilità forzata oppure carente di impianti di riscaldamento.
Il bollettino copre l’Ucraina, la vicina Moldavia e un’area di buffer dove nei primi mesi del conflitto si sono concentrati gli spostamenti di rifugiati. Le informazioni contenute sono relative a variabili meteorologiche con temperature, precipitazioni, vento e alcuni indici biometrici, unite a dati su elementi di particolare vulnerabilità quali ad esempio la presenza di centri d’accoglienza, i confini più importanti per gli spostamenti delle persone (border crossings), i rifugiati e le internally displaced persons, ossia gli spostamenti all’interno dei confini nazionali. Le soglie sono state studiate grazie al contributo della Croce Rossa Italiana (CRI), beneficiario primario del bollettino, valutando gli impatti potenziali degli estremi meteorologici.
«L’IBF rappresenta l’intersezione dei dati e degli studi scientifici con le esigenze pratiche degli operatori umanitari. Per questa ragione, è anche uno strumento in continua evoluzione, sempre in via di perfezionamento e differente anche, per esempio, a seconda delle stagioni e di altri elementi che possono influenzare gli aspetti critici del territorio. Così, nel periodo invernale, prestiamo particolare attenzione alle temperature inferiori allo 0, che determinano il congelamento di assi stradali di fondamentale importanza per il trasporto degli aiuti umanitari, mentre in estate si fanno previsioni su incendi boschivi e sulla temperatura percepita », spiega Giorgio Meschi, ingegnere, uno degli esperti che seguono quotidianamente la produzione del bollettino per Fondazione CIMA. Il team, coordinato da Davide Miozzo, Key Expert e Deputy team leader del progetto PPRD EAST 3, è formato da professionisti con differenti competenze che spaziano dalla meteorologia, agli incendi boschivi, GIS, programmazione e strutturazione di sistemi di allertamento. Il gruppo è in costante coordinamento con i colleghi dell’Information Management team di CRI e con gli esperti coinvolti attivamente nella gestione della crisi ucraina. Questo costante flusso di informazioni, tra un centro di ricerca e un utilizzatore finale, permette di modificare ad hoc lo strumento rispondendo a necessità specifiche.
Il bollettino è stato strutturato in prima istanza utilizzando dati di libero accesso. Tuttavia, grazie ad un attento lavoro di coordinamento tra diverse iniziative insistenti nella stessa area e grazie al supporto della World Meteorological Organization (WMO) e dell’European Center for Medium Weather Forecast (ECMWF), Fondazione CIMA ha potuto avvalersi di modelli meteorologici con una risoluzione migliore, più idonei agli scopi del bollettino.
«L’unico vero modo per garantire la sostenibilità e di massimizzare l’impatto dei progetti europei è quella di lavorare su approcci sinergici capaci di rafforzare le partnership e di utilizzare gli importanti risultati conseguiti in un’ottica sistemica di protezione civile», spiega Davide Miozzo. «È stata proprio la collaborazione tra il programma PPRD EAST 3 e il progetto SEE MHEWS, guidato dalla World Meteorological Organization (WMO) a cui partecipa ECMWF, a permettere questa sinergia in tempio record».
L’IBF riporta anche le previsioni degli enti ucraini e moldavi, inizialmente inserite per supportare le loro attività e oggi mantenute per massimizzarne la diffusione. Oltre alle previsioni per precipitazione, temperatura e vento per le successive 24 e 48 ore, che arrivano fino a sei giorni per quanto riguarda la probabilità che la temperatura scenda sotto lo zero, il bollettino fornisce anche dei focus su macro aree specifiche del territorio. Si tratta di zone individuate da CRI per la presenza di elementi critici, in particolare i centri di accoglienza, le cliniche mobili e i border crossing.
«È ormai un anno che portiamo avanti questo lavoro – in effetti, abbiamo emesso 320 bollettini giornalieri, iniziando dunque quasi immediatamente dopo lo scoppio della crisi umanitaria. L’elemento principale che emerge con sempre maggior chiarezza da questa analisi è l’importanza della collaborazione fra i diversi enti coinvolti. Con la Croce Rossa Italiana, prima di tutto, perché è proprio per rispondere alle sue esigenze che nasce l’IBF e dunque il loro feedback è fondamentale», commenta Luca Ferraris, presidente di Fondazione CIMA. Il rapporto tra CIMA e CRI non è sporadico, ma il frutto di una lunga collaborazione tra i due enti (entrambi strutture operative del sistema di Protezione Civile italiano) che è stato anche siglato in una convenzione operativa che ne stabilisce il quadro attuativo e favorisce la condivisione di buone pratiche e metodologie di lavoro. «Ma anche – continua Ferraris- con le altre istituzioni con cui abbiamo collaborato e che hanno di fatto reso possibile lo sviluppo di questo strumento: ECMWF, WMO, DG ECHO, UHC e SHS . Allo stesso tempo, non si può non evidenziare l’importanza del porre le competenze tecnico-scientifiche a servizio di altri ambiti di attività, in questo caso quelle umanitarie, attraverso lo sviluppo di procedure di Early Warning to Early Action (EWEA)».