Incendi boschivi nel Caucaso: il modello SAILOR tra tecnologia e cooperazione

Sailor CIMA incendi boschivi

Nel Caucaso meridionale, tra le catene montuose della Georgia orientale e le aree naturali dell’Azerbaijan nord-occidentale, la minaccia degli incendi boschivi è un rischio tanto frequente quanto complesso. Le fiamme non conoscono confini, e proprio per questo richiedono strategie comuni, strumenti avanzati e una cooperazione transnazionale strutturata.  

«In un contesto transfrontaliero, affrontare un incendio boschivo non significa solo spegnere le fiamme. Significa saper leggere il territorio, comprenderne le vulnerabilità, e costruire, insieme, risposte comuni. SAILOR è nato per questo», racconta Andrea Trucchia, ricercatore dell’Ambito Incendi Boschivi e conservazione della biodiversità forestale di Fondazione CIMA. 

Il progetto SAILOR (Cross-Border Risk Assessment and Action Plan in Georgia-Azerbaijan) nacque infatti con questo obiettivo: rafforzare le capacità di valutazione del rischio e gestione degli incendi boschivi nella regione di confine tra Georgia e Azerbaijan. Finanziato dall’EU Civil Protection Mechanism e coordinato dall’Università della Macedonia Occidentale, il progetto ha coinvolto attivamente le autorità di protezione civile di entrambi i Paesi — il Ministry of Emergency Situations (MES) dell’Azerbaijan e l’Emergency Management Service (EMS) della Georgia — e si è sviluppato anche in stretta sinergia con il programma europeo PPRD East 3. 

Per due anni, grazie al contributo tecnico-scientifico di Fondazione CIMA e degli altri partner europei, il progetto ha mappato il rischio statico di incendio con modelli basati su intelligenza artificiale, promosso l’uso di tecnologie innovative come droni e sistemi di allerta precoce, e avviato percorsi di formazione congiunta per operatori e decisori. Una collaborazione che culmina ora nell’evento finale, che si sta svolgendo in questi giorni a Tbilisi, durante il quale sono presentati i risultati del progetto e messe le basi per accordi bilaterali di cooperazione futura tra Georgia e Azerbaijan. 

Esercitazioni sul campo e simulazioni condivise

Nel progetto SAILOR, le esercitazioni costituiscono un passaggio cruciale per valutare, adattare e consolidare le strategie di gestione integrata del rischio incendi. Non si è trattato soltanto di simulare scenari emergenziali, ma di costruire processi concreti di cooperazione, testare strumenti innovativi, e creare condizioni operative il più possibile realistiche. Attraverso esercitazioni sul campo e simulazioni condivise, è stato possibile affinare le capacità di risposta dei sistemi nazionali di protezione civile, rafforzare la comunicazione transfrontaliera e validare tecnologie sviluppate per la previsione e il supporto decisionale.

Due sono stati gli appuntamenti chiave di questo percorso: uno in Azerbaijan, l’altro in Georgia.

La prima esercitazione si è svolta nella città di Qabala, in Azerbaijan, dove è stato simulato un incendio boschivo originato in Georgia e propagatosi oltre il confine. L’evento ha rappresentato un test cruciale per valutare le capacità congiunte di previsione, risposta e comunicazione tra i due Paesi.

Andrea Trucchia, presente sul posto, ha commentato: «Nella simulazione dell’evento (Table top Exercise), abbiamo osservato in tempo reale l’interazione tra i centri operativi regionali e gli enti preposti a livello municipale. L’integrazione del sistema PROPAGATOR con i dati meteo raccolti in loco ha permesso di stimare la direzione del fuoco in pochi minuti, guidando così l’intervento operativo». L’esercitazione ha anche rafforzato i legami istituzionali tra le due nazioni, con visite congiunte ai centri regionali e la definizione di un piano di cooperazione condiviso.

TTX Georgia SAILOR CIMA
TTX Georgia SAILOR CIMA 2

La più recente esercitazione, invece, si è svolta nei giorni scorsi nel Comune di Dedoplistskaro, nella regione georgiana del Kakheti. Qui, in un’area ad alta suscettibilità al fuoco, è stata messa in atto una simulazione complessa di risposta a un incendio boschivo su larga scala. Le squadre operative georgiane hanno utilizzato droni, stazioni meteo e il simulatore di incendi PROPAGATOR per il monitoraggio e la modellazione dell’incendio, in un contesto coordinato e ad alta intensità operativa.

A margine dell’esercitazione, Fondazione CIMA ha inoltre donato centraline meteorologiche all’EMS, contribuendo a rafforzare le capacità locali di prevenzione. A chiusura dell’esercitazione si è svolto un momento di condivisione delle lesson learned con i partner locali, per consolidare quanto appreso e progettare i passi successivi. 

Tra formazione e pianificazione strategica

Parallelamente alle simulazioni sul campo, il progetto ha investito in modo significativo nella formazione avanzata, considerata un pilastro fondamentale per garantire l’efficacia delle strategie di gestione integrata del rischio incendi. I percorsi formativi hanno toccato temi chiave come l’uso operativo dei droni, le strategie di prevenzione e risposta rapida, nonché la protezione delle comunità vulnerabili e del patrimonio culturale. 

Attraverso workshop pratici, dimostrazioni tecniche e sessioni congiunte tra i partner di progetto, è stato possibile promuovere un linguaggio comune tra sistemi di protezione civile differenti, facilitando così la cooperazione e la condivisione di buone pratiche.

Visit at CIMA Research Foundation

Non sono mancate anche attività di drone training e fotogrammetria, fondamentali per abilitare le autorità locali all’uso autonomo delle tecnologie. «Dotare i Paesi partner di competenze tecniche significa rafforzare la loro autonomia e resilienza», ha spiegato Flavio Pignone, pilota UAV esperto di Fondazione CIMA.

Drone CIMA incendi boschivi SAILOR

Le attività formative si sono integrate con la produzione di mappe di suscettibilità al rischio basate su machine learning, in grado di offrire scenari predittivi anche in relazione ai cambiamenti climatici. I modelli, calibrati sull’intera regione caucasica, permettono ora di stimare l’evoluzione del rischio in differenti condizioni climatiche future.

Un’eredità condivisa

L’evento finale di Tbilisi non rappresenta soltanto la chiusura di un progetto. È l’inizio di una nuova fase operativa, che si concretizzerà nella firma di un Transboundary Cooperation Protocol tra Georgia e Azerbaijan per l’attivazione di un piano congiunto di cooperazione. 

In queste due giornate, i partner stanno illustrando i risultati raggiunti, condividendo esperienze e discutendo dei prossimi passi per una strategia condivisa e permanente. Il coinvolgimento diretto di stakeholder, autorità e media locali testimonia la portata e la rilevanza di quanto costruito in questi anni. 

Conclude Trucchia: «SAILOR è stato un laboratorio di innovazione e cooperazione. Ma soprattutto, è stato un progetto umano, che ha unito competenze, territori e visioni. Perché davanti a un incendio che attraversa i confini, solo la conoscenza condivisa può fare la differenza». 

Tblisi final event SAILOR incendi boschivi
Tblisi final event SAILOR

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