Dal dato alla decisione: in Mozambico un’esercitazione nazionale mette alla prova il sistema di allerta tra Maputo e Beira

Mozambico CPX Ready2Act

Per due giorni due sale operative distanti più di mille chilometri hanno lavorato come un unico centro decisionale. L’esercitazione nazionale del progetto Ready2Act ha testato la capacità del Mozambico di trasformare le informazioni di allerta in decisioni coordinate, rafforzando il collegamento tra livello nazionale e provinciale.

Quando un ciclone tropicale si avvicina alla costa, il tempo non si misura soltanto in ore. Si misura nella capacità delle informazioni di raggiungere rapidamente chi deve prendere decisioni.

È proprio questa capacità che il Mozambico ha scelto di mettere alla prova con la prima esercitazione nazionale del progetto Ready2Act, svoltasi il 7 e 8 luglio tra Maputo e Beira, coinvolgendo contemporaneamente il Centro Operativo Nazionale per le Emergenze (CENOE) e la sala operativa provinciale di Sofala.

Separate da più di mille chilometri, le due strutture hanno operato come un unico sistema, simulando la gestione di un ciclone tropicale con caratteristiche simili a quelle di Idai nel 2019, uno degli eventi più devastanti che abbia colpito il Paese negli ultimi decenni. Lo scenario prevedeva venti fino a 195 km/h, precipitazioni superiori ai 215 millimetri in 24 ore e un progressivo peggioramento delle condizioni nell’arco di cinque giorni simulati.

L’obiettivo dell’esercitazione non era prevedere l’evento, ma verificare che ogni informazione prodotta dal sistema riuscisse a trasformarsi, nel momento giusto, in un’azione coordinata.

Un sistema funziona quando le informazioni riescono a muoversi

Un sistema di allerta precoce non dipende soltanto dalla qualità delle previsioni meteorologiche o idrologiche. La sua efficacia si misura nella capacità di far circolare informazioni affidabili tra istituzioni diverse, lungo tutta la catena decisionale, senza ritardi né interruzioni.

Per questo il cuore dell’esercitazione è stato il flusso operativo tra il livello nazionale e quello provinciale.
I bollettini prodotti dagli enti tecnici competenti sono stati trasmessi attraverso i canali previsti, ricevuti dalle sale operative, interpretati e trasformati in procedure, comunicazioni e decisioni, seguendo gli stessi protocolli utilizzati durante una reale emergenza. Ogni passaggio è stato osservato e valutato per verificarne tempestività, coerenza ed efficacia.

A rendere particolarmente significativa l’attività è stata anche la scelta di svolgere la simulazione nelle sedi operative reali, con il personale impegnato nei propri ruoli abituali. I partecipanti non conoscevano in anticipo l’evoluzione dello scenario né il momento in cui sarebbero stati introdotti i diversi aggiornamenti ed eventi che scandivano la simulazione, riproducendo il più fedelmente possibile le condizioni di un’emergenza reale.

Due sale operative, un’unica catena decisionale

L’esercitazione rappresenta anche il primo banco di prova delle due sale operative rinnovate nell’ambito del progetto Ready2Act: quella del CENOE a Maputo, che coordina la risposta a livello nazionale, e quella provinciale dell’INGD a Beira, punto di riferimento per la provincia di Sofala. Prima di estendere ulteriormente il sistema ai livelli distrettuali, era fondamentale verificarne il funzionamento in un contesto simulato ma operativo.

Per due giorni, le due strutture hanno condiviso procedure, flussi informativi e momenti di valutazione, mettendo alla prova non solo le infrastrutture tecnologiche, ma soprattutto la capacità delle persone e delle istituzioni di lavorare come un’unica rete.

Accanto ai tecnici impegnati nella simulazione, il team di coordinamento dell’Exercise Control (EXCON) ha guidato in tempo reale l’evoluzione dello scenario, mentre osservatori provenienti dalle istituzioni coinvolte hanno monitorato tempi di risposta, qualità delle comunicazioni e applicazione delle procedure, raccogliendo gli elementi che hanno alimentato la valutazione finale dell’esercitazione.

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Dal test alle prime evidenze

Il debriefing conclusivo ha permesso di raccogliere le prime evidenze sul funzionamento delle procedure e sulle modalità di collaborazione tra le istituzioni coinvolte nel sistema di allerta precoce del Mozambico. Nel complesso, l’esercitazione ha confermato un flusso di comunicazione e coordinamento ben strutturato tra il livello nazionale e quello provinciale, sostenuto da una chiara distribuzione di ruoli e responsabilità.

Tra gli elementi più significativi emersi figura il ruolo del Conselho Técnico de Gestão e Redução do Risco de Desastres, l’organo collegiale attraverso il quale le istituzioni competenti analizzano congiuntamente le previsioni, definiscono il livello di allerta e concordano le principali misure di preparazione.

L’esercitazione ha inoltre confermato il valore strategico del Sistema Integrado de Fluxo de Informação de Aviso Prévio de Cheias e Ciclones (SIFIAPCC), la piattaforma nazionale attraverso cui bollettini, allerte e aggiornamenti operativi vengono condivisi tra le istituzioni, contribuendo alla costruzione di un quadro informativo comune a supporto delle decisioni. Al tempo stesso, ha evidenziato l’opportunità di ampliarne l’accesso a un numero maggiore di operatori per favorirne un utilizzo ancora più continuativo tra tutti gli attori del sistema.

La Command Post Exercise conferma così che un sistema di allerta precoce efficace non dipende soltanto dalla qualità delle previsioni, ma dalla capacità delle istituzioni di interpretarle, condividerle e trasformarle in decisioni coordinate. Le evidenze raccolte costituiranno ora la base per il consolidamento delle procedure operative e per le prossime attività del progetto Ready2Act, rafforzando il percorso del Mozambico verso un sistema di Early Warning e Anticipatory Action sempre più integrato e orientato alla protezione delle comunità esposte agli eventi estremi.

Rafforzare la preparedness attraverso la cooperazione

L’esercitazione è stata coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile italiana insieme all’Instituto Nacional de Gestão do Risco de Desastres (INGD) del Mozambico, con il supporto tecnico di Fondazione CIMA, nell’ambito del progetto Ready2Act, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).

Il progetto è implementato da Fondazione CIMA insieme a INGD, con il supporto logistico di WeWorld e la supervisione tecnica del Dipartimento della Protezione Civile italiano.

Per due giorni il ciclone è esistito soltanto nello scenario dell’esercitazione. Ma il coordinamento, le decisioni e la collaborazione tra istituzioni sono stati reali. È questo il valore di una Command Post Exercise: trasformare una simulazione in un’opportunità concreta per rafforzare il funzionamento di un sistema di allerta precoce prima che venga messo alla prova da un’emergenza reale.

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