Si chiude ad Accra, con due giornate di workshop e un incontro con la commissione tecnica e i partner, il progetto dedicato alla gestione del rischio di alluvioni e siccità nel bacino del Volta, nell’ambito del quale Fondazione CIMA ha implementato una piattaforma per il monitoraggio e la previsione di alluvioni e siccità che supporta il coordinamento inter-istituzionale a scala transfrontaliera
Giunge al termine, dopo cinque anni di attività, il progetto Integrating Flood and Drought Management and Early Warning for Climate Change Adaptation in the Volta Basin (VFDM). L’evento finale si tiene tra il 19 e il 21 giugno ad Accra, in Ghana, con un workshop tecnico e un meeting conclusivo del comitato consultivo tecnico del progetto.
Iniziato nel 2019, il progetto è stato finanziato da Adaptation Fund e guidato da World Meteorological Organization, Global Water Partnership e dalla Volta Basin Authority. Riduzione del rischio e adattamento al cambiamento climatico sono i due termini chiave che hanno guidato le attività del progetto. Il bacino del Volta copre una vasta area (circa 400.000 km quadrati), attraversando regioni con caratteristiche climatiche estremamente differenti, che vanno da semi-aride a semi-umide. Il Volta è il fiume principale del Ghana, ma il suo bacino interessa anche altri cinque paesi: Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Mali e Togo.
Negli ultimi vent’anni, il bacino del Volta è stato interessato da alluvioni e siccità sempre più frequenti a causa della crisi climatica. L’impatto di questi fenomeni sulle popolazioni locali, che hanno un tessuto socio-economico estremamente fragile, è stato pesante: il progetto nasce proprio per rafforzare la resilienza dell’area, supportando i sei paesi del bacino nel rafforzamento, coordinato e collaborativo, dei piani di gestione per la riduzione del rischio e l’adattamento al cambiamento climatico. Lavorando attivamente con i partner di progetto e gli stakeholder, rappresentati dalle agenzie nazionali meteorologiche e idrologiche, le autorità di gestione della risorse idriche, di protezione civile e dell’agricoltura, il progetto si è concentrato sul miglioramento del sistema di allertamento (Early Warning System, EWS) per alluvioni e siccità.
«Per quest’ultimo obiettivo, in particolare, il primo anno di attività è stato incentrato sull’analisi delle realtà locali, con consultazioni approfondite per ciascuno dei paesi coinvolti. Ci siamo quindi dedicati alla valutazione del rischio, sviluppando scenari di rischio probabilistici per alluvioni e siccità ed elaborano il profilo di rischio per il bacino del Volta», spiega Anna Mapelli, ricercatrice di Fondazione CIMA, uno degli enti partner di progetto. «In parallelo, abbiamo iniziato l’implementazione della piattaforma myDEWETRA.world a livello di bacino, denominata myDewetra-VOLTALARM».
Il percorso ha portato allo sviluppo di un sistema di allertamento impact-based a scala di bacino, focalizzato sulla previsione delle inondazioni e sul monitoraggio delle siccità e basato appunto sulla piattaforma tecnologica myDewetra-VOLTALARM. Il sistema consente la previsione e il monitoraggio degli eventi, nonché l’emissione di bollettini informativi che permettano l’adozione tempestiva di azioni per la mitigazione del rischio.
«Nel corso del 2023 è stata implementata la catena modellistica per la previsione delle alluvioni, con valutazione in tempo reale degli impatti, e sono iniziate le emissioni del bollettino dedicato alle alluvioni. È uno strumento co-prodotto dall’Autorità di bacino con le diverse agenzie nazionali, che forniscono le loro analisi tecniche e possono inserire le informazioni locali, facilitando il coordinamento inter-istituzionale. Uno degli aspetti più rilevanti di questo lavoro è che, grazie a una realizzazione avvenuta passo passo con i fruitori stessi del bollettino, la fase operativa di emissione è iniziata in tempi estremamente rapidi e con la totale autonomia degli stakeholder», spiega Mapelli.
Alla fine del 2023 sono iniziate le attività volte a rendere operativo anche il bollettino dedicato alle siccità, la cui emissione segue le stesse modalità di co-produzione del bollettino delle alluvioni. Proprio al bollettino siccità sono dedicate le prime due giornate dell’incontro di giugno, che prevedono un workshop con focus sugli ultimi sviluppi apportati al sistema di monitoraggio delle siccità, affinché tenga conto anche di possibili impatti su popolazione e produzione agricola.
Il 21 giugno invece si riuniscono i membri della commissione tecnica (PTAC), appartenenti alle diverse agenzie nazionali e regionali del bacino del Volta, oltre naturalmente ai partner di progetto. Il PTAC ha il ruolo di guida strategica e di supporto per assicurare il raggiungimento degli obiettivi del progetto VFDM. Con il chiudersi del progetto, l’incontro del PTAC diventa l’occasione per discutere anche dei risultati della valutazione finale esterna del progetto stesso, svolta a livello regionale, nazionale e locale, e per confrontarsi sulle attività realizzate, le sfide affrontate e le possibili sinergie nate o da intraprendere con altri progetti.
Il termine dell’evento vede anche la firma di un memorandum of understanding tra la Volta Basin Authority e Fondazione CIMA, a siglare il proseguimento della collaborazione per il miglioramento continuo del sistema myDewetra-VOLTALARM e il suo utilizzo da parte dei paesi per proteggere le comunità locali da alluvioni e siccità.