Come prevedibile, l’emergenza in Grecia ha inaugurato la stagione estiva degli incendi boschivi che, purtroppo, caratterizzano il periodo, specie nei Paesi mediterranei (ma non solo, come abbiamo potuto vedere per il Canada).
Nell’ambito del progetto ARISTOTLE-eENHSP (finanziato da DG-ECHO), Fondazione CIMA supporta l’Emergency Response Coordination Centre (ERCC) nella valutazione del rischio e monitoraggio delle emergenze legate ad alluvioni e incendi boschivi (forest fires). In particolare, CIMA è “chair” del gruppo di lavoro sugli incendi boschivi, che vede coinvolti anche altri partner di progetto (AEMET, IPMA e METEO FRANCE). Oltre a svolgere routinariamente attività di monitoraggio e previsione del rischio potenziale di incendi boschivi, il gruppo di lavoro può essere attivato in qualsiasi momento da ERCC per fornire informazioni specifiche in situazione di emergenza.
Da quest’anno il contributo scientifico di Fondazione CIMA si è esteso per dare supporto ad alcune delle nuove azioni preventive che l’ERCC ha messo in campo, tra cui l’istituzione dell’Emergency Response Coordination Centre Wildfires Support Team per il monitoraggio e l’analisi di situazioni critiche da metà giugno a metà settembre, come avvenuto anche durante gli incendi in Canada.

Il Wildfires Support Team prevede anche la partecipazione in presenza di un rappresentante del gruppo Forest Fire del progetto ARISTOTLE. In particolare, il personale specializzato di CIMA e IPMA si sta alternando a Bruxelles per analizzare le situazioni di potenziale criticità e la loro evoluzione, supportati dal resto del gruppo di lavoro.
Durante i turni di servizio a Bruxelles in supporto a ERCC, gli esperti di ARISTOTLE-eENHSP lavorano sia nel monitoraggio di routine sia nell’attivazione per le emergenze. Il monitoraggio riguarda da una parte l’analisi delle condizioni ambientali per la valutazione del rischio di incendi (lo stato del combustibile vegetale, le condizioni meteorologiche, gli indici di pericolosità…), la raccolta d’informazioni sugli incendi in corso e la previsione modellistica per identificare aree su cui concentrare nel breve termine l’attenzione. Dall’altra, prevede anche l’analisi dei dati e delle informazioni inviate dagli Stati membri riguardanti le loro disponibilità di supporto in caso di emergenza. Infatti molti Stati, fra i quali l’Italia, hanno sottoscritto con l’EU Civil Protection Mechanism un accordo nel quale si impegnano a fornire mezzi di supporto (Canadair, elicotteri, squadre a terra…) in caso di necessità (come sta succedendo in questo momento per la Grecia). Quotidianamente, forniscono informazioni sulla disponibilità di questi strumenti e risorse a ERCC, così da facilitare il coordinamento e la mobilitazione in caso di emergenza.
Nel caso della Grecia, per esempio, l’attivazione è stata richiesta il 18 luglio, quando numerosi incendi attivi stavano ormai interessando il Paese, a causa di condizioni meteorologiche molto asciutte e venti forti, in diverse aree: in Attica (proprio presso Atene), nel Peloponneso e nell’isola di Rodi. In particolare, è stata fatta richiesta per 4 Canadair e numerose squadre a terra. Due dei Canadair sono stati forniti dalla Francia, due dall’Italia; le squadre a terra sono invece state offerte da Slovacchia, Polonia, Romania, Bulgaria e Malta. Le operazioni, coordinate da ERCC, hanno potuto prendere avvio già il 19 luglio, un giorno appena dopo la richiesta; il tutto con il supporto fornito dal Wildfires Support Team.
In caso di un’attivazione emergenziale, infatti, è il Wildfires Support Team a monitorare la situazione, seguendo l’avanzamento dei vari fronti di fiamma e impiegando di diversi strumenti a disposizione per predirne l’andamento. Il servizio si avvale in primo luogo dell’European Forest Fire Information System e delle previsioni meteorologiche fornite dal Centro Meteo Europeo ECMWF.
Il contributo di Fondazione CIMA consiste anche nel complementare tali informazioni con strumenti modellistici specifici quali PROPAGATOR e RISICO (entrambi sviluppati da CIMA). Per esempio, il modello PROPAGATOR, che misura in maniera probabilistica la propagazione di un incendio, durante l’attivazione greca ha permesso di simulare, dato un fronte già noto, l’avanzamento nell’arco delle successive 24 ore evidenziando i possibili impatti sui centri abitati. Invece il sistema RISICO permette di integrare, oltre all’informazione meteorologica oraria, i principali parametri che determinano il comportamento del fuoco, quali la vegetazione e il suo contenuto di umidità, e l’interazione fra il vento e la morfologia del territorio. Questo permette di evidenziare le aree dove la persistenza di condizioni critiche aumenta la probabilità che un fuoco comunque innescato si propaghi rapidamente con caratteristiche tali da renderne difficile il controllo. È in questo caso che il supporto del meccanismo europeo può permettere di aumentare la disponibilità di risorse al fine di ridurre i tempi di intervento e rendere più efficiente il controllo.
Nell’immagine di copertina: una simulazione eseguita con il modello PROPAGATOR, sviluppato da Fondazione CIMA