Per una settimana, i ricercatori di Fondazione CIMA sono responsabili del supporto scientifico al Centro di Coordinamento della Risposta alle Emergenze europeo (ERCC) per la previsione e monitoraggio del rischio d’incendi in Europa.
Si parla molto, in questi giorni, dei terribili incendi che stanno colpendo la Siberia, l’Alaska e, in misura minore, la Groenlandia. Si tratta di eventi eccezionali, perché l’aumento del rischio di incendi estivi è di solito tipico dell’area mediterranea, nella quale le condizioni meteorologiche possono essere caratterizzate da scarse precipitazioni, alte temperature e venti forti. Ed è proprio in questo periodo di maggior rischio che il Centro di Coordinamento della Risposta alle Emergenze europeo ha chiesto a tre partner scientifici, nell’ambito del progetto ARISTOTLE-ENHSP, il supporto operativo nella previsione e nel monitoraggio degli incendi boschivi. Per l’intera settimana di Ferragosto, i ricercatori di Fondazione CIMA sono responsabili della previsione del rischio in Europa e dell’analisi della situazione di emergenza nel caso di incendi di grave entità.
La sala operativa di Fondazione CIMA al servizio dell’Europa
Iniziato ufficialmente nell’ottobre 2018 e guidato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ARISTOTLE-ENHSP (che prosegue il precedente progetto ARISTOTLE) ha lo scopo di creare un centro operativo virtuale per i disastri naturali, tra cui appunto gli incendi. L’esperienza dei diversi partner europei, e nello specifico l’Instituto Português do Mar e de Atmosfera, Météo-France e Fondazione CIMA, è quindi messa al servizio dell’ERCC, così da supportare i Paesi membri e i Paesi vicini in caso di emergenza.

«In questo periodo, della durata di tre settimane, ciascun ente è, a rotazione, responsabile settimanale del monitoraggio degli incendi nell’area europea», spiega Paolo Fiorucci, referente dell’ambito Incendi boschivi e salvaguardia del patrimonio forestale di Fondazione CIMA.
«La settimana di Ferragosto è il turno della nostra sala operativa, dove sono previste e analizzate in tempo reale le situazioni di rischio in Europa».
In caso di attivazione per un’emergenza, Fondazione CIMA dovrà fornire una prima valutazione a ERCC entro trenta minuti, cui seguono analisi più approfondite entro le successive tre ore. Fondazione CIMA inoltre fornisce all’ERCC dei bollettini di valutazione della probabilità che si possano verificare situazioni di emergenza sul territorio europeo, che permettano di identificare le aree cui prestare maggiore attenzione nei giorni a seguire.
Prevedere gli incendi
Ma come sono prodotte tali valutazioni? «Al momento, la previsione è basata su l’European Forest Fire Information System (EFFIS), una piattaforma che fornisce un indice del rischio d’incendio basandosi sulle previsioni meteorologiche», spiega Fiorucci. «In base alla forza e alla direzione dei venti, alle precipitazioni, alla temperatura e all’umidità dell’aria, il modello è in grado di fornire delle indicazioni sul potenziale comportamento di un incendio, il cui innesco, quasi sempre riconducibile a comportamenti dell’essere umano, risulta poco prevedibile».
«È per noi una grande soddisfazione essere uno dei due centri italiani al servizio del Centro di Coordinamento della Risposta alle Emergenze europeo. Questo importante riconoscimento è stato possibile grazie all’esperienza ventennale maturata come Centro di Competenza del Dipartimento della Protezione Civile», conclude Luca Ferraris, presidente di Fondazione di CIMA.
