Gli episodi di temporali violenti registrati soprattutto ad agosto sono stati il segnale più evidente di questa estate contraddittoria. Grandinate e nubifragi hanno colpito in modo localizzato ma con effetti intensi, mostrando come l’alternanza tra periodi di caldo prolungato e improvvisi fronti perturbati porti a un aumento dell’energia disponibile per fenomeni estremi. Questi eventi non sono eccezioni, ma il sintomo di un’atmosfera instabile, resa più fragile dal riscaldamento globale. Hanno inciso sui territori e sulle comunità, causando danni immediati e mostrando come le anomalie meteorologiche non si limitino a modificare le medie stagionali, ma trovino la loro forma più evidente in fenomeni brevi e distruttivi.
Alle anomalie meteorologiche si sono accompagnati eventi idrologici di rilievo, che hanno messo in evidenza la vulnerabilità idrica e territoriale. Tra gli episodi più significativi si segnalano l’esondazione del Rio Frejus a Bardonecchia il 30 giugno, i violenti temporali del 20 agosto in provincia di Grosseto e sull’isola d’Elba, le precipitazioni intense del 1° e del 21–22 settembre in Liguria che hanno provocato esondazioni di corsi d’acqua e allagamenti diffusi, e infine l’esondazione del Seveso a Milano il 22 settembre.
Questi eventi sono stati monitorati anche grazie agli strumenti e ai modelli sviluppati da Fondazione CIMA per il Dipartimento Nazionale di Protezione Civile. Tra le innovazioni più rilevanti figura il nowcasting idrologico, ovvero la previsione a brevissimo termine (nell’ordine di poche ore) della risposta idrologica a eventi meteorologici intensi. L’evento del 20 agosto in provincia di Grosseto rappresenta un esempio emblematico: le mappe di previsione hanno mostrato da un lato la precipitazione cumulata attesa nelle ore successive e dall’altro i tratti di reticolo idrografico soggetti a innalzamenti significativi delle portate fluviali. Le osservazioni hanno poi confermato l’innalzamento e la severità delle portate, evidenziando le aree a rischio di inondazione, in linea con quanto stimato dalla modellazione idraulica.


Su scala nazionale, la modellistica idrologica ha permesso di identificare i tratti fluviali più critici. L’analisi del tempo di ritorno degli eventi ha evidenziato come la Liguria sia stata una delle regioni più colpite, con criticità diffuse lungo quasi tutti i corsi d’acqua dal ponente al levante. Altre criticità si sono osservate sul Seveso, sul Serio e su alcuni affluenti minori del Tevere, mentre al Sud Italia gli eventi sono stati limitati e localizzati, come in provincia di Enna.




Mappe della severità massima raggiunta durante l’estate 2025 per Nord, Centro e Sud Italia. In verde le aree senza criticità significative; in Liguria gran parte dei corsi d’acqua dal ponente al levante mostra eventi intensi. Altre criticità evidenti sul Seveso, sul Serio e su alcuni affluenti del Tevere. Nel Sud Italia, poche aree localizzate (es. provincia di Enna).
Anche l’analisi delle soglie pluviometriche ha confermato l’intensità dell’estate 2025: si sono registrati 11 superamenti delle soglie temporalesche su 1 e 3 ore, contro i 3 degli anni precedenti, e 2 superamenti delle soglie stratiformi su durate di 6–24 ore, quando nelle estati 2023 e 2024 non se ne erano verificati.
