Tra i vicoli di Genova e gli spazi della città, il Festival della Scienza 2025 invita a esplorare il tema degli Intrecci: connessioni invisibili che uniscono discipline, persone e idee. Dalla biologia alla fisica, dalle arti visive alla sostenibilità, il festival si fa luogo d’incontro tra mondi diversi che si scoprono parte di un unico ecosistema di conoscenza.
In questo contesto, Fondazione CIMA partecipa con il laboratorio Inter-risks presentato dal Dipartimento della Protezione Civile italiana in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e tutti gli altri partner della campagna Io Non Rischio: un percorso interattivo pensato per ragazze e ragazzi delle scuole secondarie di primo grado, in programma dal 23 ottobre al 2 novembre. Un’occasione per scoprire come la scienza possa diventare esperienza, gioco e riflessione sul nostro rapporto con la natura.
Un laboratorio per entrare nei sistemi complessi
Nel cuore del laboratorio, gli intrecci non sono solo metafora: diventano strumenti di comprensione. Attraverso un approccio scientifico ma immersivo, i partecipanti sperimentano in prima persona cosa significa gestire i rischi naturali in un sistema complesso, dove ogni decisione è connessa alle altre. In un gioco di ruolo e simulazione, si scopre come eventi meteorologici estremi, ambiente e comportamenti umani siano elementi di una stessa rete, in cui l’azione di ciascuno può contribuire a ridurre o amplificare gli impatti di un disastro.
Il laboratorio propone un modo nuovo di apprendere: non più dall’esterno, ma dall’interno del fenomeno. Ogni partecipante è chiamato a osservare, riflettere, agire e comprendere come la conoscenza possa trasformarsi in consapevolezza e prevenzione. È così che la scienza diventa dialogo, costruzione collettiva e responsabilità condivisa.
Dalla ricerca alla cittadinanza attiva
Inter-risks nasce dall’esperienza maturata nell’ambito della campagna nazionale Io non rischio, promossa dal Dipartimento della Protezione Civile e a cui la Fondazione contribuisce da anni nello studio e nella comunicazione del rischio, con un linguaggio accessibile ma scientificamente rigoroso. L’obiettivo è tradurre concetti complessi in esperienze dirette, dove la curiosità diventa il punto di partenza per comprendere la relazione tra conoscenza e prevenzione.
Un intreccio di scienza, cittadinanza attiva e responsabilità collettiva. Perché solo comprendendo la complessità possiamo imparare a proteggerci.