Nell’ambito del programma CETASMUS, gli studenti imparano le metodologie di monitoraggio dei cetacei e contribuiscono a incrementare il database di avvistamenti, fondamentale per la valutazione dello stato di salute del nostro mare. Numerosi gli avvistamenti di quest’anno, con buone notizie anche per le specie più rare
Sono iniziate a fine maggio le campagne di ricerca realizzate da Fondazione CIMA nelle acque del Santuario Pelagos per la protezione dei mammiferi marini nel Mediterraneo. Quest’anno il catamarano Headwind è stato la base scientifica per due progetti molto importanti: uno dedicato allo studio degli impatti delle microplatiche in mare (il progetto PlasticBusters MPAs, il cui responsabile scientifico è l’Università di Siena e di cui abbiamo parlato qui), e uno dedicato specificatamente allo zifio, svolto in collaborazione con le Università di Saint Andrews (Scozia) e Duke (USA). Oltre a questi due progetti, l’equipaggio di Fondazione CIMA ha anche proseguito, a bordo di Headwind, le consuete attività di ricerca e monitoraggio nel mar Ligure.

Il programma CETASMUS
A bordo insieme ai ricercatori del CIMA, si alternano dieci studenti provenienti da cinque diverse nazioni: Francia, Italia, Germania, Portogallo e Stati Uniti. Sono i partecipanti del programma di alta formazione CETASMUS, che ha ospitato fino a oggi 92 studenti provenienti da oltre 35 diverse nazioni. Molti di loro hanno potuto partecipare al programma grazie a una borsa di studio ERASMUS: CETASMUS è infatti riconosciuto come un’esperienza unica di alta formazione, che permette di acquisire conoscenze pratiche non offerte da alcuna università. I partecipanti effettuano durante la stagione estiva uscite di monitoraggio anche a bordo dei traghetti della Corsica Ferriers-Sardinia Ferries e a bordo delle imbarcazioni da whale watching operanti nella riviera Ligure
Il programma CETASMUS non solo consente agli studenti di ottenere una formazione a 360 gradi sulle metodologie di monitoraggio dei cetacei, ma contribuisce anche a incrementare il database di avvistamenti, fondamentale per la valutazione dello stato di salute del nostro mare.

Qualche numero
Le campagne non sono ancora finite, ma i dati raccolti sono già molto cospicui: sono ben 83 gli avvistamenti di balenottera comune, per un totale di 101 individui. Quest’anno la specie ha dimostrato una variabilità particolarmente elevata in termini di presenza e distribuzione (basti pensare che a uscite in cui la specie non è mai stata avvistata si sono alternate uscite ‘record’ con fino a 13 avvistamenti in un solo pomeriggio). Non sono mancati neanche gli avvistamenti di capodogli, dei quali già più di venti censiti, e avvistati numerosi anche in queste ultime settimane di programma dalle imbarcazioni di whale watching.
Numerosissimi anche gli zifi avvistati, anche considerando il maggior sforzo dedicato alla specie: 164fino a oggi, la maggior parte dei quali già presenti nella banca-dati di Fondazione CIMA, la più ricca sulla specie a livello mediterraneo. Oltre agli animali già censiti, comunque, sono stati avvistati anche individui giovani e almeno tre cuccioli, nati da meno di un mese.
Per quanto riguarda i delfini, questi primi mesi di lavoro hanno consentito di registrare oltre 50 gruppi di stenelle e 10 di tursiopi.
Buone notizie anche per le specie solitamente considerate più rare. Sono stati ben quattro gli avvistamenti di gruppi di globicefali, e gli operatori di whale watching hanno incontrato più volte un gruppo di grampi. Per questi ultimi, gli avvistamenti si erano rarefatti negli scorsi anni: gli incontri di questa stagione rappresentano quindi un segnale particolarmente positivo, a ulteriore riprova di come le attività turistico-commerciale svolte in maniera ecosostenibile e in stretta collaborazione con il mondo scientifico siano di fondamentale importanza per la tutela della specie.
I numeri raccolti sono importanti, soprattutto considerando che nella prima parte dell’estate le condizioni meteo-marine hanno spesso costretto i ricercatori a pause forzate a terra. Le campagne riprenderanno a breve e proseguiranno per tutto il mese di settembre, mentre da ottobre inizieranno le campagne di monitoraggio invernale realizzate a bordo dei traghetti della Corsica Ferriers-Sardinia Ferries.