Nell’ambito del progetto ARISTOTLE-ENHSP, i ricercatori di Fondazione CIMA sono stati di turno per il monitoraggio idrologico globale
Si è concluso la scorsa settimana il primo turno di servizio operativo di Fondazione CIMA nell’ambito del progetto ARISTOTLE-ENHSP. Per cinque giorni, da lunedì a venerdì, i nostri ricercatori hanno eseguito le previsioni idrologiche a livello globale: dalla Sala Situazioni, l’occhio degli strumenti di monitoraggio e previsione è stato esteso a tutto il mondo.
Il progetto ARISTOTLE-ENHSP si pone l’obiettivo di supportare l’Emergency Response Coordination Centre (ERCC), il centro di coordinamento della protezione civile europea, fornendo un sistema di servizi sui rischi derivanti dai fenomeni naturali. Ciascuno dei partner scientifici è quindi incaricato, a rotazione, di monitorare e fare previsioni meteorologiche, idrologiche, e, a partire dal mese di maggio, d’incendi. Alla previsione di questi rischi “prevedibili” si affianca quella dei rischi non prevedibili, quali eruzioni, tsunami e terremoti. In questo contesto, Fondazione CIMA è chiamata allo studio in ambito idrologico. «Diamo il contributo per la parte idrologica ed in particolare la previsione delle piene a varia scala spazio-temporale, dai grandi fiumi ai flash flood. Lo scopo è avere tre volte a settimana un bollettino di monitoraggio che descriva ognuno degli eventi previsti e dei loro possibili effetti», spiega Luca Molini, responsabile della Sala Situazioni “Franco Siccardi” di Fondazione CIMA, nella quale vengono analizzati i dati provenienti dai modelli previsionali e degli scenari d’impatto per la valutazione del rischio alluvionale.
«Questo processo consente all’ERCC di fare una pre-attivazione delle diverse protezioni civili nazionali, così da capire quale potrebbe essere il loro contributo in caso di un evento particolarmente intenso (per i Paesi che hanno fatto richiesta)», continua Molini. «Naturalmente, quest’organizzazione non sostituisce le autorità di protezione civile nazionale, ma consente di creare un servizio informativo a livello europeo in modo che le informazioni sugli scenari possibili siano aggiornate e il più possibile precise».
Se in estate è stata condotta una fase di monitoraggio e previsione degli incendi a livello paneuropeo, ora sono quindi iniziati i turni per il rischio idrologico, che, oltre a Fondazione CIMA, coinvolgono lo European Centre for Medium Range Weather Forecast (ECMWF), l’Istituto Meteorologico e Idrologico svedese (Sveriges meteorologiska och hydrologiska institut – SMHI) e slovacco (Slovenský hydrometeorologický ústav – SHMÚ). Ciascuno di essi, oltre alla previsione e alla redazione di bollettini periodici durante la settimana di turno, è chiamato a seguire le situazioni d’emergenza a livello europeo. «Se è previsto o è avvenuto in evento intenso, l’ente responsabile per la settimana dovrà seguire la situazione in tempo reale, anche nei giorni successivi all’evento stesso, e fornire all’ERCC rapporti di emergenza», spiega Molini. «Fortunatamente, questi cinque giorni sono stati privi di eventi rilevanti; le previsioni peggiori sono quelle del fine settimana».