COP dei Giovani di Aosta: un documentario che racconta come i giovani contribuiscono alle decisioni sull’acqua

COP Giovani Aosta documentario

È online il documentario che racconta il percorso della COP dei Giovani di Aosta e come la conoscenza scientifica possa trasformarsi in confronto, e proposte concrete per affrontare la crisi climatica e responsabilità condivise.

Ci sono molti modi per parlare di cambiamento climatico ai giovani. Si possono mostrare dati, raccontare scenari, spiegare gli impatti che stanno già trasformando i territori. Tutto questo è certamente necessario per creare una base conoscitiva comune, ma cosa succede quando la conoscenza diventa il punto di partenza di un processo in cui i giovani sono chiamati ad ascoltare e, soprattutto, a confrontarsi tra di loro, negoziare e contribuire ad una decisione quanto più possibile condivisa?

È da questa domanda che nasce la COP dei Giovani, un paradigma educativo ideato da Fondazione CIMA e promosso da un gruppo di lavoro congiunto che include ARPA Valle d’Aosta, Fondazione Montagna Sicura, EURAC Research e Alt(r)a Quota. Il metodo mette al centro la partecipazione informata, il confronto e la costruzione condivisa delle decisioni.

Questo percorso è raccontato in un documentario dedicato all’edizione della COP dei Giovani di Aosta 2025-26: vengono riportate tutte le fasi attraverso le voci di studenti e ricercatori, evidenziando come il patto intergenerazionale sia in grado di esitare nella costruzione di decisioni condivise e informate.

Una COP che non simula soltanto, ma insegna a decidere 

La COP dei Giovani prende ispirazione dalle Conferenze delle Parti sul clima, ma il suo obiettivo non è riprodurne semplicemente le dinamiche. L’ambizione è più ampia: mettere i giovani nelle condizioni di comprendere la complessità delle sfide climatiche, confrontarsi con punti di vista diversi e sperimentare come nascono “decisioni di compromesso”. 

Come spiega Francesco Avanzi, ricercatore di Fondazione CIMA, tra gli ideatori del format: «Quello che facciamo con questa esperienza che chiamiamo COP dei Giovani è una simulazione del processo decisionale con cui i grandi della Terra prendono le decisioni che riguardano la crisi climatica. È un approccio partecipato e democratico, è un approccio di condivisione delle decisioni». 

La partecipazione, in questo contesto, non coincide solo con l’espressione di un’opinione, ma con la possibilità di contribuire alla costruzione di soluzioni, che vengono poi consegnate nelle mani dei decisori politici reali. 

Un documentario per raccontare la COP dei Giovani di Aosta 

Il racconto segue le fasi dell’edizione di Aosta che si è svolta nell’ambito del progetto PNRR Agile Arvier – La cultura del cambiamento, attraverso un percorso iniziato a novembre 2025 e culminato a febbraio 2026 con la simulazione finale della COP dei Giovani e la presentazione della Carta dei Giovani di Aosta 2026 alle autorità. 

Attraverso incontri, laboratori, attività di approfondimento e lavoro di gruppo dedicati al tema dell’acqua e dell’adattamento ai cambiamenti climatici, circa 120 studenti del Liceo Classico di Aosta, dell’Institut Agricole Régional e dell’indirizzo Gestione delle Acque e Risanamento Ambientale dell’Istituto Manzetti, hanno elaborato proposte a scala regionale e nazionale, che sono confluite nella Carta dei Giovani, che raccoglie le dieci proposte maggiormente condivise dalla platea. 

«Partiamo inizialmente da fornire a questi ragazzi gli strumenti informativi per capire di cosa stiamo parlando: crisi climatica, conflitti, acqua», continua Avanzi. «Sono loro poi a formulare delle proposte, che vengono votate e modificate in modo da raggiungere quella che chiamiamo la Carta dei Giovani». 

Nel documentario vengono raccontate anche alcune delle proposte elaborate dai gruppi di lavoro ad Aosta: interventi per ridurre lo spreco e favorire il riutilizzo dell’acqua, idee per rendere più resilienti le reti idriche, soluzioni per la tutela delle foreste e iniziative per promuovere un consumo più consapevole delle risorse. Proposte diverse tra loro, accomunate dallo stesso percorso di ricerca, confronto e costruzione condivisa. 

Un modello che continua a crescere 

Il documentario racconta l’edizione di Aosta, ma restituisce anche una visione più ampia: la COP dei Giovani come progetto in evoluzione, grazie al contributo di una rete sempre più strutturata di enti, ricercatrici, ricercatori, scuole e istituzioni che condividono l’obiettivo comune di costruire percorsi di partecipazione giovanile fondati sulla conoscenza scientifica. 

Come sottolinea Francesca Munerol, ricercatrice di Fondazione CIMA: «Sempre più teste, più scienziati si stanno mettendo al servizio dei ragazzi. E i ragazzi rispondono con energia, perché si sentono coinvolti e parte delle decisioni degli adulti, che li riguarderanno». 

È questa dimensione collaborativa a rendere la COP dei Giovani un modello replicabile in contesti diversi, anche non legati al mondo scolastico, ma all’associazionismo. 

La pubblicazione del documentario coincide con il World Youth Skills Day, la Giornata mondiale promossa dalle Nazioni Unite, che quest’anno è dedicata al tema “Skills for a shared future”. Un’occasione che richiama il cuore stesso della COP dei Giovani: sviluppare competenze non significa soltanto trasmettere conoscenze, ma mettere le nuove generazioni nelle condizioni di comprendere problemi complessi, confrontarsi con punti di vista diversi e contribuire alle decisioni che riguardano il loro futuro. 

La COP dei Giovani di Aosta racconta proprio questo: la partecipazione non è un principio astratto, ma un metodo concreto che si basa sulle persone.

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