Alluvione ponente ligure del 26 ottobre: la nostra prima analisi

Nella notte fra il 26 e 27 ottobre nella zona fra Arenzano e Cairo Montenotte, in provincia di Savona, le precipitazioni intense, ampiamente previste ma di difficile localizzazione a causa della natura temporalesca del fenomeno, hanno causato purtroppo esondazioni e alluvioni con ingenti danni che si stanno ancora stimando. Da un lato i suoli molto saturi per le quantità di piogge cadute negli ultimi due mesi dall’altro il mare molto più caldo della media stagionale sono alla radice di questi eventi estremi, molto localizzati e difficili da prevedere nella loro esatta portata.

Arenzano e Cario Montenotte, in provincia di Savona, sono state tra le zone maggiormente colpite dalle intense precipitazioni della giornata di ieri, che hanno causato esondazioni e alluvioni su suoli oramai saturi. [Fig. 1]

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Fig. 1. Precipitazione cumulata su 24 ore aggiornata alle ore 00:00 del 27 ottobre, include gli eventi che hanno colpito le zone della costa di Arenzano-Cogoleto e l’entroterra savonese.

Le mappe di umidità del suolo prima del 26 ottobre indicavano una saturazione molto elevata su larga parte del territorio, con una situazione critica e diffusa in quasi tutta la regione. Il livello di saturazione stimato infatti alle ore 23:00 del 25 ottobre [Fig. 2] mostrava un indice di saturazione superiore a 0,7 nella zona centro-occidentale della Liguria e oltre lo 0,9 nel Levante. Questo indicatore segnalava una condizione di suolo già fortemente saturo e con una capacità di assorbire ulteriore acqua molto limitata.

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Fig. 2. Condizioni di saturazione del suolo aggiornata alle 23:00 del 25 espresse come indice di saturazione (0= suolo secco; 1=suolo estremamente saturo), pre-evento.

Nell’ultimo mese, infatti, sono stati registrati tra i 600 e gli 700 mm di pioggia in queste aree [dati ARPAL, Fig. 3], valori che corrispondono al 50-60% della precipitazione media annua e che, in sole quattro settimane, hanno superato abbondantemente i dati storici mediamente riscontrabili solo nell’intera stagione autunnale [Fig.4]. Questa situazione di criticità ha reso il territorio particolarmente vulnerabile alle intense precipitazioni registrate nella giornata del 26 ottobre, che hanno interessato in modo rilevante le aree di Arenzano, Cogoleto, Varazze e Savona.

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Fig. 3. Precipitazione cumulata su 30 giorni aggiornata alle ore 00:00 del 26 ottobre, pre-evento.
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Fig. 4. Mappa di cumulata di precipitazione (mm) riferita alla media autunnale del periodo 1961-2010.

Il suolo durante l’evento ha raggiunto rapidamente la completa saturazione raggiungendo valori sopra lo 0,9 su quasi tutta la Liguria [Fig. 5].

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Fig. 5. Condizioni di saturazione del suolo aggiornata alle 23:00 del 26 espresse come indice di saturazione (0= suolo secco; 1=suolo estremamente saturo), post-evento.

La precipitazione cumulata su 24 ore registrata alle ore 00:00 del 27 ottobre [Fig.1] evidenzia gli eventi intensi che hanno colpito la costa e l’entroterra savonese, confermando il forte impatto delle piogge su un territorio già interessato da settimane di accumuli continui.  

L’impatto dell’evento intenso è quindi evidente se guardiamo la precipitazione cumulata su 30 giorni aggiornata alle ore 00.00 del 27 ottobre, che include l’evento del 26 ottobre che ha colpito la Liguria, particolarmente nelle zone di Arenzano, Cogoleto, Varazze, Savona [Fig. 6].

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Fig. 6. Precipitazione cumulata su 30 giorni aggiornata alle ore 00:00 del 27 ottobre, post-evento.

I modelli di previsione avevano anticipato un evento potenzialmente intenso a causa dell’elevata temperatura marina (anomalia fino a 1 °C) [Fig. 7] e atmosferica (anomalia fino a 2°C in prossimità del suolo) [Fig. 8], pur avendo difficoltà nel localizzare i fenomeni più intensi, sia spazialmente che temporalmente. Questi fattori, uniti alle convergenze atmosferiche sul Golfo Ligure, hanno amplificato la forza delle precipitazioni.

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Fig. 7. Anomalia di temperatura marina superficiale (25 ottobre 2024) rispetto alla media climatologica del periodo 1991-2020 per lo stesso giorno su alto Mar Tirreno.
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 Fig. 8. Anomalia di temperatura a 2 m (25 ottobre 2024) rispetto alla media climatologica del periodo 1991-2020 per lo stesso giorno su nord-Italia e alto Mar Tirreno.

Fondazione CIMA continua a monitorare attentamente l’evoluzione della situazione per le prossime ore e ad analizzare le previsioni dei nostri modelli meteorologici ed idrologici a supporto del sistema nazionale di Protezione Civile. 

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