Alluvione in Emilia-Romagna: l’analisi scientifica di Fondazione CIMA

Ricercatori e ricercatrici di Fondazione CIMA analizzano gli elementi meteorologici che hanno determinato la grave alluvione in Emilia-Romagna: un vortice depressionario persistente ha generato piogge eccezionali, amplificate dall’orografia del territorio e da un’anomalia termica del mare che ha aumentato l’evaporazione e l’umidità disponibile

A poco più di un anno dall’ultima alluvione, l’Emilia-Romagna è stata di nuovo interessata da intense precipitazioni che hanno causato esondazioni e inondazioni, obbligando molte persone a lasciare la propria casa, mentre la circolazione ferroviaria è stata bloccata.

Il monitoraggio portato avanti da ricercatori e ricercatrici di Fondazione CIMA evidenzia i fattori che hanno contribuito a originare questa situazione: un insieme sinergico e pericoloso di elementi che hanno, almeno in parte, origine anche dagli scorsi mesi.

L’attuale alluvione è il risultato di un vortice di bassa pressione arrivato dal nord Europa e posizionatosi sulle regioni dell’est europeo, bloccato nel suo naturale movimento verso est dalla presenza di un blocco di alta pressione presente sulla Russia. La struttura depressionaria ha subito, nei giorni, un movimento retrogrado verso la parte settentrionale della nostra penisola, caricandosi di umidità nel suo transito sul Mare Adriatico. Posizione e durata del vortice depressionario hanno avuto un ruolo importante per capire la dinamica dell’evento: è stato infatti persistente nell’area nelle ultime 48 ore, generando precipitazione continue e di eccezionale intensità. In figura 1 si nota come le precipitazioni siano state più intense a ridosso dei rilievi appenninici a causa del sollevamento orografico (la figura mostra la precipitazione cumulata nella giornata del 19 settembre. Il layer warning dei pluviometri sull’Appennino tosco-emiliano-romagnolo (in figura 1) la evidenzia chiaramente.

Alluvione Emilia Romagna 1
Figura 1

Un indicatore importante per comprendere l’intensità delle precipitazioni è il “contenuto colonnare di acqua liquida”, un valore riferito alla quantità totale di acqua che si troverebbe se tutta l’umidità presente in una colonna d’aria sopra un determinato punto venisse condensata in acqua liquida. In figura 2 è riportata l’immagine delle aree con un contenuto colonnare di acqua liquida fino a 40 mm (che corrispondono a un accumulo di 40 litri di acqua per metro quadrato).

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Figura 2

Tale informazione è supportata dal radiosondaggio di San Pietro Capofiume del pomeriggio del 18 Settembre (figura 3) che evidenzia una colonna di aria satura fino oltre gli 8000 metri (data dalla sovrapposizione delle due linee scure ovvero della temperatura dell’aria e della temperatura di rugiada) con un evidente e notevole flusso di correnti orientali a tutti i livelli atmosferici (a destra nella figura).

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Figura 3

A contribuire ulteriormente all’intensità del fenomeno è l’anomalia termica del mare. Il 17 settembre 2024, quando il minimo di bassa pressione ha subito un movimento retrogrado dall’alto Adriatico verso il mar ligure, sono state registrate temperature superficiali marine superiori alla media fino a +1,25-1,5°C rispetto al periodo 1990-2020. Questo riscaldamento ha amplificato i processi di evaporazione, aumentando il potenziale di umidità disponibile per le precipitazioni. Infatti, la temperatura del mare nelle aree da cui il vortice ha estratto parte del suo vapore acqueo è superiore al 90° percentile, un’anomalia significativa rispetto alla climatologia storica. In breve: maggior calore del mare, maggiore evaporazione e dunque acqua nell’atmosfera. Un processo che non può non farci riflettere sugli effetti a cascata che la crisi climatica comporta sui diversi fenomeni naturali.

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Figura 4. Sea Surface Temperature Anomaly; fonte: https://pulse.climate.copernicus.eu/

Esperti ed esperte di Fondazione CIMA stanno continuando a monitorare la situazione, cercando anche di prevederne l’evoluzione.

A tale proposito, nella giornata di oggi il vortice di bassa pressione andrà progressivamente indebolendosi e, grazie ad una spinta dell’anticiclone africano sul centro sud della nostra penisola, tenderà a traslare verso est, favorendo un miglioramento delle condizioni meteorologiche per l’intero fine settimana, pertanto le precipitazioni sono destinate ad esaurirsi a partire dalla giornata odierna, con schiarite che si faranno sempre più ampie nel corso del fine settimana.

La complessità dei fenomeni atmosferici come quello in atto ricordano l’importanza di un monitoraggio costante e accurato. Comprendere le dinamiche che portano a eventi estremi è essenziale per migliorare le capacità di previsione e mitigazione, ma anche per sensibilizzare sull’urgenza di agire di fronte ai cambiamenti climatici, il cui ruolo è ormai evidente in diversi contesti. In quest’ottica, le informazioni raccolte non solo aiutano a gestire l’emergenza attuale, ma forniscono dati preziosi per sviluppare strategie future volte a ridurre il rischio e proteggere le comunità esposte.

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