Diviso in tre giornate, il kick off meeting che segna l’avvio del progetto è stato un’occasione per presentare le attività e gli scopi del lavoro che sarà portato avanti nei prossimi anni. Con un obiettivo: tutelare gli ecosistemi costieri mitigando il problema dei rifiuti in mare attraverso la loro rimozione e riciclo e, in un’ottica di economia circolare, reinserendoli nel mercato
Ci siamo! È iniziato ufficialmente il progetto MAELSTROM, finanziato nell’ambito del Programma Horizon 2020 dell’Unione Europea e dedicato alla riduzione dei rifiuti marini. Il kick-off meeting che ne ha segnato la partenza si è tenuto online in tre incontri, dal 3 al 5 febbraio 2021, della durata di tre ore ciascuno, durante i quali sono stati presentati il progetto e il ruolo svolto da ciascun partner, nonché il piano delle attività per il primo anno di lavoro. Particolare attenzione è stata data ai differenti work package e alle strategie che potrebbe essere necessario mettere in campo per affrontare i possibili impatti della pandemia di COVID-19 sul progetto.
Cos’è MAELSTROM
MAELSTROM è un progetto della durata di quattro anni (il termine previsto è per gennaio 2024) e guidato dall’Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISMAR).
Scopo generale di MAELSTROM è trovare strategie di riduzione l’impatto dei rifiuti marini sugli ecosistemi costieri, identificando i luoghi in cui si accumulano e rimuovendoli sia dal fondale marino sia dai fiumi, così da prevenirne l’arrivo in mare. Si tratta di un obiettivo importante, perché
i rifiuti marini rappresentano una grave minaccia sia per gli ecosistemi costieri sia per la nostra stessa specie, dal momento che parti di essi possono entrare nella catena alimentare e arrivare negli alimenti che consumiamo.
Il progetto vuole quindi implementare tecnologie innovative e sostenibili per rimuovere e riciclare i rifiuti in mare: quelle per la rimozione saranno impiegate per pulire due ampie aree costiere a Venezia e a Porto (Portogallo). Queste tecnologie si basano su due sistemi automatizzati. Il primo è una bubble barrier, una barriera di bolle d’aria, generata da un sistema posato sul letto del fiume o installato in posizioni strategiche in lagune e aree portuali, che permetterà il recupero dei rifiuti contribuendo, allo stesso tempo, alla riossigenazione delle acque. Il secondo è una grande piattaforma robotica in grado di rimuovere, con elevata efficienza, i rifiuti solidi situati sui fondali e negli strati inferiori della colonna d’acqua.
Come saranno impiegati i rifiuti raccolti?
In un’ottica di economia circolare, MAELSTROM non si limiterà a recuperare i rifiuti marini ma, combinando processi e tecnologie innovative basate su approcci di trattamento fisico-chimico, si dedicherà al loro riciclo. In questo modo, il rifiuto diventerà risorsa: precursori chimici, polimeri e materiali che possano rientrare nella filiera industriale.
Alle operazioni di riciclo verrà associata anche l’immissione dei rifiuti in un termovalorizzatore in grado di produrre energia e combustibile di seconda generazione. A sua volta, il combustibile sarà impiegato per l’alimentazione delle tecnologie dedicate alla pulizia dei fondali marini nell’ambito del progetto stesso. Un ciclo che si autorinnova continuamente!
In questo modo, MAELSTROM s’inserisce nella Marine Strategy Framework Directive dell’Unione Europea, che mira alla protezione dei mari e degli oceani, ed è in accordo con l’Economy Action Plan. Contribuisce, inoltre, all’obiettivo 14 dell’Agenda per lo Sviluppo Sostenibile dell’ONU: “Conserve and sustainably use the oceans, seas and marine resources for sustainable development”.
Tre giorni insieme: conoscere le criticità, pensare le soluzioni
Sebbene sia speranza condivisa che le limitazioni poste dalla pandemia di COVID-19 possano terminare il prima possibile, è necessario tenere in considerazione l’attuale situazione e prepararsi ad affrontare le sfide che pone. È per questa ragione che la seconda giornata di attività è stata dedicata alle sfide che MAELSTROM dovrà affrontare, in particolare durante primo anno di lavoro. Ciascun partner ha condotto un’analisi del proprio piano di lavoro per identificare gli aspetti potenzialmente critici e proporre soluzioni, dove necessario, per garantire la sicurezza di tutti durante il percorso del progetto.
Questo momento di discussione è stato importante anche per iniziare a consolidare l’interazione tra i diversi partner, affrontando insieme i problemi e cercando soluzioni in comune accordo, anche grazie alle diverse expertise presenti nel partenariato. E, d’altra parte, la forte collaborazione tra i partner è la base fondamentale di MAELSTROM, che non vuole essere un progetto chiuso in se stesso ma porsi in un’ottica di collaborazione e condivisione di buone pratiche e strumenti anche con altri progetti dedicati alla raccolta e alla gestione sostenibile dei rifiuti marini.
Infine, il “Problem Solving Day”, com’è stato intitolato il terzo e ultimo giorno d’incontro, ha ripreso la discussione ed è stato quindi dedicato a capire come affrontare eventuali criticità, oltre ad affrontare alcuni aspetti amministrativi del primo anno di lavoro.
Collaborare per tutelare il pianeta
Affrontare un problema di vecchia data, quello dei rifiuti marini, con soluzioni nuove e innovative è una delle caratteristiche essenziali del progetto MAESLTROM. In questo senso, la collaborazione e la capacità di unire le discipline, dalla robotica alla biologia marina, insieme a quella di promuovere i comportamenti corretti da parte della popolazione, sono fondamentali. Il progetto vuole infatti affrontare il problema dei rifiuti marini in modo completo: non solo rimuovere e riciclare i rifiuti ma anche unendo gli sforzi e diffondendo le buone pratiche che ne limitino l’accumulo e l’impatto sugli ecosistemi costieri. È un primo passo verso la neutralità climatica da raggiungere entro il 2050 e per il disaccoppiamento della crescita economica dall’uso delle risorse, secondo gli obiettivi dello European Green Deal.
«Sappiamo che molte delle minacce che oggi mettono a rischio gli ecosistemi sono di origine antropica, ed è quindi nostra responsabilità farvi fronte», commenta Fantina Madricardo, ricercatrice presso ISMAR-CNR e coordinatrice scientifica del progetto. «Gli avanzamenti scientifici e tecnologici ci offrono in molti casi un aiuto importante per la tutela dell’ambiente. Ma da soli non sono sufficienti: la vera base per raggiungere risultati concreti sono l’impegno e la collaborazione da parte di tutti. È anche per questa ragione che MAESLTROM avrà una componente significativa di coinvolgimento della popolazione per la collaborazione e la capacità di fare rete tra i progetti e i programmi che si pongono lo stesso obiettivo di riduzione dei rifiuti marini e la mitigazione del loro impatto sugli ecosistemi costieri».