Pianificazione partecipata per la preparazione e la risposta ai disastri: una guida all’implementazione di processi di coinvolgimento delle comunità

Handbook MedEWSa pianificazione partecipata

La gestione delle emergenze non è soltanto una questione di modelli previsionali, protocolli e coordinamento istituzionale. Sempre più spesso, l’efficacia di un sistema si misura nella sua capacità di costruire relazioni solide tra le istituzioni di protezione civile e le comunità esposte al rischio.

È in questa direzione che si colloca il nuovo Handbook for Best Practices and Warning Messaging Templates to Address Societal Challenges Related to Natural Hazard Effects1: uno strumento – coordinato dal Red Cross Red Crescent Climate Centre – pensato per accompagnare istituzioni e operatori verso sistemi di early warning realmente human-centred, capaci di integrare competenze scientifiche e conoscenza locale.

Realizzato nell’ambito del progetto europeo MedEWSa, Fondazione CIMA ha curato il primo capitolo dedicato ai Participatory Approaches for Disaster Preparedness and Response Planning, con l’obiettivo di rendere i processi di pianificazione più inclusivi ed efficaci attraverso il coinvolgimento delle comunità locali.

«Un approccio partecipativo consente di integrare conoscenza scientifica, esperienza vissuta e capacità locali, rafforzando la fiducia tra cittadini e istituzioni e rendendo i piani di protezione civile strumenti realmente operativi ed efficaci nell’affrontare i rischi locali, intercettando le vulnerabilità specifiche delle comunità locali. È in questo spazio di co-progettazione che le comunità possono sentirsi realmente parte del processo di prevenzione e risposta, favorendo contestualmente anche la diffusione della cultura del rischio», osservano Marina Morando e Lauro Rossi, Direttori di Programma della Fondazione.

Partecipazione come infrastruttura della resilienza

Participatory Approaches for Disaster Prepardness and Response Planning parte da un’evidenza ormai consolidata nella gestione del rischio da disastri: il coinvolgimento dei cittadini e degli stakeholder locali rende le strategie di risposta più efficaci e inclusive, perché le ancora ai bisogni, alle priorità e alle esperienze di chi vive il rischio sul territorio.

L’approccio partecipativo non coincide con una semplice consultazione. Significa riconoscere che la conoscenza locale (memoria collettiva, percezione del rischio, capacità di risposta informale) rappresenta una componente essenziale nella caratterizzazione dei rischi e nella definizione di strategie robuste, soprattutto in contesti segnati da vulnerabilità sociali complesse.

«I processi partecipativi devono essere intesi come percorsi adattabili, che possono richiedere fasi di revisione e aggiustamento continuo in funzione delle dinamiche sociali, istituzionali e culturali di ciascun contesto», spiega Isabel Gomes, ricercatrice di Fondazione CIMA.

In questo senso, la partecipazione favorisce la resilienza locale, rafforzando la fiducia tra istituzioni e cittadini, aumentando la coesione sociale e la capacità di risposta delle comunità.

Un approccio operativo per integrare comunità e istituzioni

Fondazione CIMA ha sviluppato all’interno del progetto MedEWSa un approccio strutturato ma flessibile, che possa fornire sia un framework teorico di riferimento che degli step operativi per l’implementazione di processi di pianificazione partecipati.

Prima ancora di avviare il processo, è essenziale comprenderne la fattibilità nel contesto specifico: analizzare il quadro normativo e istituzionale, identificare stakeholder e dinamiche di potere, valutare risorse disponibili e disponibilità della comunità a impegnarsi. È un passaggio necessario per evitare aspettative irrealistiche e per identificare obiettivi concreti e adeguati al contesto.

Il percorso entra poi nella fase della co-creazione: la costruzione di gruppi rappresentativi degli stakeholder locali, la definizione di obiettivi condivisi, la mappatura partecipativa di rischi e vulnerabilità, l’analisi dei piani esistenti e la formulazione di raccomandazioni capaci di dialogare con le procedure ufficiali.

«Integrare conoscenza scientifica e conoscenza locale rispetto ai rischi e in particolare rispetto alle vulnerabilità e alla capacità di risposta locale non è un elemento accessorio: è cioè che permette di definire strategie di mitigazione del rischio efficaci e robuste rispetto all’incertezza introdotta dai cambiamenti climatici», sottolinea Filippo Fraschini, ricercatore di Fondazione CIMA.

Il processo si completa con una dimensione spesso trascurata: la restituzione dei risultati alla comunità coinvolta e l’apprendimento rispetto al funzionamento del processo e alla sua efficacia nel raggiungere gli obiettivi prefissati. Il documento introduce infatti l’importanza di framework di Monitoring, Evaluation and Learning (MEL), pensati per misurare in particolare inclusività, risultati e cambiamenti di comportamento, rafforzando trasparenza e accountability.

MedEWSa Participatory Approaches for Disaster Prepardness and Response Planning: a step-by-step toolkit to engage citizens and commiunities - pianificazione partecipata

Fig. 1. Un kit di strumenti dettagliato per coinvolgere cittadini e comunità. L’approccio è strutturato in tre fasi generali (A – B – C), ciascuna delle quali riflette una fase critica del processo partecipativo. https://www.cimafoundation.org/report/

Il modello step-by-step prodotto da Fondazione CIMA restituisce proprio questa traiettoria: dalla valutazione iniziale del contesto, alla costruzione condivisa delle strategie, fino alla comunicazione dei risultati e alla capacità di apprendere nel tempo. 

Nel quadro del progetto MedEWSa, che sviluppa un sistema multi-hazard e impact-based per Europa, Mediterraneo e Africa, la pianificazione partecipativa non è quindi più un complemento: è una condizione per incrementare la resilienza delle comunità e per rendere ogni allerta efficace fino all’ultimo miglio. 

  1. Sivanu, S., Zeilstra, M. A., Gomes, I., Fraschini, F., Vrotsou, C., Theodosiou, S., & Kinkladze, I. (2025). Handbook of best practices and warning messaging templates to address societal challenges on natural hazard effects. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.17542761  ↩︎

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