Una missione ha portato i ricercatori della Fondazione CIMA di nuovo a Khartoum, per la valutazione dei risultati degli interventi eseguiti a Mayo sulla base dei rilievi dell’anno passato e dello stato attuale del sistema di allertamento ai rischi naturali a livello nazionale
Si è svolta nelle ultime due settimane di marzo la missione della Fondazione CIMA a Khartoum in Sudan, organizzata insieme all’Agenzia Italia per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e volta al miglioramento delle capacità di gestione dei rischi idrometeorologici sia a livello locale nel campo per sfollati interni di Mayo, sia a livello nazionale con la valutazione delle necessità del sistema di allertamento ai rischi naturali.
La missione si è svolta a un anno di distanza dall’intervento che la Fondazione CIMA aveva eseguito nel 2020 nell’ambito del progetto Mayo Up, dedicato a eseguire una prima valutazione del rischio idraulico nell’area di Mayo Angola, alla periferia di Khartoum. In quell’occasione, i ricercatori della Fondazione avevano anche potuto eseguire i rilievi aerei sull’area tramite drone, fornendo indicazioni importanti per indirizzare gli interventi di mitigazione e adattamento al rischio idraulico.
Due sono stati gli obiettivi principali della missione di marzo 2021: valutare i risultati degli interventi eseguiti a Mayo sulla base dei rilievi dell’anno passato e valutare lo stato attuale del sistema di allertamento ai rischi naturali (in particolare alluvioni e siccità) a livello nazionale, per capire i possibili indirizzi di sviluppo nell’ottica della riduzione del rischio e del rafforzamento della resilienza ai disastri del Sudan.
Da una parte, i primi interventi di raccolta acque (water harvesting) promossi dallo studio ed eseguiti dalle ONG (COOPI e AISPO) – finanziate da AICS nell’ambito del programma Emergenza – hanno avuto una risposta positiva e dimostrato una buona efficacia, soprattutto per quanto riguarda le installazioni in spazi pubblici quali scuole e centri di salute. Dall’altra, tuttavia, il dialogo con i rappresentanti della comunità locale di Mayo e delle ONG che operano sul territorio ha confermato le criticità legate alla topografia dell’area evidenziate dallo studio elaborato l’anno scorso. Si tratta, in particolare, della bassa pendenza dell’area di Mayo Angola – uno dei distretti più degradati di Khartoum – che favorisce il ristagno delle acque e che pertanto rappresenta una criticità significativa soprattutto in occasione di piogge eccezionali – come quelle che hanno colpito il Sudan nell’estate 2020.
I risultati e le criticità rilevati su Mayo evidenziano quindi la necessità di continuare a intervenire per rafforzare la resilienza locale ai rischi idrometeorologici e idraulici, anche aumentando le capacità nazionali di monitoraggio e previsione attraverso lo sviluppo di sistemi di allertamento efficaci e performanti.
Per questa ragione, i rappresentanti dell’Ambasciata italiana a Khartoum, di AICS e i ricercatori della Fondazione CIMA hanno incontrato i rappresentati del National Council for Civil Defense, il consiglio sudanese competente in materia di protezione civile che raccoglie le istituzioni coinvolte nella gestione del rischio di disastri, per valutare la possibilità di intervenire con ulteriori attività, in particolare sul rafforzamento dei sistemi di allertamento (Early Warning System) per alluvioni e siccità. Attività che intendono sostenere il Governo della Repubblica del Sudan nel rafforzare le sue capacità di prevenire, gestire e mitigare gli impatti dei disastri, come da Accordo di Sendai per la Riduzione del Rischio da Disastri. In linea con i legami e sinergie esistenti tra i vari accordi istituzionali, il raggiungimento degli obiettivi di Sendai contribuirà di conseguenza anche agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dall’Agenda 2030 e dall’Accordo di Parigi, migliorando la capacità del paese in adattarsi anche agli effetti del cambiamento climatico.
I membri del National Council for Civil Defense hanno espresso la necessità di migliorare le capacità di monitoraggio, previsione e gestione dei rischi idrometeorologici che, come avvenuto nella stagione delle piogge 2020, colpiscono il paese. Hanno inoltre evidenziato l’urgenza di creare una piattaforma unica di condivisione dei dati relativi ai rischi tra tutte le istituzioni coinvolte nella gestione del rischio di disastri, al fine di facilitare le azioni di allertamento e risposta tempestiva.
La missione di marzo 2021 è stata anche l’occasione per proseguire le attività di formazione con la Sudan Survey Authority (SSA), l’istituzione incaricata dei rilievi topografici per scopi civili nel paese che aveva già accompagnato i ricercatori della Fondazione CIMA nella campagna di rilievo del campo di Mayo svolta a febbraio 2020. La collaborazione avviata con i tecnici della SSA porterà nei prossimi mesi a un’attività congiunta di rilievo e successiva elaborazione dei dati dell’area di Khartoum, nell’ambito delle attività di mappatura del terreno.
Al fine di permettere uno interscambio di esperienze completo che porti a un allineamento tra le necessità del Sudan e le possibilità di intervento della cooperazione italiana, si prevede l’organizzazione a fine aprile di una visita in Italia di una delegazione in rappresentanza del National Council for Civil Defense e dal SSA. La delegazione sudanese avrà occasione di visitare e conoscere direttamente alcuni elementi chiave del sistema di protezione civile italiano.