Cofinanziato dall’Union Civil Protection Mechanism, il sistema della Commissione Europea dedicato al rafforzamento della cooperazione in ambito di protezione civile, il progetto Innovative tools for improving FLood risk reductiOn stRategIeS (FLORIS) era dedicato allo studio di approcci innovativi che mirassero a sviluppare scenari integrati per il rischio alluvionale. Tali scenari prendevano in considerazione specifici aspetti critici delle aree a rischio e le conseguenze di eventi che causano danni contenuti, ma che avvengono ad alta frequenza. Lo scopo era di sviluppare strumenti di supporto decisionale per l’analisi comparata di strategie per la gestione del rischio alluvionale, in grado di aiutare i diversi attori coinvolti nella pianificazione (dalla Protezione Civile alle amministrazioni), tenendo in conto i diversi scenari possibili, compresi i possibili effetti dei cambiamenti climatici.
Il progetto, iniziato nel gennaio 2019 e la cui fine, inizialmente prevista per dicembre 2019, è stata posticipata a dicembre 2021, si poneva tre obiettivi principali. Il primo era lo sviluppo di una modellistica per lo studio degli effetti a cascata del pericolo alluvionale, così da migliorare la gestione del rischio. In particolare, l’attenzione si concentrava sullo studio della vulnerabilità d’infrastrutture critiche sulle quali ridurre l’impatto delle alluvioni. Il secondo obiettivo era il perfezionamento e l’applicazione dell’approccio per pianificare, per ogni caso di studio, il protocollo da adottare. Infine, FLORIS mirava a fornire le procedure più efficaci per la gestione delle risorse umane durante le emergenze, come strumento di supporto agli enti di protezione civile.
Oltre a migliorare la cooperazione tra i partner, che collaborano condividendo le proprie competenze e strumenti, FLORIS ha contribuito ad aumentare la consapevolezza delle conoscenze e delle procedure nei Paesi partner. Gli enti di Protezione Civile e i professionisti del settore hanno potuto infatti instaurare una catena di collaborazione dove siano raccolte e coordinate tutte le necessarie informazioni sulla gestione delle risorse in scenari alluvionali ben definiti. Il miglioramento delle conoscenze e della consapevolezza, soprattutto per quanto riguarda le alluvioni frequenti, è di particolare rilievo, perché al momento queste ultime non sono considerate nella Direttiva europea delle alluvioni (EC 60/2007). Inoltre, le procedure che FLORIS ha sviluppato forniranno un supporto pratico della massima importanza tanto per la popolazione quanto per gli operatori del settore, per esempio identificando le vie d’accesso alterative a edifici che potrebbero restare isolati in caso d’alluvione.
Nell’ambito di FLORIS, la Fondazione CIMA ha lavorato allo sviluppo di una piattaforma per l’analisi, la pianificazione e la gestione delle emergenze legate alle alluvioni. I dati raccolti, pur essendo riferiti a un territorio specifico e a eventi molto frequenti, rappresentano informazioni importanti per le attività di protezione civile, e saranno usati per valutare la vulnerabilità degli esposti nelle aree a rischio e quindi migliorare la pianificazione d’emergenza in caso di alluvioni a livello della Prefettura di Berat e Sarajevo. Nell’ambito del progetto è stato inoltre possibile installare un sistema di monitoraggio composto da tre stazioni ACRONET (due idrometriche e una meteorologica) per la misura della portata e delle precipitazioni nel bacino del fiume Osum, in modo di creare il primo sistema di allertamento al livello locale in Albania per scopi di protezione civile. Il sistema è stato integrato con le previsioni del bollettino nazionale e con le Standard Operational Procedures nel Piano della Protezione Civile della prefettura di Berat.