Un incontro dedicato a leadership ed empowerment femminile

Fondazione CIMA, insieme all’Università di Genova, organizza il 3 aprile, alle 14.30, l’evento LEADHERS. Donne e storie di straordinaria normalità. Un dialogo tra l’autrice Tonia Cartolano e la vice-capo Dipartimento di Protezione Civile Titti Postiglione, una delle protagoniste dell’omonimo libro. Con la moderazione del presidente di Fondazione CIMA Luca Ferraris e i saluti di Nicoletta Dacrema, prorettrice vicaria dell’Università di Genova, l’incontro è un’occasione per riflettere sull’importanza dell’inclusione femminile in generale, e nel campo delle attività di riduzione del rischio e protezione civile in particolare

Sono scienziate, imprenditrici, musiciste, dirigenti, sportive: le loro storie si diramano nel libro LEADHERS. Donne e storie di straordinaria normalità (Santelli Editore) di Tonia Cartolano, giornalista di SkyTV, cui Fondazione CIMA dedica un evento il 3 aprile presso il Campus di Savona dell’Università degli Studi di Genova. Tra le protagoniste di questi racconti, infatti, una in particolare ci è particolarmente cara per il suo ruolo nell’ambito delle attività di protezione civile, con cui Fondazione CIMA lavora quotidianamente. Si tratta di Titti Postiglione, geologa con dottorato in vulcanologia, che da oltre vent’anni lavora al Dipartimento di Protezione Civile, di cui oggi è vice-capo. Nel corso degli anni, Postiglione ha gestito alcune delle emergenze più gravi del territorio italiano, dal terremoto dell’Aquila del 2009 alla gestione degli aiuti e dei rifugiati ucraini nel nostro paese dal 2022.

Per questo abbiamo pensato a Titti Postiglione come ospite di questa giornata dedicata all’importanza di raccontare l’empowerment femminile, alla necessità di superare una volta per tutte pregiudizi e barriere, a come il genere non sia né debba essere visto come un limite al valore e alle competenze delle persone. A dialogare con lei, l’autrice del libro, Tonia Cartolano, con la moderazione di Luca Ferraris, presidente di Fondazione CIMA, e i saluti iniziali di Nicoletta Dacrema, prorettrice vicaria dell’Università di Genova.

L’inclusività nei confronti delle differenze, di cui il genere rappresenta una componente, è un valore aggiunto in tutti i campi, perché permette di arricchire la leadership (in qualsiasi ambito) di diversità, competenze e prospettive. In particolare, poi, quando si parla di protezione civile, le questioni legate al genere assumono ruoli rilevanti: diversi studi, infatti, hanno dimostrato come le donne siano più vulnerabili ai disastri e ai cambiamenti climatici rispetto agli uomini, proprio perché in condizioni legate alle discriminazioni e a contesti patriarcali. D’altra parte, il loro coinvolgimento e contributo nella gestione del rischio è un elemento chiave per costruire società più resilienti. Tuttavia, ancora oggi, quello della protezione civile è un ambito che vede, soprattutto nei ruoli apicali, netta predominanza maschile.

Per queste ragioni, oltre che nel rispetto dei diritti di pari opportunità e uguaglianza, Fondazione CIMA ha iniziato nel 2022 un percorso formale e strutturale che promuove l’uguaglianza di genere, valorizzando le donne (ricercatrici, tecniche, amministrative) che lavorano in Fondazione.

«Tra i vari obiettivi e compiti che ci siamo dati nell’ambito del nostro Gender Equality Plan (GEP), due in particolare ci hanno stimolato a organizzare l’incontro di aprile. Vogliamo infatti approfondire i temi legati all’empowerment femminile non solo all’interno di Fondazione CIMA ma anche, in generale, a livello locale: da qui, la volontà di organizzare un evento che fosse aperto e potesse coinvolgere anche il territorio e l’università, soprattutto le studentesse e gli studenti», spiega Marina Morando, direttrice di programma di Fondazione CIMA e membro del gruppo di lavoro che ha lavorato al GEP. «Il secondo compito che prevede il nostro piano, e che ci ha portati a questo evento, è iniziare a introdurre la questione di genere nell’ambito dei temi di ricerca a noi più affini, quindi la riduzione del rischio, la protezione civile e i cambiamenti climatici. In questo senso, la storia di Titti Postiglione raccontata nel libro rappresenta una testimonianza per noi estremamente significativa».

«Il percorso che stiamo portando avanti in Fondazione CIMA che promuove l’inclusione e l’uguaglianza di genere non vuole essere un mero adempimento, ma un nuovo carattere della Fondazione: orgogliosamente da perseguire ed esibire perché costituisca parte essenziale del patrimonio fondazionale; ciò nella consapevolezza dell’investimento da porre in essere e tale da colmare – quanto più speditamente – le carenze culturali che riconosciamo esistere», commenta Luca Ferraris. «Questo incontro va in questa direzione, sperando sia di riflessione anche per chi partecipa, e d’ispirazione per le studentesse e gli studenti dell’università».

Qui tutte le informazioni sull’incontro e per la prenotazione

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