RAPIDE: rafforzare i sistemi di allerta precoce e la gestione del rischio attraverso la cooperazione tra Italia e Burkina Faso

RAPIDE Burkina Faso CIMA

Le alluvioni, la siccità e le ondate di calore non conoscono confini. Di fronte a rischi climatici sempre più frequenti e intensi, il rafforzamento dei sistemi di allerta precoce rappresenta una necessità e passa anche attraverso il dialogo, la condivisione di esperienze e la cooperazione tra istituzioni che operano in contesti diversi ma perseguono obiettivi comuni.

È con questo spirito che è stata organizzata la visita istituzionale in Italia della delegazione del Burkina Faso nell’ambito del progetto RAPIDE – Renforcement de l’Alerte Précoce basée sur les Impacts pour une Décision Efficace au Burkina Faso.

Per una settimana, i rappresentanti delle principali istituzioni del Burkina Faso impegnate nella gestione del rischio di disastri – tra cui il Consiglio Nazionale di Soccorso d’Emergenza e Riabilitazione (CONASUR), l’Agenzia Nazionale di Meteorologia (ANAM), la Direzione Generale delle Risorse Idriche e dell’Idraulica / Direzione degli Studi e dell’Informazione sulle Risorse Idriche (DGREH/DEIE), la Direzione Generale della Protezione Civile (DGPC), il Segretariato Permanente per il Coordinamento delle Politiche Settoriali Agricole e dello Sviluppo Sostenibile (SP-CPSADD) e la Direzione Generale degli Studi e delle Statistiche Settoriali / Servizio Informazione e Allerta Precoce per la Sicurezza Alimentare e Nutrizionale (DGESS-SAP) – hanno incontrato il Dipartimento della Protezione Civile, Fondazione CIMA e diverse istituzioni e strutture tecniche della Valle d’Aosta, tra cui la Regione Autonoma Valle d’Aosta, la Protezione Civile della Valle d’Aosta, il Centro Funzionale della Valle d’Aosta, la Fondazione Montagna sicura e il Dipartimento Agricoltura e Risorse Naturali.

Gli incontri hanno offerto l’opportunità di approfondire i modelli organizzativi, i sistemi di monitoraggio, le procedure operative e i sistemi di allerta precoce sviluppati in Italia per anticipare e gestire i rischi naturali.

Più che una exchange visit, l’iniziativa ha favorito un autentico processo di apprendimento reciproco e di condivisione di buone pratiche tra i partner. In un contesto globale sempre più caratterizzato da eventi estremi frequenti e intensi, l’efficacia dei sistemi di allerta precoce dipende infatti non solo dalle tecnologie e dai dati, ma anche dal coordinamento istituzionale, dalla condivisione delle conoscenze e dalla collaborazione tra gli attori coinvolti ai diversi livelli.

Sistemi di allerta precoce e governance del rischio: il valore dello scambio tra istituzioni

Dalle sale operative del sistema nazionale di Protezione Civile alle reti di monitoraggio ambientale, fino alle esperienze maturate nella gestione dei rischi in ambiente alpino, la visita ha permesso di osservare concretamente come le informazioni scientifiche vengano trasformate in decisioni operative.

Uno dei principali insegnamenti emersi dagli incontri riguarda l’importanza di una stretta cooperazione tra le istituzioni. Sebbene Italia e Burkina Faso presentino contesti territoriali, climatici e socioeconomici differenti, entrambi i Paesi sono chiamati ad affrontare la sfida di trasformare dati e previsioni in decisioni tempestive, capaci di ridurre gli impatti degli eventi estremi sulle popolazioni e sui territori.

Il confronto ha inoltre evidenziato l’importanza di sviluppare sistemi di allerta precoce che siano non solo tecnologicamente avanzati, ma anche integrati, coordinati e comprensibili per tutti gli attori coinvolti, dalle autorità nazionali fino alle comunità locali.

«Questo scambio istituzionale ha rappresentato un’esperienza estremamente arricchente. Di fronte a rischi sempre più complessi, i Paesi devono prepararsi in modo coordinato e con un approccio sistemico. Questa visita ci ha permesso di condividere competenze tecniche ed esperienze concrete sul rafforzamento delle catene di comunicazione e sulla validazione dei sistemi di allerta precoce. Troppo spesso la cooperazione internazionale si concentra sulla risposta ai disastri piuttosto che sulla loro anticipazione», afferma Simone Trucco, Program Manager di WeWorld in Burkina Faso.

È proprio questa l’ambizione del progetto RAPIDE: rafforzare l’azione anticipatoria e le capacità di preparazione del Burkina Faso. La missione di scambio ha inoltre contribuito a consolidare l’appropriazione del progetto da parte delle istituzioni partner e ad alimentare una riflessione condivisa sull’adattamento al contesto burkinabé di soluzioni innovative osservate in Italia.

Un progetto che mette in dialogo ricerca, istituzioni e comunità al servizio della resilienza

Il progetto RAPIDE è finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), e implementato da un consorzio guidato da Fondazione CIMA in collaborazione con WeWorld e con le istituzioni partner del Burkina Faso.

Nel quadro del progetto, la visita ha rappresentato un momento di lavoro funzionale alla costruzione di una visione condivisa delle attività future e all’identificazione di soluzioni tecniche e organizzative adattabili al contesto nazionale.

«La nostra esperienza nel supporto scientifico alle istituzioni dimostra che un sistema di allerta precoce efficace nasce dall’integrazione tra osservazione, modellistica, conoscenza del territorio e processi decisionali. Attraverso RAPIDE vogliamo contribuire allo sviluppo di strumenti e procedure che rendano le informazioni sul rischio sempre più utilizzabili da chi è chiamato ad assumere decisioni operative», spiega Lauro Rossi, Direttore di Programma di Fondazione CIMA.

La visita ha confermato che un sistema di allerta precoce efficace si fonda innanzitutto su un impegno collettivo, che richiede il contributo complementare delle istituzioni, dei centri di ricerca, delle organizzazioni della società civile e delle comunità locali. È questo approccio a rappresentare uno degli elementi centrali del progetto RAPIDE e a continuare a orientarne le attività nei prossimi mesi.

Condividi