Si è tenuto nei primi giorni di agosto il workshop online che segna l’avvio di un progetto finanziato dall’Unione Europea e dedicato al rafforzamento della raccolta dei dati di danno in cinque Paesi dell’Asia centrale
Si è tenuto il 7 agosto il primo incontro online del progetto “National Disaster Loss Databases Implementation in Central Asia”, dedicato al rafforzamento della capacità di raccolta dei dati di danno in cinque Paesi dell’Asia centrale.
«I Paesi coinvolti nel progetto, finanziato dall’Unione Europea e coordinato dall’United Nation Office for Disaster Risk Reduction sono Kazakistan, Kyrgyzstan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan», spiega Tatiana Bedrina, ricercatrice dell’ambito Valutazione del Rischio e Dati di Danno della Fondazione CIMA. «E tutte queste nazioni si sono impegnate ad andare incontro agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 e del Sendai Framework for Disaster Risk Reduction».
Il progetto è dedicato a migliorare i sistemi per la contabilizzazione dei dati di danni e perdite in modo evidence-based, in modo da contribuire allo sviluppo di una contabilità uniforme dei dati sulle perdite di disastro a livello nazionale e regionale e da allineare agli obiettivi del Sendai Framework. In questo modo è anche possibile facilitare la rendicontazione annuale e il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030.
«Durante il workshop, che ha visto radunati rappresentati delle autorità per la gestione delle emergenze, della protezione civile e agenzie statistiche nazionali, sono stati innanzitutto presentati gli obiettivi che vogliamo raggiungere nei prossimi due anni di lavoro», continua Bedrina. «Inoltre, durante l’incontro è stata presentata la piattaforma DesInventar-Sendai, un software per la raccolta e l’analisi sistematiche dei dati da disastro». Infine, il workshop ha rappresentato l’occasione per presentare a tutti i partecipanti il sistema Assessment Framework for Disaster Loss Data, una struttura, sviluppata per la valutazione dello stato attuale del processo di raccolta dei dati sui danni da disastri e la corrispondenza degli indicatori nazionali agli obiettivi del Sendai Framework (target A, B, C e D).
«Quest’incontro è stato un importante punto di partenza per le attività e la stretta collaborazione che ci attendono nei prossimi anni del progetto», conclude la ricercatrice. «Il lavoro che ci aspetta è ancora tanto, ma di cruciale importanza per la riduzione del rischio di disastri in campo internazionale. La contabilizzazione uniforme dei dati di danni e perdite in conformità con il Sendai Framework e l’Agenda 2030 è infatti un aspetto fondamentale per i paesi partecipanti. Pertanto, questo progetto offre un’opportunità concreta per condividere esperienze e le pratiche tra i Paesi, facilitando la riflessione nazionale e internazionale sui punti critici in una prospettiva a breve e lungo termine – anche al di là della costruzione di un sistema nazionale di contabilità dei dati sulle perdite di disastro”.