Grazie ai dati forniti dai satelliti Sentinel 1 e 2 e agli algoritmi elaborati dalla Fondazione CIMA, è stato possibile elaborare le mappe delle aree allagate nel nord-ovest italiano la notte tra il 2 e il 3 di ottobre, in circa 12 ore
In seguito alle alluvioni che hanno colpito il Nord-Ovest dell’Italia nella notte tra il 2 e il 3 ottobre 2020, il Dipartimento della Protezione Civile ha richiesto alla Fondazione CIMA, come Centro di competenza per il rischio idrogeologico, un servizio di mappatura delle aree allagate da dati di satellitari di osservazione della Terra. In particolare, il Centro di Monitoraggio Ambientale del Campus universitario di Savona ha utilizzato i dati del satellite radar Sentinel-1, in grado di fornire immagini di giorno e di notte e in qualsiasi condizione meteorologica, e i dati del satellite multispettrale Sentinel-2, che fornisce immagini di giorno e in assenza di copertura nuvolosa.
Entrambi i satelliti hanno osservato l’area d’interesse sabato 3 ottobre, consentendo di valutare l’estensione delle aree allagate in due istanti differenti nell’arco della giornata. In particolare, sono stati elaborati i dati Sentinel-2 acquisiti alle ore 12.20 e i dati Sentinel-1 alle 19.25. A titolo di esempio, di seguito sono visualizzate tre mappe generate utilizzando algoritmi sviluppati dalla Fondazione CIMA per la mappatura delle aree allagate da dati radar e multispettrali. Tali mappe, prodotte in circa 12 ore dalla disponibilità delle immagini a catalogo, mostrano la situazione nella zona di Vercelli e di Ventimiglia vista da Sentinel-2 (alle 12.20) e la situazione in Piemonte osservata da Sentinel-1 alle 19.25. Le acque permanenti sono rappresentate in colore blu, mentre le aree allagate sono rappresentate in azzurro. Si può notare l’effetto dell’esondazione del fiume Sesia (Vercelli), data la presenza di parecchie aree celesti adiacenti al fiume stesso. Anche la piena del fiume Roja (Ventimiglia) è chiaramente visibile.


