Il contributo di Fondazione CIMA alla piattaforma meteo open access MISTRAL

MISTRAL è una piattaforma su cui sono raccolti i dati meteorologici previsionali per l’Italia, a libero accesso e sarà il portale ufficiale dell’agenzia ItaliaMeteo. Fino a pochi mesi fa, i dati raccolti sulla piattaforma provenivano esclusivamente dal modello meteorologico COSMO: di recente, Fondazione CIMA ha voluto dare il proprio contributo e fornire anche i dati provenienti dal modello WRF che impiega quotidianamente, a scopo operativo e di ricerca

Un portale nazionale con dati liberi e accessibili per tutti, da chi opera nel settore meteo alla cittadinanza: si tratta di MISTRAL, nato da un progetto europeo e che raccoglie i dati meteorologici per il territorio nazionale. Di recente, MISTRAL si è arricchito con le informazioni provenienti da Fondazione CIMA, che da aprile fornisce i propri risultati modellistici contribuendo così, da una parte, a integrare e permettere di confrontare i risultati del modello già impiegato dal portale e, dall’altra (ma nella stessa ottica), a sostenere la ricerca scientifica in campo meteorologico.

Con Massimo Milelli, referente dell’ambito Meteorologia e Clima, vediamo meglio di cosa si tratta.

Il progetto MISTRAL

«MISTRAL era un progetto finanziato nell’ambito del programma europeo Horizon 2020, terminato nel 2021, che aveva portato alla realizzazione di un omonimo portale sul quale sono resi disponibili i dati meteorologici dal network osservativo, le analisi e previsioni (storiche e in tempo reale) con elevata accuratezza. Questi dati sono open, quindi a disposizione di tutti, dalle pubbliche amministrazioni ai cittadini, nonché ovviamente agli operatori del settore», spiega Milelli. «MISTRAL è un ottimo esempio di progetto che non si conclude in sé stesso: il portale realizzato, infatti, ha continuato a essere impiegato e migliorato anche dopo il termine del progetto. Anzi, sarà il portale ufficiale dell’agenzia ItaliaMeteo, la prima agenzia meteorologica civile italiana».

Sebbene non avesse partecipato al progetto MISTRAL, Fondazione CIMA è uno degli enti meteo dell’agenzia nazionale e, come tale, fornisce il suo contributo e la sua esperienza nel settore. In questo caso, contribuendo ad arricchire il portale MISTRAL con dati aggiuntivi, che possono anche essere impiegati come raffronto rispetto a quelli già pubblicati: «I dati pubblicati su MISTRAL sono dati numerici, prodotti probabilistici e serie temporali forniti dal modello previsionale COSMO, sviluppato dall’omonimo consorzio internazionale e in uso in Italia a livello operativo. Noi abbiamo voluto dare un ulteriore contributo fornendo anche i risultati del modello che usiamo in Fondazione CIMA, denominato WRF».

I dati WRF, qualche dato tecnico

WRF, sigla che sta per Weather Research and Forecasting model, è un codice sviluppato da enti e centri di ricerca statunitensi, open source e in grado di operare a scale spaziali ridotte o molto vaste. A scopi di ricerca e operativi, i nostri ricercatori e le nostre ricercatrici ne impiegano due distinte configurazioni, che permettono di fornire previsioni a risoluzioni piuttosto elevate. Si tratta di WRF-1.5km OL e WRF-2.5km 3DVAR, sigle complesse che descrivono le caratteristiche della “corsa” modellistica: «Il riferimento ai chilometri indica i lati della griglia su cui opera il modello: quindi quadrati di 1,5×1,5 oppure di 2,5×2,5 chilometri», continua il ricercatore.

«La seconda grande differenza tra le due configurazioni è che WRF-1.5km OL lavora solo sulla base dei dati iniziali forniti, quali l’umidità, il vento eccetera. Al contrario, WRF-2.5km 3DVAR prevede dei cicli di data assimilation: in breve significa che, mentre il modello sta già elaborando i dati iniziali, gliene sono forniti di aggiuntivi, così che possa correggere le proprie previsioni sulla base dell’evolvere della situazione meteorologica». Più nel dettaglio, al modello sono forniti i dati provenienti dagli strumenti radar usati dal Dipartimento della Protezione Civile e che permettono di avere informazioni per esempio sulla localizzazione, l’altezza, lo spessore delle nubi a varie quote: tutte informazioni ulteriori che consentono di ridurre l’incertezza della previsione meteorologica.

Arricchire le previsioni

I risultati derivanti da queste previsioni modellistiche sono quelli ora integrati quotidianamente sul portale MISTRAL: «Rappresentano il nostro contributo verso una meteorologia open access per tutti coloro che possono essere interessati – non solo quindi chi opera nel settore e ha bisogno di accedere ai dati per operare ma anche la cittadinanza», commenta Milelli. «I dati forniti sono tecnici e non d’immediata comprensione (in effetti, quello di rendere i dati di più semplice interpretazione potrebbe essere un lavoro per i prossimi anni). Tuttavia, in questo modo si garantisce che chiunque possa avere accesso ai dati meteorologici ufficiali a livello operativo e scientificamente più affidabili».

I risultati forniti da WRF e COSMO, precisa poi il ricercatore, non mostrano differenze sostanziali. Le eventuali discrepanze tra le previsioni fornite dall’uno o dall’altro modello, però, possono essere un importante confronto anche in termini di avanzamento scientifico: possono infatti rappresentare la base su cui lavorare per rendere i modelli sempre più efficaci e accurati. «Al momento, comunque, la principale differenza tra i due modelli sono le condizioni di contorno, nel senso che WRF parte dal modello globale statunitense Global Forecasting System, mentre COSMO si avvale del modello IFS, sviluppato presso il Centro Europeo per le Previsioni Meteo a Medio termine (ECMWF)».

Condividi