Formazione HQWW® 2026: la formazione per rafforzare la rete del whale watching sostenibile in Italia

Bandiera HQWW High Quality Whale Watching

C’è un momento, in mare, in cui tutto sembra fermarsi. Il motore si spegne, le voci si abbassano, lo sguardo si concentra sull’acqua. Poi, improvviso, un soffio rompe la superficie: pochi secondi che richiedono attenzione, distanza, rispetto. È in quell’equilibrio fragile tra presenza umana e vita marina che si gioca la qualità del whale watching.

Da questa consapevolezza nasce il percorso High Quality Whale Watching® (HQWW®), che nel tempo ha contribuito a definire un approccio sempre più strutturato e condiviso all’osservazione dei cetacei, fondato su conoscenza scientifica, formazione e responsabilità.

Il marchio e l’impegno per la tutela del mare

Istituito grazie alla collaborazione con ACCOBAMS e Pelagos e implementato in Italia da Fondazione CIMA, che coordina le attività di certificazione e formazione, il marchio HQWW® identifica gli operatori che scelgono volontariamente di adottare pratiche di whale watching basate su protocolli scientifici e sul codice di buona condotta. Un sistema che integra conservazione, qualità dell’esperienza e riduzione degli impatti sugli animali e sugli ecosistemi.

Questo impegno è stato riconosciuto anche a livello istituzionale: il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha incluso le attività legate al programma tra gli impegni volontari dell’Italia per l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 14 – Vita sott’acqua, nell’ambito della UN Ocean Conference 2025. Un riconoscimento che rafforza il valore di un percorso orientato alla protezione dei cetacei, alla promozione di pratiche sostenibili e alla formazione delle nuove generazioni.

Percorso che si fonda sulla creazione di una rete: la Regione Autonoma della Sardegna, intervenuta nell’ambito del secondo corso di formazione, ha ribadito il ruolo cruciale della collaborazione tra operatori turistici, enti pubblici e tecnici amministrativi per rafforzare la sostenibilità delleattività outdoor. Inoltre, ha evidenziato l’importanza strategica del monitoraggio dell’ecosistema marino, fondamentale per individuare soluzioni volte al miglioramento dello stato ambientale e all’istituzione di nuove aree protette.

I corsi 2026: formazione e crescita della comunità

Nel 2026, il percorso formativo si è articolato in due corsi, in contesti costieri diversi ma accomunati da un forte legame tra ricerca, conservazione e attività sul territorio.

«Questo percorso è uno spazio in cui esperienze diverse si incontrano e si traducono in pratiche condivise. L’obiettivo è fornire strumenti concreti agli operatori, affinché ogni attività in mare sia gestita con maggiore consapevolezza, nel rispetto degli animali e dell’ambiente», ha detto Lara Polo, formatrice di Fondazione CIMA.

Il primo corso dell’anno si è svolto al Castello di Riomaggiore, nel Parco Nazionale delle Cinque Terre, coinvolgendo 25 partecipanti provenienti da 7 operatori, tra cui 2 nuovi ingressi. Il secondo corso si è tenuto a Casa Gioiosa, nel Parco di Porto Conte ad Alghero, con 11 operatori coinvolti, di cui 4 nuovi.

Numeri che raccontano una comunità in evoluzione, che si amplia e si rafforza attraverso la formazione, la condivisione di competenze e l’adozione di standard comuni. In questo contesto, gli operatori certificati contribuiscono anche alla raccolta di dati sugli avvistamenti, supportando il monitoraggio dei cetacei e la conoscenza scientifica.

«La qualità del whale watching non dipende solo da ciò che si osserva, ma da come lo si osserva. La formazione è fondamentale per costruire competenze che permettano di ridurre l’impatto sulle specie e, allo stesso tempo, trasformare ogni uscita in mare in un’occasione di conoscenza. In questo senso, gli operatori diventano parte attiva di un sistema che unisce conservazione e ricerca», ha spiegato Aurélie Moulins, ricercatrice di Fondazione CIMA.

Un percorso che contribuisce a rafforzare un approccio integrato alla gestione del mare, in cui si intrecciano conservazione, attività economiche e conoscenza scientifica.

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