Il quadro meteorologico dell’estate 2025 in Italia è stato dominato dall’alternanza tra fasi di alta pressione subtropicale africana e perturbazioni di origine atlantica. Questa configurazione ha prodotto un’anomalia di temperatura diffusa, con scostamenti tra +1,5 e +2,5 °C rispetto alla media del trentennio 1991–2020, più marcati al Centro-Sud e nelle isole.




Media delle temperature minime (sinistra), medie (centro) e massime (destra) della stagione estiva (fonte ISAC-CNR https://www.isac.cnr.it/climstor/climate_news.html)
Giugno si è distinto come il mese più anomalo: secondo ISAC-CNR la temperatura media nazionale ha registrato un +3,02 °C rispetto alla norma, facendone il secondo giugno più caldo mai osservato dopo il 2003. L’anomalia è risultata più severa al Nord, con +3,38 °C, ma ha interessato tutto il Paese con valori di +3,00 °C al Centro e +2,78 °C al Sud.

A livello atmosferico, la persistenza di un anomalo anticiclone nord-africano sul Mediterraneo centrale ha contribuito a questa configurazione, come mostrano anche le mappe di geopotenziale1 elaborate da NCEP/NCAR.


Altezza di geopotenziale media del mese di Giugno (sinistra) e sua anomalia rispetto al periodo di riferimento 1991-2020 (fonte NCEP/NCAR Reanalysis https://psl.noaa.gov/cgi-bin/data/composites/printpage.pl)
Le anomalie non hanno riguardato solo le temperature medie: sono state registrate deviazioni significative anche per le temperature minime e massime, con notti molto più calde del normale e giornate in cui le massime hanno superato diffusamente la soglia dei 40 °C al Centro-Sud. Questo incremento delle temperature minime ha avuto un impatto particolarmente rilevante sul benessere delle popolazioni e sugli ecosistemi, perché la mancata rinfrescata notturna impedisce il recupero termico e amplifica gli effetti delle ondate di calore.
Luglio ha confermato questa tendenza, soprattutto al Sud e sulle isole maggiori, mentre al Nord si è osservata un’anomalia negativa della pressione in quota che ha in parte mitigato le condizioni di temperatura (come vedremo, questa anomalia ha temporaneamente rallentato la fusione nivale in quota, anche se in maniera marginale visto il forte caldo del mese precedente).
Agosto ha infine introdotto una maggiore variabilità: alle condizioni di caldo intenso si sono alternate infiltrazioni di aria atlantica che hanno prodotto episodi convettivi di forte instabilità, con nubifragi e grandinate localizzate.


Dal punto di vista pluviometrico, la stagione ha presentato una distribuzione estremamente eterogenea. Al Nord e lungo l’arco alpino si sono registrati accumuli sopra la media, spesso concentrati in episodi intensi di breve durata, mentre il Centro-Sud ha vissuto una stagione segnata da deficit pluviometrici persistenti. Le mappe delle anomalie di precipitazione elaborate da Copernicus e ISAC-CNR confermano questo quadro di forte disomogeneità territoriale, che rappresenta ormai una delle cifre ricorrenti delle estati mediterranee: surplus localizzati e violenti al Nord, siccità cronica e prolungata al Sud.

(fonte Copernicus su dati ECMWF https://climate.copernicus.eu/climate-bulletins)

- Le mappe di geopotenziale rappresentano l’altezza delle superfici di pressione atmosferica. Sono uno strumento fondamentale per interpretare i fenomeni meteorologici a grande scala, come la distribuzione delle aree di alta e bassa pressione, la circolazione atmosferica e il movimento delle masse d’aria. ↩︎