Il 9 settembre 2023, la tempesta Daniel, dopo aver colpito nelle giornate precedenti (5-6-7 Settembre 2023) la Grecia con piogge torrenziali (oltre 600 mm di pioggia a Volos), si è spostata verso l’area del Golfo della Sirte e, in conseguenza delle condizioni meteo-marine favorevoli, ha effettuato la transizione a uragano mediterraneo (medicane). Nella giornata del 10 settembre, Daniel ha fatto landfall lungo le coste orientali della Libia.
Il sensore ASCAT (Advanced Scatterometer)-C ha misurato intorno alle 19 UTC venti a 10 m intorno agli 80-85 km/h (Figura 1): valori ragguardevoli, data la risoluzione spaziale del prodotto satellitare, pari a 25 km. ASCAT è gestito da EUMETSAT e opera a una frequenza in banda C (5,255 GHz), che dà allo strumento una capacità osservativa operativa in qualsiasi situazione meteorologica e per qualsiasi tipologia di struttura atmosferica dalla mesoscala.

Dal punto di vista della precipitazione, il prodotto satellitare IMERG (Integrated Multi-satellitE Retrievals for GPM, NASA) fornisce, a risoluzione spaziale di circa 10 km, valori ragguardevoli con cumulata giornaliera il giorno 10 settembre fino a 300 mm, in prossimità della costa libica.

La modellazione idrologica ha mostrato un segnale significativo per quanto riguarda la risposta di tutti i bacini della Cirenaica nord-occidentale già a partire dalla giornata di sabato. Le portate previste dalle catene modellistiche disponibili su EFAS e su GloFAS hanno evidenziato la rarità dei fenomeni, valutandone un tempo di ritorno ben al di sopra della soglia ventennale, definibile come severi o localmente anche ai valori centennali e, dunque, estremi.
L’intensità dei fenomeni è stata inoltre amplificata dalle caratteristiche dell’area d’interesse, connotata da copertura vegetale scarsissima e capacità di ritenzione pressoché nulla.
In questo contesto, portate di magnitudo estremamente significativa si sono formate in tempi brevissimi, tipici delle flash flood mediterranee, quantificabili in 3 ore e plausibilmente anche inferiori.

In Figura 3 si riporta un quadro sinottico della severità delle portate attese tra domenica e lunedì nelle sezioni modellate da EFAS (mod. idrologico LISFLOOD alimentato dall’ensemble di previsione atmosferica IFS di ECMWF).
Come si può vedere nella figura successiva, la risposta subitanea dei bacini idrologici, in prevalenza wadi ovverosia corsi d’acqua a carattere non perenne, è stata stimata come largamente superiore di circa 10 volte ai valori usualmente contenuti negli alvei in assenza di protezioni spondali (circa 2 anni).

Si noti inoltre come la valutazione dei possibili impatti, stimati da EFAS intorno alle 130.000 persone, fosse comunque soggetta all’incertezza dovuta:
- all’assenza di calibrazione delle catene idrologiche di previsione
- all’assenza di serie storiche o comunque di dati osservati disponibili in tempo reale e neppure in tempo differito per quanto riguarda la misurazione dei livelli idrici raggiunti dai corsi d’acqua
- dalla presenza di sbarramenti, in gran parte in terra, presenti nelle sezioni di testata e mediane dei bacini
Quest’ultimo punto appare rilevante in particolare per la città di Derna, che allo stato attuale appare come la più colpita. Sarebbe stato proprio il collasso di due sbarramenti posti sullo Wadi Darnah, che attraversa il centro abitato in direzione sud-nord, a generare le onde di piena che, secondo fonti ufficiali, avrebbero raso al suolo circa un quarto dell’area urbana, causando un numero imprecisato di vittime ma molto probabilmente molto superiore al migliaio.
