Nel mondo odierno, interconnesso e soggetto a rapide trasformazioni climatiche, tecnologiche e sociali, affrontare la complessità dei sistemi territoriali richiede approcci sempre più sofisticati. Dall’8 all’11 giugno 2025, Tirana ospita la 20th Annual System of Systems Engineering Conference (SoSE), appuntamento internazionale di riferimento per studiosi, ingegneri, decision-maker e organizzazioni che operano nei contesti ad alta complessità. Un’occasione unica per confrontarsi sul modo in cui sistemi autonomi, distribuiti e interdipendenti interagiscono tra loro—e su come possano essere progettati per affrontare sfide cruciali per l’umanità: dalla gestione delle emergenze alla sostenibilità, dall’innovazione tecnologica alla cooperazione internazionale.
Fondazione CIMA partecipa a questa edizione non solo in qualità di “main sponsor”, ma anche con una keynote che esplora il potenziale trasformativo dei sistemi di allertamento precoce nel contrasto al rischio alluvioni. Una presenza significativa, consolidata anche dalla costante collaborazione della nostra sede operativa in Albania, impegnata nel rafforzamento delle capacità locali di risposta al rischio e nella costruzione di una cultura della prevenzione.
Innovazione e prevenzione: parliamo di Flood Risk Management
«Costruire sistemi di allerta significa creare reti intelligenti: di dati, di tecnologie, ma soprattutto di persone». Così racconta Miranda Deda, Direttrice della sede albanese di Fondazione CIMA, per introdurre il contributo della nostra Fondazione alla conferenza. I Sistemi di Allertamento Precoce (EWS) costituiscono uno degli strumenti più avanzati e complessi nel panorama della gestione del rischio idrogeologico, in quanto basati su architetture che integrano sensoristica, modellazione predittiva, protocolli decisionali e partecipazione degli attori locali. Il loro funzionamento come sistemi di sistemi implica una convergenza continua di dati eterogenei e di funzioni operative, che richiede una forte interoperabilità tra tecnologie, istituzioni e comunità.
Fondamentale in questo contesto è l’approccio multi-rischio, che consente di superare la visione settoriale e affrontare le interazioni tra pericoli naturali differenti. Un’attenzione particolare viene posta sugli eventi ad alta frequenza e basso impatto, spesso trascurati dai modelli tradizionali ma determinanti nel definire l’accumulo progressivo di vulnerabilità nel tempo.
In questo ambito si colloca il progetto FLORIS – Innovative Tools for Improving Flood Risk Reduction Strategies, che viene presentato come caso studio emblematico per l’integrazione tra approccio scientifico e applicazione operativa, dal 2019 in funzione. Il progetto ha sviluppato strumenti decisionali scientificamente robusti per la valutazione comparativa delle strategie di riduzione del rischio alluvioni, contribuendo a una comprensione più articolata dei trade-off tra misure strutturali e non strutturali.
FLORIS ha introdotto scenari dinamici basati su modellazione idrologica avanzata e indicatori quantitativi multilivello, progettati per offrire supporto informato a una pluralità di attori decisionali: dai Centri Funzionali alle autorità locali. La sua metodologia favorisce un approccio sistemico alla pianificazione e alla gestione dell’emergenza, con una particolare attenzione agli effetti cumulativi degli eventi frequenti ma a basso impatto.
Questi contenuti sono stati al centro della keynote dal titolo Innovative Early Warning Systems and Flood Risk Management: Advancing Prevention and Preparedness in a Changing Climate, presentata da Miranda Deda e da Marina Morando, Direttrice di programma di Fondazione CIMA: «Non basta avere dati o strumenti tecnologici avanzati—serve la capacità di trasformarli in decisioni efficaci per i territori e le persone più esposte. È qui che si gioca la differenza tra un sistema ‘intelligente’ e uno semplicemente ‘connesso’».


Una conferenza strategica per il futuro della resilienza sistemica
Con una programmazione che include oltre 100 interventi internazionali, workshop tematici e tavole rotonde, la 20th SoSE Conference rappresenta una piattaforma cruciale per condividere esperienze sul disegno, la modellazione e la governance dei System of Systems (SoS): insiemi di sistemi interdipendenti capaci di interagire per rispondere a obiettivi comuni, pur mantenendo autonomia funzionale e operativa.
L’edizione 2025 si concentra in particolare sul ruolo dei SoS nel supportare decisioni strategiche in settori altamente interconnessi, come la gestione dei cambiamenti climatici, delle infrastrutture critiche, della transizione energetica e delle emergenze ambientali. A emergere è l’urgenza di sviluppare metodi e strumenti che consentano a sistemi eterogenei—ambientali, tecnologici, istituzionali—di collaborare in scenari incerti e mutevoli.
Le discussioni affrontano, tra gli altri, i temi della resilienza sistemica, della governance multilivello, dell’interoperabilità delle piattaforme e dei sistemi di supporto alle decisioni, delineando un quadro coerente con gli ambiti di lavoro più avanzati nel campo della riduzione del rischio, della pianificazione adattiva e della risposta integrata alle crisi.
Tra i temi discussi, emerge anche l’importanza delle tecnologie predittive applicate alla modellazione del comportamento degli incendi boschivi, un ambito sempre più rilevante nel contesto della crescente frequenza e intensità degli eventi estremi.
Una presenza radicata sul territorio: il branch di Fondazione CIMA in Albania
Parte integrante di questa strategia è la presenza stabile di Fondazione CIMA in Albania, avviata formalmente nel 2011 e oggi pienamente operativa. Situata nel cuore dei Balcani, regione particolarmente esposta ai rischi idro-meteorologici, la sede albanese di Fondazione rappresenta un hub strategico per la promozione della resilienza locale e il trasferimento di competenze scientifiche e operative.
«Lavorare in Albania e nella regione significa essere immersi in un contesto reale in cui la vulnerabilità si traduce ogni giorno in sfide concrete per le comunità», racconta Deda. «Per questo il nostro approccio è basato su collaborazione, ascolto e co-progettazione con le autorità locali e le strutture di protezione civile».
Attraverso questa presenza, Fondazione CIMA supporta progetti formativi, attività di capacity building e l’adozione di strumenti innovativi per il monitoraggio e la previsione dei rischi naturali da più di 15 anni nella regione. Un segno concreto della volontà della scienza di agire direttamente nei territori più esposti, rafforzando le capacità locali e contribuendo a sistemi di protezione civile più efficaci, inclusivi e sostenibili.
La 20th Annual SoSE Conference rappresenta quindi un’occasione preziosa per riflettere collettivamente su come costruire sistemi di protezione, previsione e risposta che siano realmente interconnessi, adattivi e orientati alla collaborazione. In un mondo soggetto a trasformazioni rapide e imprevedibili, le soluzioni più efficaci sono quelle che nascono dal confronto tra discipline, territori e saperi diversi.
È nella capacità di costruire sinergie—tra tecnologia, governance, cultura e relazioni umane—che risiede il potenziale trasformativo dei sistemi complessi. Un approccio cooperativo e sistemico che può fare la differenza nella capacità di affrontare le crisi e generare resilienza duratura.


Sessione speciale dedicata alla mappatura del rischio di incendi boschivi oltre i confini statali, con le linee guida del programma IPA Floods and Fires.