ARISTOTLE-ENHSP, incendi forestali: l’incontro preparatorio in vista della stagione estiva

ECMWF, Météo-France, Instituto Português do Mar e de Atmosfera e Fondazione CIMA si sono incontrati a febbraio per mettere a punto la strategia da impiegare durante la fase operativa di monitoraggio degli incendi boschivi nell’ambito del progetto ARISTOTLE-ENHSP

Il 4 e il 5 febbraio, lo European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF) ha ospitato esperti provenienti da tre diversi centri di ricerca e previsione. Le due giornate dell’evento sono state dedicate al lavoro e al perfezionamento di quanto avverrà tra pochi mesi: l’inizio, nell’ambito del progetto ARISTOTLE-ENHSP, della fase operativa di monitoraggio degli incendi boschivi a scala pan-europea.

Guidato dall’Istituto italiano di geofisica e vulcanologia, ARISTOTLE-ENSHP mira alla creazione di un sistema di servizi sui pericoli derivanti dai fenomeni di origine naturale, assicurando lo scambio delle conoscenze e il coordinamento tra i partner. In questo contesto, Fondazione CIMA si occupa della previsione e del monitoraggio delle alluvioni a livello globale e pan-europeo e del rischio potenziale di incendi boschivi a livello pan-europeo. E, per questi ultimi, la scorsa estate si è tenuto un periodo di prova durante il quale i partner del progetto si sono alternati nel monitoraggio degli incendi boschivi (lo abbiamo  raccontato qui).

Rifinendo la prova estiva, l’incontro di febbraio ha portato a stabilire la procedura standard e il format per i report che dovranno essere forniti al Centro di Coordinamento della Risposta alle Emergenze europeo a partire da maggio, quando la componente relativa agli incendi del progetto ARISTOTLE-ENHSP sarà operativa. Come spiega Francesca Di Giuseppe, referente di progetto per l’ ECMWF, i previsori di Météo-France, Instituto Português do Mar e de Atmosfera e Fondazione CIMA seguiranno dei turni settimanali di monitoraggio, durante ciascuno dei quali dovranno essere prodotti tre report per l’analisi della situazione di rischio.  I report saranno poi messi a disposizione dell’ERCC, seguendo una procedure simile a quella delle alluvioni, così da consentire, se necessario, una pre-attivazione delle protezioni civili nazionali e l’eventuale coordinamento in caso di emergenza.

«Durante il periodo di turno, i previsori avranno a disposizione diversi strumenti osservativi e modellistici volti alla produzione d’indici di rischio d’incendio boschivo. Questo consente d’identificare le aree cui prestare maggiore attenzione, così da organizzare per tempo e in modo coordinato la gestione di un eventuale incendio », spiega Paolo Fiorucci, referente dell’ambito Incendi Boschivi e Conservazione della Biodiversità Forestale della Fondazione CIMA. «L’incontro di questo mese è stato di grande importanza per rifinire la strategia impostata durante il periodo di prova nell’estate del 2019: per la vera fase operativa, che inizierà tra pochi mesi, vogliamo rendere il servizio ancora più efficace».

Per saperne di più, qui la news pubblicata dallo ECMWF

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