Evento finale del progetto PROTERINA-3Évolution: tre anni per la mitigazione del rischio alluvionale

Resilienza, partecipazione e riduzione del rischio sono le parole chiave del progetto, il cui evento finale si è tenuto a Genova il 5 febbraio

Si è tenuto il 5 febbraio, a Genova, l’evento finale di PROTERINA-3Évolution, il progetto dedicato al rafforzamento della capacità di risposta del territorio al rischio di alluvioni, in particolare attraverso la partecipazione dei cittadini alla pianificazione di protezione civile.

Misure strutturali e tecnologia, ma anche consapevolezza e buone pratiche

Svoltasi nell’ambito del Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2014-2020, PROTERINA-3Évolution è durato tre anni e ha coinvolto diverse regioni italiane (Liguria, Toscana, Sardegna), la Corsica e aree della Costa Azzurra. L’evento che ha chiuso il progetto si è svolto nella storica sede del Palazzo Ducale: una giornata di conferenze, tavole rotonde, laboratori per ragazzi e per adulti che hanno consentito di ripercorrere l’evoluzione di PROTERINA-3Évolution e, soprattutto, i risultati raggiunti. Tra questi, ad esempio, l’installazione di barriere anti-allagamento e paratie mobili in cinque scuole liguri e in palestre, scuole e municipi sardi; oppure il potenziamento del monitoraggio idro-metereologico sia sul mare sia a terra. E ancora, l’installazione di un rain garden della sede Noli dell’Istituto Comprensivo di Campomorone: un giardino su terreno drenante e popolato da piante adatte a raccogliere l’acqua, così da rallentare il flusso idrico e, indirettamente, mitigare il rischio alluvionale.

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Un momento dei laboratori per i ragazzi, ai quali i ricercatori della Fondazione CIMA hanno mostrato il funzionamento dei pluviometri ACRONET

Ma non tutti i risultati del progetto sono misure strutturali o d’innovazione tecnologica. Buone pratiche, consapevolezza, modifiche dei comportamenti sono state altrettanto importanti per la riduzione del rischio: tutti i cittadini devono essere preparati e consapevoli di fronte a alle alluvioni, affinché il rischio possa essere realmente mitigato. E proprio per questa ragione i percorsi partecipati, che consentano il confronto tra i diversi stakeholder, hanno rappresentato una parte fondamentale di PROTERINA-3Évolution. Inoltre, il progetto ha consentito di raggiungere la definizione dei criteri per mettere in atto, in due aree pilota della Toscana, i contratti di fiume, ossia un accordo volontario tra enti pubblici e privati di programmazione per la tutela e la corretta gestione delle risorse idriche, la valorizzazione dei territori fluviali unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico, contribuendo allo sviluppo locale.

La scuola al centro

L’evento finale ha riunito tutti coloro che hanno contribuito a raggiungere questi risultati, lavorando insieme per costruire una società più resiliente. Focus della giornata è stata la scuola, non solo in quanto infrastruttura critica, ma in quanto luogo – fisico e culturale – dove la formazione, anche in tema di riduzione del rischio, acquista particolare importanza. Nel corso dei tre anni di progetto, genitori, insegnanti e studenti sono stati attivamente coinvolti sui temi della protezione civile e della pianificazione per la mitigazione del rischio alluvionale. In occasione dell’evento finale del progetto, gli studenti delle scuole che hanno partecipato sono stati premiati con lo “zainetto dell’allerta”. Nato dall’idea proposta durante gli incontri partecipati in Val Polcevera, in Liguria, si tratta di uno zaino pensato per quelle occasioni in cui, a causa di un’emergenza alluvionale, ci si debba trattenere a scuola un poco di più; è fornito di borraccia, merendine e giochi. Pur nella sua semplicità, quindi, è una buona rappresentazione delle buone pratiche da mettere in campo nel caso di un’alluvione (ad esempio, restare in un luogo sicuro).

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Lo “zainetto dell’allerta” con cui sono state premiate le scuole

«L’evento finale e tutto progetto PROTERINA-3Évolution si sono incentrati su temi cari alla Fondazione CIMA: l’integrazione tra sistema di allertamento, pianificazione comunale, sicurezza nelle scuole e comunicazione con i cittadini, per giungere al risultato di creare comunità e istituzioni resilienti al rischio alluvionale», commenta Luca Ferraris, presidente di Fondazione CIMA. «Quello che sembra emergere chiaramente è che questi procedimenti aumentano la fiducia nelle istituzioni e creano un serbatoio di capitale sociale e resilienza. Ed è importante la sinergia instaurata tra le amministrazioni e l’istituzione scolastica, non solo per la diffusione della cultura della protezione civile, ma anche come potenziale centro di raccordo per la definizione di strategie e capacità di risposta di ciascun territorio preso in esame, in particolare per quanto concerne il rischio alluvionale».

Per maggiori informazioni: il sito del progetto, la lista completa dei partner, descrizione e programma dell’evento finale

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