L’acqua che verrà: al Festival dell’Acqua 2026 i risultati di IT-WATER

Acqua risorse idriche in Italia IT-WATER

Come cambieranno nei prossimi decenni neve, ghiacciai, umidità dei suoli e portate dei fiumi in Italia? Al Festival dell’Acqua 2026, promosso da Utilitalia, vengono presentati per la prima volta alcuni risultati di IT-WATER, il progetto coordinato da Fondazione CIMA che costruisce scenari nazionali ad alta risoluzione sulle risorse idriche fino al 2070. 

Il 30 settembre, al Roma Convention Center La Nuvola, IT-WATER – Calcolo ad alte prestazioni degli scenari futuri di siccità e risorse idriche in Italia è al centro della sessione “Un nuovo equilibrio idrico al tempo del cambiamento climatico”, dedicata all’impatto del cambiamento climatico sul sistema idrico e agli strumenti che possono supportare pianificazione, sicurezza e resilienza. 

Ad aprire i lavori sui risultati del progetto sono Luca Ferraris, Presidente di Fondazione CIMA, ed Edoardo Cremonese, esperto di siccità di Fondazione. 

IT-WATER è coordinato da Fondazione CIMA con Agenzia ItaliaMeteo e Fadeout Software e finanziato nell’ambito del PNRR all’interno del National Centre for HPC, Big Data and Quantum Computing. 

IT-WATER Festival dell'Acqua

Dal clima al ciclo dell’acqua 

Il salto di scala compiuto dal progetto consiste nel mettere insieme scenari climatici ad alta risoluzione, modelli fisici del ciclo dell’acqua e capacità di calcolo ad alte prestazioni, per costruire una rappresentazione coerente dell’evoluzione futura delle risorse idriche sull’intero territorio nazionale. 

Attraverso i modelli di Fondazione CIMA S3M, dedicato a neve e ghiacciai, e Continuum, dedicato alle componenti idrologiche, gli scenari climatici vengono tradotti in informazioni su ciò che accade concretamente all’acqua una volta che raggiunge il territorio. 

Non soltanto, quindi, come cambieranno temperatura e precipitazioni, ma quanta acqua verrà immagazzinata sotto forma di neve, come varierà la sua fusione, quale evoluzione potranno avere gli apparati glaciali, come cambieranno evapotraspirazione e umidità dei suoli e quanta acqua ci potremmo aspettare nei principali corsi d’acqua italiani. Le informazioni potranno essere lette a diverse scale, fino alle regioni e ai principali bacini idrografici. 

I primi risultati: neve e ghiacciai

I primi risultati presentati al Festival dell’Acqua mostrano che la risorsa idrica nivale potrebbe diminuire in tutto il territorio nazionale, con punte di circa il 50% e oltre a quote inferiori ai 2.000 metri. 

Si tratta di una riduzione marcata, specialmente considerando che le quote tra i 1.500 e i 2.000 metri forniscono la maggior parte della fusione nivale durante la primavera, quando inizia la stagione irrigua. Le diminuzioni più marcate si avranno nelle aree appenniniche, a causa della maggiore vulnerabilità e delle quote più basse rispetto alle Alpi. 

Dal punto di vista della risorsa glaciale, i risultati mostrano un netto calo secondo entrambi gli scenari proposti. In Valle d’Aosta, per esempio, gli scenari al 2070 mostrano un dimezzamento della risorsa idrica glaciale anche nello scenario che rispetta l’Accordo di Parigi. I risultati sono simili, o anche più marcati, nelle altre regioni glacializzate del Nord. 

IT-WATER fornirà anche mappe di evapotraspirazione, umidità dei suoli e portata alle principali sezioni di chiusura dei fiumi italiani. Complessivamente, si tratta di uno spaccato completo del ciclo dell’acqua su tutto il territorio nazionale, a una risoluzione di 200-500 metri. 

Informazioni utili alla gestione dell’acqua 

Gli indicatori non sono stati definiti soltanto all’interno della comunità scientifica. Nel corso del progetto sono stati coinvolti oltre trenta rappresentanti di istituzioni, enti di ricerca, gestori e operatori pubblici e privati, facendo emergere tre necessità ricorrenti: dati e monitoraggio più solidi, strumenti efficaci di supporto alle decisioni e approcci maggiormente integrati alla gestione dell’acqua. 

«La sfida non è soltanto sapere come cambierà il clima, ma capire che cosa quel cambiamento significherà per l’acqua che avremo realmente a disposizione», sottolinea Luca Ferraris, Presidente di Fondazione CIMA. «Con IT-WATER portiamo gli scenari climatici futuri dentro il ciclo dell’acqua provando ad unire i puntini e permettere a chi la gestisce di pianificare, adattarsi e prendere decisioni». 

Il lavoro ha richiesto anche una significativa capacità computazionale: le simulazioni dei modelli nivologici e idrologici sono state trasferite su infrastrutture HPC – High Performance Computing, consentendo di ricostruire in maniera continua e coerente le diverse componenti del ciclo idrologico italiano e di esplorarne l’evoluzione futura. 

Tra gli output del progetto è prevista la pubblicazione di un dataset sulle risorse idriche italiane riferito al periodo 1980-2070, insieme a un portfolio di indicatori di impatto costruito con gli stakeholder. La release del dataset è programmata per l’inizio del 2027. 

«In un contesto in cui gli effetti dei cambiamenti climatici impattano in maniera sempre più importante sulla disponibilità della risorsa», spiega il direttore generale di Utilitalia, Annamaria Barrile, «per i gestori del servizio idrico è fondamentale poter contare su una base di dati ampia, approfondita e affidabile. In quest’ottica, le previsioni a lungo termine costituiscono un elemento centrale per la pianificazione degli interventi e quindi per gli investimenti».

La presentazione al Festival dell’Acqua rappresenta quindi non soltanto il momento di restituzione di un progetto scientifico, ma un passaggio verso una domanda ormai centrale per il Paese: come usare oggi la conoscenza sul clima di domani per gestire una risorsa che sta già cambiando.

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