Un impegno collettivo per la sicurezza: l’Osservatorio sulle buone pratiche di protezione civile

Aperta fino al 30 aprile 2025 la prima call dell’Osservatorio sulle buone pratiche di protezione civile dedicata al Sistema di allertamento nazionale per il rischio idrogeologico e idraulico. L’obiettivo è raccogliere e valorizzare esperienze efficaci già applicate sul territorio, per rafforzare la prevenzione e la gestione del rischio e l’idea di un “sistema” di Protezione Civile che coinvolge tutti

La gestione del rischio idrogeologico in Italia si basa su un sistema complesso di allerta, prevenzione e risposta, affinato nel tempo grazie all’esperienza maturata sul territorio. Il coordinamento tra istituzioni, enti locali e comunità è fondamentale per garantire un’efficace riduzione del rischio e una maggiore resilienza ai fenomeni estremi. Il valore di queste esperienze non risiede solo nella loro applicazione locale, ma nella possibilità di condividerle e trasformarle in strumenti di riferimento per l’intero Servizio Nazionale della Protezione Civile. È proprio su questa idea che si fonda l’Osservatorio sulle buone pratiche di protezione civile.

L’Osservatorio sulle buone pratiche di protezione civile: una panoramica

Istituito con la Direttiva del Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare del 7 dicembre 2023, l’Osservatorio sulle buone pratiche di protezione civile nasce con l’obiettivo di raccogliere, sistematizzare e monitorare le esperienze virtuose all’interno del Servizio Nazionale. Secondo quanto previsto dal Codice della Protezione Civile, l’Osservatorio funge da strumento per il costante potenziamento e auto-miglioramento del sistema, promuovendo la condivisione di pratiche che hanno dimostrato la loro efficacia sul campo. 

Marina Morando, Direttrice di Programma di Fondazione CIMA, che ha contribuito al lavoro sull’Osservatorio, sottolinea: «La creazione dell’Osservatorio rappresenta un passo fondamentale per valorizzare le esperienze maturate sul territorio e per promuovere una cultura della prevenzione basata su evidenze concrete. Questo risultato è il frutto di anni di ricerca, confronto e collaborazione tra il Dipartimento della Protezione Civile, i centri di competenza come Fondazione CIMA, le autorità locali e gli enti territoriali. La costruzione di uno strumento partecipativo e condiviso è stata essenziale per assicurare che le buone pratiche possano essere realmente utili e applicabili su scala nazionale».

Il bando per la raccolta delle buone pratiche: focus sul sistema di allertamento nazionale

Con l’Osservatorio ora operativo, è stata lanciata una piattaforma dedicata per la raccolta delle buone pratiche, accessibile fino al 30 aprile 2025. Per partecipare, è necessario registrarsi e compilare una scheda digitale disponibile sulla piattaforma. Un manuale utente è allegato per guidare gli utenti nella procedura. 

Il tema scelto per questa prima raccolta è il Sistema di allertamento nazionale per il rischio idrogeologico e idraulico, istituito con la direttiva del 27 febbraio 2004 e che ha compiuto vent’anni nel 2024. Questo sistema è cruciale per prevedere e gestire eventi come alluvioni e frane, fenomeni purtroppo frequenti nel nostro Paese.

Per essere riconosciuta come buona pratica, un’esperienza deve essere stata realizzata da almeno un soggetto del Servizio Nazionale e applicata con successo o testata in contesti esercitativi. In caso contrario, non potrà essere acquisita dalla piattaforma.

Le buone pratiche raccolte possono riguardare almeno una delle seguenti tematiche di intervento: 

  1. Adeguamento delle procedure degli enti (pubblici e privati) nell’ambito del Sistema di allertamento, per garantire la continuità dei servizi ai cittadini; 
  1. Attività di comunicazione, informazione e sensibilizzazione sulle allerte (codici colore, bollettini, misure di autoprotezione);
  1. Attività di comunicazione e informazione ai cittadini in corso d’evento; 
  1. Connessione tra early warning ed early action (difficoltà nell’implementazione delle fasi operative) e soluzioni organizzative per la gestione delle allerte anche in base alla capacità di risposta locale; 
  1. Attività per il miglioramento dell’efficacia dell’azione dei Centri Funzionali (es. formazione, monitoraggio e nowcasting, scambi di esperienze etc); 
  1. Organizzazione del presidio territoriale; 
  1. Metodologie di certificazione dei processi/delle procedure operative relativi al sistema di allertamento e adottate dalle Regioni e dai Centri Funzionali; 
  1. Metodologie di valutazione dell’efficacia delle allerte; 
  1. Ottimizzazione dei rapporti tra Centri funzionali, sale operative regionali e sale operative territoriali. 

Un invito alla partecipazione attiva

La raccolta e la condivisione delle buone pratiche non solo rafforzano il sistema di protezione civile, ma promuovono anche una cultura della prevenzione e della resilienza nelle comunità locali. «Il coinvolgimento di enti e organizzazioni nella protezione civile si traduce in un contributo concreto a un patrimonio condiviso di conoscenza. Solo attraverso la collaborazione e il confronto costante è possibile affrontare in modo efficace le sfide poste dai rischi naturali», conclude Marina Morando.

In un’epoca in cui gli eventi climatici estremi sono sempre più frequenti, l’Osservatorio sulle buone pratiche di protezione civile rappresenta una risorsa preziosa per costruire comunità più sicure e resilienti. La partecipazione attiva di tutti gli attori coinvolti è essenziale per garantire un futuro in cui la prevenzione e la preparazione siano al centro delle nostre strategie di protezione civile.

Osservatorio buone pratiche protezione civile CIMA 1

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