Il progetto FIRE-SCENE affronta le sfide poste dall’aumento degli incendi boschivi estremi e simultanei nell’area mediterranea, amplificati dai cambiamenti climatici. Caratterizzati da condizioni più calde e secche, gli incendi causano impatti significativi su cittadinanza, infrastrutture ed economie locali, creando inoltre nuove problematiche per i sistemi di Protezione Civile, come la gestione del rischio, il coinvolgimento delle comunità e l’allocazione delle risorse. L’obiettivo del progetto è sviluppare metodologie innovative e strumenti avanzati per la gestione integrata del rischio, includendo pianificazione e governance. In questo senso è fondamentale l’analisi della specificità dei territori e delle popolazioni che li abitano, per poter agire su consapevolezza del rischio, resilienza delle comunità e capacità di anticipare, prepararsi e rispondere agli incendi boschivi. Nei casi di studio in Spagna, Grecia e Italia sono previsti tre principali scenari di rischio: incendi in aree periurbane, incendi in prossimità di aree ad elevata frequentazione turistica e incendi in aree protette e/o siti ricreativi. Gli strumenti e le buone pratiche sviluppate sono a sostegno delle autorità di protezione civile e i soggetti competenti in tema di Disaster Risk Management (DRM) a livello locale e nazionale, contribuendo anche all’attuazione del piano d’azione europeo per la prevenzione degli incendi.
Obiettivi e risultati attesi
Il progetto prevede lo sviluppo di strumenti specifici per la Valutazione e Pianificazione del Rischio attraverso quattro siti pilota, ognuno focalizzato su scenari di rischio e soluzioni specifiche:
- Pilota 1 (Spagna): sviluppare una metodologia per identificare le aree periurbane (WUI) con bassa capacità di autoprotezione nella regione della Catalogna, in modo da pianificare azioni di adattamento (aggiornamento di protocolli, piani di emergenza locali, ecc.)
- Pilota 2 (Grecia): realizzare uno schema integrato di classificazione delle aree urbanizzate a rischio e uno strumento avanzato per la gestione del rischio incendi e la sensibilizzazione nelle aree turistiche di Rodi e Attica Orientale
- Pilota 3 (Italia): valutare e mappare il rischio di incendi attuali e futuri nella regione Calabria, considerando l’impatto del cambiamento climatico e utilizzando modelli avanzati di previsione del pericolo basati sull’intelligenza artificiale, valutazioni rapide dei rischi in emergenza e simulazioni innovative a supporto delle attività di prevenzione
- Pilota 4 (Spagna): elaborare un piano operativo per la Protezione Civile in aree protette e siti ricreativi in Catalogna.
Il progetto mira a produrre una review dei modelli di governance del rischio incendi esistenti e di conseguenza proporre soluzioni per migliorarli. Inoltre, a livello europeo, esplora e raccoglie le best practices e lesson learnt per affrontare i nuovi scenari di rischio, attraverso incontri di scambio fra gli stakeholder per migliorare la consapevolezza del rischio e facilitare l’adozione dei risultati nei sistemi di Protezione Civile.
Il contributo di Fondazione CIMA
Fondazione CIMA coordina le attività relative a tutti i progetti pilota e in particolare realizza e implementa gli strumenti innovativi per la gestione del rischio incendi in Calabria. Si occupa quindi di produrre mappe annuali del combustibile, utilizzando tecniche di intelligenza artificiale, che permettono di integrare dati su vegetazione, topografia e indici climatici utilizzando algoritmi di apprendimento automatico. In parallelo, vengono mappate in dettaglio le foreste a più alta suscettibilità nelle aree turistiche tramite droni dotati di tecnologia avanzata, per analizzare le proprietà fisiche del combustibile e pianificare strategie di prevenzione incendi.
Fondazione CIMA segue poi lo sviluppo di un sistema di bollettini giornalieri per diversi stakeholder, tra cui sale operative, popolazione e attori coinvolti nelle aree pilota. La catena operativa per la diffusione dei bollettini viene progettata strategicamente, per garantire una condivisione efficace delle conoscenze e aumentare la consapevolezza.
Inoltre, sono previste attività di formazione e una campagna di sensibilizzazione culminante in uno stress test per valutare la capacità delle strutture ricettive di garantire la sicurezza dei turisti presenti o facilitare le evacuazioni.
Foto: Zurla Marco/UIF