Brancaleone

Il potente terremoto che scosse il sud Italia nel 1908 lasciò un segno indelebile su diversi borghi calabresi. Gli ingenti danni subiti dalle antiche abitazioni, uniti al flusso migratorio verso le coste proprio di quegli anni, portarono numerosi abitanti del piccolo borgo di Brancaleone, in provincia di Reggio Calabria, ad abbandonare le loro case. Infine, l’alluvione del 1953 costrinse anche gli ultimi abitanti rimasti a trasferirsi a valle dove erano presenti centri abitati dotati dei servizi essenziali come acqua ed elettricità.

Brancaleone è un borgo antichissimo. Fu fondato intorno al quinto secolo da monaci cristiani in fuga dalle persecuzioni subite in Grecia, Siria e Cappadocia. Essi trovarono rifugio nelle caratteristiche piccole grotte presenti sull’Aspromonte calabrese. 

Stringendo un legame con la popolazione locale, i monaci uscirono dalle grotte e costruirono un monastero. La loro attività diede una spinta all’economia della zona e intorno al monastero nacque il piccolo borgo.

Situato in una posizione strategica rispetto al livello del mare e alla vallata circostante, il borgo fu obiettivo di molte famiglie potenti della regione, prendendo il nome proprio dall’ultima famiglia che ne mantenne il controllo: i Brancaleone.

Ad oggi l’antica chiesa di Maria SS Annunziata è stata ricostruita alle porte del borgo grazie all’opera di associazioni e volontari. Queste opere di riqualificazione incentivano il ritorno di turisti e curiosi, riportando la vita tra le affascinanti rovine dell’antichissimo borgo calabrese.