Bergiola

Il 7 settembre 1920 un potente sisma scosse la Garfagnana e la Lunigiana, le due storiche regioni toscane, tra le province di Lucca e Massa Carrara. È stato l’evento sismico più forte mai registrato in Toscana in tempi storici, nonché quello con il più alto numero di vittime del Novecento: 171 morti e 650 feriti, secondo le stime dell’epoca.

Tra i numerosi borghi colpiti figura Bergiola, situato nel Comune di Minucciano. Il piccolo borgo fu fondato dai Liguri per difendersi dalle incursioni dei romani per via della sua ottima ubicazione. Una volta conquistato dai romani, mantenne comunque la sua rilevanza strategica e venne cinto da mura fortificate.

I danni prodotti dal sisma furono amplificati dalla scarsa qualità della costruzione degli edifici presenti nell’area, in gran parte erano stati utilizzati materiali scadenti e grossi ciottoli. Ciò che però limitò le morti a dispetto del numero di crolli, fu l’orario in cui avvenne la scossa. Era un momento della giornata in cui gli abitanti della zona, in maggioranza contadini, erano impegnati nel lavoro dei campi, mentre nelle case erano rimasti soprattutto donne e bambini che furono le principali vittime.

Nonostante fosse composto da pochi edifici e da una chiesa, i campi circostanti erano numerosi e coltivati intensivamente. A seguito dell’evento sismico degli inizi del ‘900, l’abitato venne completamente abbandonato. Solo alla fine del secolo scorso venne istituito un Comitato per la ricostruzione di Bergiola, per far rivivere i ruderi e la vecchia storia del borgo.